Gli sviluppi della vicenda del padre scagionato dalle Iene – IL DUBBIO 9.3.18

IL 9 MARZO 2018 LA PRIMA UDIENZA PER LA REVISIONE DEL PROCESSO DAVANTI ALLA CORTE D’APPELLO DI BRESCIA

Il giudice dimentica la perizia che scagiona il “ papà pedofilo”

SIMONA MUSCO

9-3-2018 – Una perizia sconfessata dalla comunità scientifica e prove mai analizzate. Sono questi gli elementi che hanno portato alla revisione del processo per un imprenditore di 45 anni, condannato in via definitiva a sette anni e mezzo con l’accusa infamante di aver abusato della propria figlia, all’epoca dei fatti di soli due anni. Oggi per l’uomo si terrà la prima udienza del processo di revisione davanti alla Corte d’Appello di Brescia, chiamata a decidere se analizzare o meno le nuove prove che la difesa ha presentato convinta della sua innocenza. Continua a leggere

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Un caso esemplare di indagini su falsa accusa: arrestato per calunnia

Lucia Mosca su un sito di informazione locale riferisce di una accurata indagine  su una falsa accusa di abusi sessuali. L’accusatore (il padre), secondo gli inquirenti avrebbe indotto la figlia ad accuse contro la madre per ottenere l’affido esclusivo. Le 19 denunce secondo gli inquirenti si sono rivelate false. Questa vicenda dimostra che si può indagare su questo tipo di reati  in tempi brevi. E dimostra che per calunnia si può essere arrestati. Speriamo che altro Procure prendano esempio da quella di Latina.

Fonte/Credits: Lucia Moscahttps://www.la-notizia.net

Latina 18 febbraio 2018 – Nelle prime ore della mattinata di ieri a Latina i militari del dipendente Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto un 60enne ex dipendente del Tribunale di Roma, ora allevatore di animali esotici, residente a Roma ma frequentemente con un domicilio a Latina, in esecuzione di una Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Dr. Giuseppe Cario, GIP del Tribunale di Latina, in quanto ritenuto responsabile di calunnia pluriaggravata.

Le indagini sono state avviate lo scorso mese di novembre dal Procuratore Aggiunto del Tribunale di Latina Dr. Carlo Lasperanza e dal Sostituto Procuratore della Repubblica Simona Gentile che delegavano il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Latina ad effettuare una serie di accertamenti finalizzati a riscontare il contenuto di 19 denunce che l’uomo aveva presentato presso la Procura di Latina, presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, presso la Questura di Latina e presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina. Egli infatti, separato da anni, negli ultimi tempi aveva trattenuto presso di sé la figlia di 8 anni (in violazione del provvedimento del Tribunale dei Minori che aveva stabilito l’affidamento alla madre), per giustificare denunciava che la bimba era stata sottoposta a violenze sessuali da parte della madre (da cui nel frattempo si era separato) e dell’attuale convivente di lei. Continua a leggere

Il caso della Bassa Modenese 20 anni dopo – Avvenire 7.1.2018

Questo è un articolo pubblicato da Avvenire che scende in campo con forza a sostegno dell’iniziativa per la revisione dei processi sulla vicenda della Bassa Modenese. Abbiamo dedicato molti altri post a questo caso ma vale la pena di leggere anche questo articolo perchè fa il punto della situazione dopo il clamoroso successo del reportage a puntate Veleno di Repubblica TV. Nella stessa settimana su RAI1 Storie Italiane ha dedicato una puntata alla vicenda.

Il caso Finale Emilia. Abusi solo presunti ma vite distrutte. «Processi da rifare»

Negli anni ’90 nella Bassa Modenese alcuni bambini raccontarono di essere stati costretti a ucciderne altri in riti satanici dai genitori e dal parroco. Non era vero ma non sono mai più tornati a casa

Lucia Bellaspiga, Avvenire domenica 7 gennaio 2018

Bambini sgozzati in pieno giorno e di notte nei cimiteri della Bassa Modenese, legati a croci e accoltellati, abusati e decapitati, infine – da cadaveri – caricati sul Fiorino del parroco don Giorgio Govoni e da lui gettati nel fiume Panaro. E a compiere i riti satanici erano altri bambini, portati lì dai loro stessi genitori, che li violentavano, li inducevano a squartare, a bere il sangue delle vittime, a trovare nuovi bambini da irretire e uccidere. Il tutto per anni, senza che nessuno in paese si accorgesse di niente. E senza che all’appello dei vivi mancasse un solo bambino…

Il paese degli orrori si scopre innocente

Se vi sembra troppo inverosimile per essere credibile, sappiate invece che ci hanno tranquillamente creduto assistenti sociali, psicologi e giudici minorili, cui non servirono prove (infatti inesistenti): i bambini (dopo mesi di allontanamento forzato dalle famiglie) raccontavano questo e ciò bastava. Accadeva venti anni fa nei paesotti sonnacchiosi del modenese, dove le forze dell’ordine presero a suonare alle porte di casa di notte o a presentarsi a scuola al mattino per portare via i bambini. Almeno sedici piccolini da 0 a 11 anni sono stati così sottratti a genitori disperati, che dopo anni di processi da inquisizione verranno infine prosciolti con formula piena, ma ai quali i figli non saranno mai più restituiti. «Qualcuno ora risarcirà i danni, qualcuno risponderà del disastro che, colposamente o dannosamente, ha creato. Presto ci saranno nuovi processi». Continua a leggere

Una ricostruzione di alcuni casi – Cristina Giudici Il Foglio 23/3/2001

di Cristina Giudici, Il Foglio – fonte/credits: www.radicalparty.org

Roma 23-3-2001 — Dopo aver avviato un’istruttoria sui suoi rudi metodi d’indagine di Pietro Forno, il Csm ora studia anche l’operato dei suoi consulenti di parte: psicologi che emettono sentenze di condanna inappellabili, ginecologi dai discutibili pareri medici, e un rapporto troppo stretto fra la procura milanese e un’associazione di psicoterapeuti. Riassunto della puntata precedente. Continua a leggere

Ventanni dopo il caso di isteria per pedofilia del modenese: Pablo Trincia su Repubblica

Tra ottobre e novembre 2017 Repubblica ha pubblicato un reportage in stile radiofonico. In sette puntata Pablo Trincia ha ricostruito la storia delle false accuse di pedofilia ai genitori dei bambini di un paese in provincia di Modena. Gli audio scaricabili, accompagnatei dalla trascrizione e da vari spezzoni video, sono stati ascoltati da milioni di persone. Il podcast intitolato “Veleno” è stato un successo mediatico che ha creato un precedente per tutto il sistema dell’informazione su Internet. Qui però non ci interessa l’aspetto mediatico, ma il merito della vicenda su cui abbiamo raccolto vario materiale anche in passato.

In effetti la ricostruizione di Pablo Trincia non aggiunge molto a quanto già si sapeva, nè alle deduzioni che si potevano trarre dai fatti. Ma la novità della dettagliatissima ricostruzione di “Veleno” sono i documenti video originali delle audizioni dei minori. E soprattutto la ricerca che ha fatto Trincia su questi bambini ormai trentenni, per capire che ne è stato di loro. Il senso comune infatti porterebbe a pensare che dopo un processo che ha assolto tutti gli imputati, le vittime abbiano riallaccciato i rapporti con i genitori. O – in altri termini – che dopo l’esposizione della totale infondatezza delle acccuse e la grossolana inverosmiglianza della vicenda i bambini, oggi adulti, abbiano preso atto della realtà. Continua a leggere

Arrestato per abusi sessuali sulla figlia ma innocente: chiede un maxi risarcimento

OLBIA 23-11-17  –  Ha affrontato il carcere portando sulle spalle il peggior marchio di infamia per un padre: quella di aver abusato ripetutamente della figlia di sei anni. 74 giorni in cella a gridare la sua innocenza. Perché lui, la sua bambina non l’aveva mai toccata. Ed è stata proprio lei, alla fine, con le sue dichiarazioni, a scagionarlo.

Il tribunale di Tempio il 15 marzo scorso lo ha assolto dall’accusa “perché il fatto non sussiste”. Il 68enne di Olbia non è un pedofilo e, adesso, tramite il suo avvocato chiede alla Corte d’appello un maxi indennizzo per ingiusta detenzione: 516mila euro, il massimo previsto.

Articolo completo e altri servizi nel giornale http://www.lanuovasardegna.it in edicola e nella sua versione digitale

Accusato di abusi sessuali sulla figlia ma è una calunnia della ex – Avezzano 30.8.17

Ormai queste notizie sono talmente comuni da venire trattate solo da siti di informazione locale. In questo caso la fonte è www.terremarsicane.it, e la notizia (che in condizioni normali dovrebbe fare gridare allo scandalo) è considerata un fatto di routine, alla stregua di un tamponamento al semaforo o degli schiamazzi notturni. Una donna accusa l’ex di aver violentato la figlia ed di aver avuto rapporti sessuali davanti alla minore. Ma la donna, residente ad Avezzano, è successivamente accusata di calunnia.

Durante le indagini è emersa una tendenza della madre a raccontare bugie, a travisare i fatti e a ingigantire i contenuti con l’unico obiettivo di accusare l’ex marito attraverso il coinvolgimento della figlia. Per tale motivo l’avezzanese, oltre a essere accusata di non aver dato seguito a un provvedimento del giudice non facendo vedere la figlia al marito, dovrà rispondere anche di circonvenzione di persona incapace e di calunnia. Le indagini preliminari sono state chiuse e ora si attende la decisione del giudice.

Questo blog contiene moltissime notizie come questa, ma si tratta solo di un piccolo campione perchè la maggior parte di questi fatti non vegono neppure riportati dai mass media.

Ma il fatto che sfugge ai più è che la notizia vera è un’altra. Ed è una questione bene più grave: come possono gli inquirenti occuparsi dei veri abusi sessuali sui minori se passano il loro tempo a dimostrare l’inconsistenza di denunce portate da genitori squilibrati per rovinare la vita dell’ex partner?

Perchè – come in tutte le cose della vita reale – le risorse sono limitate. Se si devono dedicare ad indagare su accuse false, poi mancheranno per trovare le prove e far condannare i colpevoli di veri reati.

Riferimenti: