Un decennio di abusi o di psicosi collettiva?

1997 Modena, presunta setta satanica nella Bassa
1999 Bergamo, Asilo Cazzano S. Andrea
2001 Asti, Asilo Mombercelli
2001 Taranto, Scuola materna
2001 Brescia, Asilo Sorelli
2001 Brescia, Asilo Abba
2001 Brescia, Asilo Carboni
2001 Brescia, Asilo Filippo Neri
2001 Bologna, scuola media
2001 Torino
2002 Foligno, presunta setta satanica
2003 Verona, Asilo Ponton
2004 Torino, Scuola media di Luserna San Giovanni
2005 Bari, scuola materna Murgia
2006 Rignano Flaminio, Asilo Olga Rovere
2006 Vallo della Lucania, Asilo S. Teresa

Fonte dei dati:

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I “diavoli” pedofili erano finti, le tragedie sono vere – Selvaggia Lucarelli, Il Fatto Quotidiano

1997-1998 – Il podcast di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli riapre un caso dimenticato: i bambini modenesi spinti ad accusare i loro genitori

di Selvaggia Lucarelli

(20.1.2019) “Poi dopo poi c’era il prete… nel senso di dire che lui faceva la messa, però dedicata al diavolo…allora è andato a prendere l’ostia, è venuto lì al cimitero e ci ha detto “Gesù non esiste”… Poi ci ha parlato del diavolo, che la notte ti viene a prendere…Lui ci metteva sulla tomba e ci faceva fare delle cose come ballare, fare dei gesti…Noi avevamo anche dei gatti e noi li uccidevamo. Mio padre il sangue dei gatti ce lo faceva bere a noi. Poi a certi bambini gli aprivano qua e veniva fuori tutto il sangue, si vedevano delle sacche. Dopo ce li facevano uccidere. Io ne ho dovuti uccidere cinque…”.

Fonte/Credits: www.ilfattoquotidiano.it

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Commissione di inchiesta sul caso della Bassa Modenese

MEDOLLA 16 DICEMBRE 2018. Più di quattro ore di “interrogatori”. Si è consumata così, a porte chiuse per impedire la scomoda partecipazione dei cittadini, l’audizione in municipio a Medolla dei protagonisti che hanno provocato la vicenda “Veleno”, con famiglie spezzate e tanti bambini sottratti e scomparsi per la fantasiosa vicenda dei riti satanici nei cimiteri e in altri luoghi pubblici della Bassa.

Di quei protagonisti ne erano stati convocati quindici, in ossequio alla delibera del Consiglio dell’Unione Area Nord che aveva votato espressamente in tal senso.

Il sindaco di San Felice, Alberto Silvestri, non ha voluto rivelare i nomi dei convocati. Ma chi si attendeva, come auspicabile, che i diretti interessati – tra i quali la psicologa Valeria Donati – si presentassero per fornire i chiarimenti e le risposte del caso è andato deluso. Niente Donati, niente Monica Benati…

Peccato, perché i consiglieri avrebbero voluto sapere tanto, sui metodi , sugli “interrogatori”, sui soldi erogati per consulenze a peso d’oro, tutte motivate e orientate da un’unica scuola di pensiero.

Uno solo si è presentato, Marcello Burgoni, che abita a Mirandola e all’epoca (1997-1998) era responsabile dei servizi sociali dell’Asl di Mirandola. A spalleggiarlo l’ex sindaco di Mirandola, Gigi Costi, impegnato in questi giorni a difendere nel suo mondo di riferimento un castello ormai sotto assedio perenne, tale e tanta è la convinzione, suffragata dai documenti che sono emersi, dalle nuove testimonianze, e dal “senno di poi” che si sia trattato di una gigantesca montatura.

Fuori, per assistere, al freddo, non poteva certo mancare Pablo Trincia, l’ex Iena autore di “Veleno”, che è sbucato dal nulla e ha provato a far dire qualche parola ad un mutissimo Burgoni. C’erano anche, fuori, altri cittadini, inclusa una mamma – Roberta Barelli – che, assolta da subito (a proposito di sentenze…) non ha mai rivisto i suoi due figli.

Burgoni, che aveva atteso di entrare riparandosi in auto, ha portato con sé i documenti di allora, e davanti alla commissione ha mantenuto la solita linea, tesa ad attribuire le scelte decisive alla magistratura e ai riscontri “scientifici” allora a disposizione. Ma oggi è un’altra storia, quella storia.

Fonte/Credits: https://gazzettadimodena.gelocal.it/

Veleno a Mirandola. C’era un’epidemia di pedofili Ecco il piano dei Servizi sociali

Lo psicologo Valgimigli: «La Bassa considerata in modo assurdo un abusificio» I racconti strazianti delle vittime dell’inchiesta giudiziaria che ha distrutto famiglie 
di Alberto Setti (La Gazzetta di Modena)

06 DICEMBRE 2018 MIRANDOLA. Per i servizi sociali dell’Ausl di Mirandola che, approfittando dei finanziamenti della legge Turco, volevano costituire nella Bassa una sorta di centro di eccellenza nella caccia ai pedofili, a Mirandola e dintorni c’era una “epidemia” che accomunava un numero abnorme di adulti nella conduzione di riti satanici, omicidi e violenze di varia natura, non solo sessuali, ai danni di poveri bambini. È un po’ questo il senso di un documento del’epoca – dove la parola epidemia c’è – svelato dallo psichiatra Camillo Valgimigli l’altra sera a Mirandola, all’auditorium Montalcini, davanti a 400 persone esterrefatte. Non fosse stato per l’ironia dissacrante con la quale Vagimigli ha reso note alcune informazioni tenute riservate per vent’anni, c’era da terrorizzarsi. Continua a leggere

Le Iene 16.5.18: l’epilogo della vicenda della revisione del processo al padre in fuga

Andrea è stato condannato per abusi sulla figlia di 2 anni. L’ultima sua speranza: la revisione del processo.
Le iene 16.5.2018.

Riferimenti precedenti:

Accusata di pedofilia si uccide – Unione Sarda 9-5-2018

(www.unionesarda.it/) 9.5.2018 “La gente è solamente capace di giudicare. Sono innocente”. Poche righe, scritte su un foglietto quando ormai per lei tutto pareva non avere più senso. Quell’accusa, così infamante, era diventata un macigno troppo pesante da sopportare.

Agnese Usai, ex bidella di Sestu di 64 anni, ha così deciso di togliersi la vita, poco dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che ipotizzavano un abuso sessuale su una scolaretta di quattro anni.

LA TRAGEDIA – La tragedia si è verificata lunedì sera a Sestu, dove per tutta la vita la donna ha lavorato come bidella nelle scuole dell’infanzia. Una carriera specchiata, senza mai un appunto, almeno sino all’accusa che le era piovuta all’improvviso circa due anni fa, quando era in procinto di andare in pensione. Scritto su un foglio il suo ultimo, disperato urlo di innocenza, ha fatto scivolare via la propria vita senza più combattere. Continua a leggere

Gli sviluppi della vicenda del padre scagionato dalle Iene – IL DUBBIO 9.3.18

IL 9 MARZO 2018 LA PRIMA UDIENZA PER LA REVISIONE DEL PROCESSO DAVANTI ALLA CORTE D’APPELLO DI BRESCIA

Il giudice dimentica la perizia che scagiona il “ papà pedofilo”

SIMONA MUSCO

9-3-2018 – Una perizia sconfessata dalla comunità scientifica e prove mai analizzate. Sono questi gli elementi che hanno portato alla revisione del processo per un imprenditore di 45 anni, condannato in via definitiva a sette anni e mezzo con l’accusa infamante di aver abusato della propria figlia, all’epoca dei fatti di soli due anni. Oggi per l’uomo si terrà la prima udienza del processo di revisione davanti alla Corte d’Appello di Brescia, chiamata a decidere se analizzare o meno le nuove prove che la difesa ha presentato convinta della sua innocenza. Continua a leggere

Un caso esemplare di indagini su falsa accusa: arrestato per calunnia

Lucia Mosca su un sito di informazione locale riferisce di una accurata indagine  su una falsa accusa di abusi sessuali. L’accusatore (il padre), secondo gli inquirenti avrebbe indotto la figlia ad accuse contro la madre per ottenere l’affido esclusivo. Le 19 denunce secondo gli inquirenti si sono rivelate false. Questa vicenda dimostra che si può indagare su questo tipo di reati  in tempi brevi. E dimostra che per calunnia si può essere arrestati. Speriamo che altro Procure prendano esempio da quella di Latina.

Fonte/Credits: Lucia Moscahttps://www.la-notizia.net

Latina 18 febbraio 2018 – Nelle prime ore della mattinata di ieri a Latina i militari del dipendente Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto un 60enne ex dipendente del Tribunale di Roma, ora allevatore di animali esotici, residente a Roma ma frequentemente con un domicilio a Latina, in esecuzione di una Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Dr. Giuseppe Cario, GIP del Tribunale di Latina, in quanto ritenuto responsabile di calunnia pluriaggravata.

Le indagini sono state avviate lo scorso mese di novembre dal Procuratore Aggiunto del Tribunale di Latina Dr. Carlo Lasperanza e dal Sostituto Procuratore della Repubblica Simona Gentile che delegavano il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Latina ad effettuare una serie di accertamenti finalizzati a riscontare il contenuto di 19 denunce che l’uomo aveva presentato presso la Procura di Latina, presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, presso la Questura di Latina e presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina. Egli infatti, separato da anni, negli ultimi tempi aveva trattenuto presso di sé la figlia di 8 anni (in violazione del provvedimento del Tribunale dei Minori che aveva stabilito l’affidamento alla madre), per giustificare denunciava che la bimba era stata sottoposta a violenze sessuali da parte della madre (da cui nel frattempo si era separato) e dell’attuale convivente di lei. Continua a leggere