Un decennio di abusi o di psicosi collettiva?

1997 Modena, presunta setta satanica nella Bassa
1999 Bergamo, Asilo Cazzano S. Andrea
2001 Asti, Asilo Mombercelli
2001 Taranto, Scuola materna
2001 Brescia, Asilo Sorelli
2001 Brescia, Asilo Abba
2001 Brescia, Asilo Carboni
2001 Brescia, Asilo Filippo Neri
2001 Bologna, scuola media
2001 Torino
2002 Foligno, presunta setta satanica
2003 Verona, Asilo Ponton
2004 Torino, Scuola media di Luserna San Giovanni
2005 Bari, scuola materna Murgia
2006 Rignano Flaminio, Asilo Olga Rovere
2006 Vallo della Lucania, Asilo S. Teresa

Fonte dei dati:

 

Intervista a Matteo Sereni – Libero 15.3.2021

Undici anni di indagini, di perizie, di processo senza mai trovare una prova vera che potesse certificare accuse così gravi. E alla fine si è concluso con due archiviazioni il procedimento a carico di Matteo Sereni, ex portiere in serie A – tra le tante squadre in cui ha militato, Torino, Lazio e Sampdoria – re, secondo le accuse della sua ex moglie, del reato più infamante: atti osceni su minori, e realizzazione di materiale pornografico. Anni durissimi, in cui Sereni ha visto stravolgere la propria vita, oltre che quella di chi ha voluto difenderlo. Adesso l’ archiviazione è perentoria, e parla senza mezzo termini di testimonianza dei minori raccolte in modo inappropriato e manipolazioni non veritiere . E oggi che cosa si può fare ? Matteo Sereni, visibilmente provato, cerca di raccontarlo in questa intervista.
Giovanni Terzi per “Libero quotidiano”

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Come alcune femministe hanno innescato il fenomeno dell’isteria sugli abusi

Nel corso degli anni 80 negli Stati Uniti si verificò un fenomeno definito in inglese Day-care Sex Abuse Hysteria, che successivamente è stato oggetto di vari studi (si veda a questo proposito la pagina di Wikipedia).

Gli italiani sanno benissimo che cos’è perché ne hanno sperimentato gli effetti con venti anni di ritardo, l’ultimo episodio è stato quello di Rignano Flaminio (si veda per un riepilogo questa pagina).

Per ragioni non facili da spiegare per un lungo periodo di tempo, sia negli USA che in altri paesi si è prestato fede a denunce di abusi sessuali collettivi che sarebbero avvenuti in scuole o altre istituzioni per la cura dei minori che non avevano nessun altro fondamento che le dichiarazioni dei minori stessi, ottenute da sedicenti esperti con tecniche di intervista particolari. Le caratteristiche delle denunce erano tali che una persona comune dotata di normale buon senso avrebbe dovuto rendersi conto immediatamente del fatto che erano inventate, invece investigatori, magistrati e consulenti dei tribunali le hanno considerate degne di essere credute e portate a processo. L’esito di questi processi è stato nella maggior parte dei casi l’assoluzione, in alcuni casi persone innocenti sono state incarcerate ingiustamente. Una lunga scia di vite rovinate, suicidi e altre tragedie ha caratterizzato lo svolgersi di questo fenomeno, che, vale la pena di ripeterlo, si è verificato anche in Italia con vent’anni di ritardo.

La giornalista americana Debbie Nathan ha seguito alcuni di questi processi e ha pubblicato un libro che ancora oggi è considerato un classico del giornalismo investigativo. Il libro pubblicato nel 1995 si intitola Satan’s Silence, scritto assieme a Michael Snedeker, analizza il fenomeno del panico morale americano che è sfociato nella catena di processi per abusi sessuali colletivi.

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