Un decennio di abusi o di psicosi collettiva?

1997 Modena, presunta setta satanica nella Bassa
1999 Bergamo, Asilo Cazzano S. Andrea
2001 Asti, Asilo Mombercelli
2001 Taranto, Scuola materna
2001 Brescia, Asilo Sorelli
2001 Brescia, Asilo Abba
2001 Brescia, Asilo Carboni
2001 Brescia, Asilo Filippo Neri
2001 Bologna, scuola media
2001 Torino
2002 Foligno, presunta setta satanica
2003 Verona, Asilo Ponton
2004 Torino, Scuola media di Luserna San Giovanni
2005 Bari, scuola materna Murgia
2006 Rignano Flaminio, Asilo Olga Rovere
2006 Vallo della Lucania, Asilo S. Teresa

Fonte dei dati:

 

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False accuse per allontanare i figli già nel 1999

Reggio Emilia. Giovanardi: «I figli innocenti ‘rubati’. Ho denunciato. Invano»

di Lucia Bellaspiga

(www.avvenire.it) 9.7.2019 — Nel 2018 la procura di Reggio Emilia inizia a indagare sul picco di segnalazioni da parte dei servizi sociali dei Comuni della Val d’Enza, secondo i quali un numero esorbitante di bambini erano stati abusati e quindi allontanati dai genitori. I colloqui con i bambini, condotti dagli operatori della onlus ‘Hansel&Gretel’, vengono intercettati. Secondo l’ordinanza, che ha portato a 18 misure cautelari e 27 indagati tra psicologi, assistenti sociali, medici e politici, i ‘falsi ricordi’ di abusi mai avvenuti erano ottenuti grazie a ‘suggestioni e contaminazioni’, gli allontanamenti grazie a false relazioni (case normali descritte come fatiscenti) e disegni manipolati. Ieri il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti, che aveva chiesto la revoca dagli arresti domiciliari, è stato sospeso dal prefetto di Reggio Emilia. «Spera sia fatta al più presto chiarezza – dice il suo legale –. Il suo pensiero è per i bambini e le famiglie, auspica una rigorosa verifica». Salvini: «Ora la commissione d’inchiesta sulle case d’accoglienza»
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Biella 1996: il “caso zero” degli psicologi arrestati

La Stampa e il Fatto Quotidiano hanno messo al lavoro i loro reporter (nel caso del Fatto, Selvaggia Lucarelli ritratta nella foto). Così hanno scoperto che già nel 1996 alcune delle persone indagate a Reggio Emilia erano attive come consulenti nei casi di accuse di abuso sessuale sui minori. A Biella ci fu un’indagine su un’intera famiglia che fini tragicamente con il suicidio di tutti e quattro gli indagati.

(www.lastampa.it) 6.7.2019 — Uno dei primi casi che portò alla ribalta nazionale lo psicoterapeuta torinese Claudio Foti e la sua associazione, la «Hansel & Gretel» di Moncalieri, in questi giorni coinvolta nell’indagine «Angeli e Demoni», è quello dei quattro componenti della famiglia di Sagliano Micca, che, durante il processo per abusi nei confronti di due bambini, figli e nipoti, decisero di suicidarsi. Una storia che scosse profondamente il Biellese e non soltanto per il tragico epilogo. Accusati di aver abusato dei bambini fin da quando questi avevano appena tre anni, erano non soltanto Guido F., padre del maschietto, e Maria Cristina F., madre della bambina, ma anche la nonna Alba e il nonno Attilio. Foti, ora agli arresti domiciliari con accuse molto pesanti, di aver falsato i ricordi di alcuni bambini per poterli poi allontanare dalle famiglie naturali, con lo scopo di accumulare consulenze e far guadagnare i genitori affidatari, era il consulente della madre del bambino, da cui erano partite le prime segnalazioni, dopo una separazione tempestosa. La sua compagna dell’epoca, Cristina Roccia, anche lei della «Hansel & Gretel», poi coinvolta pochi mesi dopo nel caso di pedofili satanisti della Bassa Modenese oggi di nuovo in discussione, era invece la psicoterapeuta scelta dal pubblico ministero Alessandro Chionna.
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Gli psicologi arrestati contro i loro colleghi: “La Carta di Noto? Roba da pedofili”

Il pubblico ministero di Reggio Emilia che indaga sulla vicenda degli operatori che plagiavano i bambini per fare loro sostenere false accuse ha usato gli stessi metodi che utilizza nelle indagini sulla ‘ndrangheta, ed è ancora scosso da quanto ha potuto scoprire. Perchè ci sono bambini di mezzo.

Dalle intercettazioni emerge un quadro inquitante. Parlando della Carta di Noto, il protocollo con le linee guida deontologiche per lo psicologo forense, uno degli intercettati la definisce «una roba scritta da quattro pedofili» (fonte: Il Messaggero).

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Angeli o demoni? Arrestati operatori che manipolavano i bambini per fare false accuse

E’ possibile condizionare psicologicamente un bambino fino a fargli credere di aver subito abusi che non sono mai avvenuti? Secondo alcuni sedicenti difensori dei bambini, la risposta a questa domanda sarebbe “NO”. perchè i bambini quando fanno accuse vanno sempre creduti… “i bambini dicono sempre la verità” è lo slogan di queste persone.

Ma questa notizia del giugno 2019 getta una luce sinistra su tutta la questione. Secondo gli inquirenti di Reggio Emilia sarebbe stata scoperta una organizzazione finalizzata a condizionare bambini a fare false accuse contro i loro genitori per poi toglierli alle famiglie e darli in affido ad altri (che ne ricavavano guadagno). All’organizzazione partecipavano medici, psicologi, assistenti sociali e politici.

Pablo Trincia sul suo profilo Facebook ha paragonato la vicenda a quella recentemente denunciata nell’inchiesta Veleno. Scrive Trincia : “Hanno arrestato Claudio Foti, responsabile del Centro Hansel e Gretel di Torino, lo stesso da cui provenivano le psicologhe che avete visto interrogare i bambini di Veleno. Foti aveva da tempo scritto contro di noi, facendo addirittura una petizione contro il podcast.”

Fate attenzione alla gravità della notizia. Chi abusava dei bambini? I genitori o coloro che accusavano i genitori? Chi erano gli angeli e chi erano i demoni? A chi si deve credere? Ai bambini manipolati psicologicamente, a chi li manipola o ai genitori accusati falsamente?
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I “diavoli” pedofili erano finti, le tragedie sono vere – Selvaggia Lucarelli, Il Fatto Quotidiano

1997-1998 – Il podcast di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli riapre un caso dimenticato: i bambini modenesi spinti ad accusare i loro genitori

di Selvaggia Lucarelli

(20.1.2019) “Poi dopo poi c’era il prete… nel senso di dire che lui faceva la messa, però dedicata al diavolo…allora è andato a prendere l’ostia, è venuto lì al cimitero e ci ha detto “Gesù non esiste”… Poi ci ha parlato del diavolo, che la notte ti viene a prendere…Lui ci metteva sulla tomba e ci faceva fare delle cose come ballare, fare dei gesti…Noi avevamo anche dei gatti e noi li uccidevamo. Mio padre il sangue dei gatti ce lo faceva bere a noi. Poi a certi bambini gli aprivano qua e veniva fuori tutto il sangue, si vedevano delle sacche. Dopo ce li facevano uccidere. Io ne ho dovuti uccidere cinque…”.

Fonte/Credits: www.ilfattoquotidiano.it

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Commissione di inchiesta sul caso della Bassa Modenese

MEDOLLA 16 DICEMBRE 2018. Più di quattro ore di “interrogatori”. Si è consumata così, a porte chiuse per impedire la scomoda partecipazione dei cittadini, l’audizione in municipio a Medolla dei protagonisti che hanno provocato la vicenda “Veleno”, con famiglie spezzate e tanti bambini sottratti e scomparsi per la fantasiosa vicenda dei riti satanici nei cimiteri e in altri luoghi pubblici della Bassa.

Di quei protagonisti ne erano stati convocati quindici, in ossequio alla delibera del Consiglio dell’Unione Area Nord che aveva votato espressamente in tal senso.

Il sindaco di San Felice, Alberto Silvestri, non ha voluto rivelare i nomi dei convocati. Ma chi si attendeva, come auspicabile, che i diretti interessati – tra i quali la psicologa Valeria Donati – si presentassero per fornire i chiarimenti e le risposte del caso è andato deluso. Niente Donati, niente Monica Benati…

Peccato, perché i consiglieri avrebbero voluto sapere tanto, sui metodi , sugli “interrogatori”, sui soldi erogati per consulenze a peso d’oro, tutte motivate e orientate da un’unica scuola di pensiero.

Uno solo si è presentato, Marcello Burgoni, che abita a Mirandola e all’epoca (1997-1998) era responsabile dei servizi sociali dell’Asl di Mirandola. A spalleggiarlo l’ex sindaco di Mirandola, Gigi Costi, impegnato in questi giorni a difendere nel suo mondo di riferimento un castello ormai sotto assedio perenne, tale e tanta è la convinzione, suffragata dai documenti che sono emersi, dalle nuove testimonianze, e dal “senno di poi” che si sia trattato di una gigantesca montatura.

Fuori, per assistere, al freddo, non poteva certo mancare Pablo Trincia, l’ex Iena autore di “Veleno”, che è sbucato dal nulla e ha provato a far dire qualche parola ad un mutissimo Burgoni. C’erano anche, fuori, altri cittadini, inclusa una mamma – Roberta Barelli – che, assolta da subito (a proposito di sentenze…) non ha mai rivisto i suoi due figli.

Burgoni, che aveva atteso di entrare riparandosi in auto, ha portato con sé i documenti di allora, e davanti alla commissione ha mantenuto la solita linea, tesa ad attribuire le scelte decisive alla magistratura e ai riscontri “scientifici” allora a disposizione. Ma oggi è un’altra storia, quella storia.

Fonte/Credits: https://gazzettadimodena.gelocal.it/

Veleno a Mirandola. C’era un’epidemia di pedofili Ecco il piano dei Servizi sociali

Lo psicologo Valgimigli: «La Bassa considerata in modo assurdo un abusificio» I racconti strazianti delle vittime dell’inchiesta giudiziaria che ha distrutto famiglie 
di Alberto Setti (La Gazzetta di Modena)

06 DICEMBRE 2018 MIRANDOLA. Per i servizi sociali dell’Ausl di Mirandola che, approfittando dei finanziamenti della legge Turco, volevano costituire nella Bassa una sorta di centro di eccellenza nella caccia ai pedofili, a Mirandola e dintorni c’era una “epidemia” che accomunava un numero abnorme di adulti nella conduzione di riti satanici, omicidi e violenze di varia natura, non solo sessuali, ai danni di poveri bambini. È un po’ questo il senso di un documento del’epoca – dove la parola epidemia c’è – svelato dallo psichiatra Camillo Valgimigli l’altra sera a Mirandola, all’auditorium Montalcini, davanti a 400 persone esterrefatte. Non fosse stato per l’ironia dissacrante con la quale Vagimigli ha reso note alcune informazioni tenute riservate per vent’anni, c’era da terrorizzarsi. Continua a leggere