Un decennio di abusi o di psicosi collettiva?

1997 Modena, presunta setta satanica nella Bassa
1999 Bergamo, Asilo Cazzano S. Andrea
2001 Asti, Asilo Mombercelli
2001 Taranto, Scuola materna
2001 Brescia, Asilo Sorelli
2001 Brescia, Asilo Abba
2001 Brescia, Asilo Carboni
2001 Brescia, Asilo Filippo Neri
2001 Bologna, scuola media
2001 Torino
2002 Foligno, presunta setta satanica
2003 Verona, Asilo Ponton
2004 Torino, Scuola media di Luserna San Giovanni
2005 Bari, scuola materna Murgia
2006 Rignano Flaminio, Asilo Olga Rovere
2006 Vallo della Lucania, Asilo S. Teresa

Fonte dei dati:

Il libro: “L’isteria collettiva dell’abuso sessuale”

L’isteria collettiva dell’abuso sessuale
Una rivisitazione dei processi
alle streghe di Salem

(Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited,
Creative Therapeutics Incorporated, 1991)

di Richard A. Gardner M.D.
Clinical professor of Psychiatry
Division of
Child and Adolescent
psychiatry
Columbia University, New York

Cura dell’edizione italiana e traduzione di Francesca Ricca
Edizioni QuattroVenti, Urbino 2013

In libreria da settembre 2013 – Euro 18,00

copertina
L’“abuso”, come la stregoneria e gli untori del ‘400 – ‘600, costituisce un fenomeno con forti radici ideologiche e religiose ed una massiccia diffusione tramite credenze trasmesse di bocca in bocca e con i media. Le false accuse di abuso e i relativi devastanti processi superano di gran lunga per numero i processi alle streghe e, salvo per la pena di morte, hanno fatto certamente molte più vittime dei processi inquisitoriali. Continua a leggere

“Due milioni di padri separati vittima di false accuse” – AGENPRESS

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Agenpress 6.2.2017 – Assurdo e sconvolgente il caso di un padre ingiustamente incriminato dell’accusa più infamante per un genitore, dopo che nel 2001, aveva chiesto la separazione e la moglie lo aveva denunciato. Non ha visto la figlia per 13 anni, e solamente dopo 16 anni di attesa è stato assolto con formula piena dall’accusa di aver violentato la figlia minorenne nel 2001.

Chi risarcirà quest’uomo per aver vissuto nell’onta e per non aver visto e vissuto sua figlia, per la quale lui ora è un perfetto estraneo. Continua a leggere

Roma: il Tribunale riconosce l’alienazione parentale – 20.2.2015

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Tribunale di Roma, sentenza n. 5128/15, I sez. Civile
trib_roma_5128_15-1.pdf (404 download)

Una mamma viene ammonita dal giudice ex art. 709-ter c.p.c.: ogniqualvolta ostacola gli incontri tra ex marito e figlio, dovrà sborsare 150 €.

La dolorosa vicenda che si è qui sintetizzata, a buon titolo richiama il fenomeno che gli studiosi definiscono come Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS). Non si tratta qui di prendere posizione nel dibattito che anima il mondo scientifico in ordine alla configurabilità astratta del fenomeno in termini di patologia psichiatrica, o piuttosto come “disturbo relazionale di tipo collusivo” , quanto di prendere atto che nella dinamica relazionale concreta di questo nucleo familiare, come registrato pressoché da tutti i professionisti che lo hanno osservato, si registrano comportamenti materni di aperta ostilità ed ostacolo allo sviluppo di una relazione anche minimale tra il padre e le figlie.

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Cassazione: risarcito il padre che vede ostacolato il diritto di visita

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(Valeria Mazzotta) Il genitore che  ostacola le visite dei figli da parte dell’altro rischia di perdere l’affidamento condiviso e deve risarcire il danno non patrimoniale. Spetta il risarcimento del danno non patrimoniale al coniuge che non riesce a vedere il figlio a causa del comportamento ostacolante dell’altro genitore. Lo afferma la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6790/16, depositata il 7 aprile, accogliendo  il ricorso di un padre separato contro la decisione della Corte territoriale che riduceva l’entità del risarcimento del danno non patrimoniale in suo favore (inizialmente quantificato in 50.000 euro) e a carico della ex. Quest’ultima l’aveva denunciato per pedofilia ma, rileva la Corte d’Appello, un reato perseguibile d’ufficio non è fonte del diritto al risarcimento ex art. 2043 c.c. salvo si tratti di calunnia. Nel caso di specie non era stato ravvisato il dolo della madre che aveva denunciato il padre per pedofilia, denuncia poi archiviata. Nello specifico, la corte territoriale soggiungeva che Pm e gip, pur concordando nel giudicare infondata la denuncia per violenza sessuale aggravata, ritenevano non configurabile il reato di calunnia ascrivibile alla donna, sicchè non era configurabile una condotta civilmente illecita della madre. Era stato tuttavia confermato che il comportamento ostacolante del diritto di visita paterno, come regolato con i provvedimenti presidenziali costituiva un illecito civile, con conseguente danno non patrimoniale per la lesione del diritto del padre di vedere e stare col figlio, quantificabile in 10 mila euro.

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L’Ordine degli psicologi contro una perizia: fa condannare un innocente – 3.2.17

articolo

«Dove ti ha fatto male papà?» Scontro fra psicologi sui test

Sette psicologi del Consiglio lombardo dell’Ordine su 15 contestano una perizia compiuta su una bambina di soli due anni e minacciano le dimissioni: «La piccola è stata suggestionata». Il padre intanto è stato condannato al carcere

di Elisabetta Andreis e Gianni Santucci

(Corriere.it)  3-2-17 «Dove ti ha fatto male il papà?». Intorno a questa domanda ruota l’esame condotto su una bambina di due anni che, ciuccio nella mano, rispondeva seduta in braccio alla mamma. Quella perizia (2011) è stata cruciale per condannare al carcere il padre, accusato — nell’ambito di una burrascosa separazione tra i genitori — di abusi sulla piccola. Ma ora quello stesso documento è contestato da sette psicologi del Consiglio lombardo dell’Ordine (su 15 totali), che per questo caso minacciano le dimissioni. «La perizia è la summa di tutto ciò che non si dovrebbe fare in sede di esame — spiega Mauro Grimoldi, uno dei sette, ex presidente dell’Ordine —. Il Consiglio non è stato in grado di valutare tutta la gravità dell’atto e delle sue conseguenze». C’è stato un procedimento disciplinare a carico del professionista che ha condotto il test che si è concluso — salvo ricorso — con la sanzione più lieve, l’avvertimento.

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L’inferno di un padre: accusato di aver abusato dei figli e assolto dopo 16 anni – 4.2.17

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Sedici anni di calvario, e poi una Camera di consiglio di mezz’ora lo ha liberato dall’incubo. Assoluzione piena per un padre, privato dei suoi figli e accusato di aver abusato del maschietto di 4 anni e della femminuccia di 8.

di Cristiana Mangani e Adelaide Pierucci

(il Messaggero) Aveva tirato calci a un pallone insieme a loro. Li aveva accompagnati qualche volta all’asilo. Aveva raccontato favole e storie di mostri, finché non si è separato dalla moglie e non li ha potuti vedere più. Anni e anni passati a difendersi dal reato di pedofilia, dalla contestazione di aver approfittato dei bambini, insieme con altri due colleghi. Ieri la sentenza di primo grado e l’assoluzione piena per tutti.

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La Cassazione riconosce l’alienazione parentale – sent. 5847 del 2013

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La Cassazione, con la sentenza 5847 depositata l’8 marzo 2013, nega a un padre non solo l’affidamento congiunto di due figli minori ma anche il diritto di vederli fino al verdetto del tribunale dei minori chiamato a esprimersi sulla richiesta di disconoscimento di paternità avanzata dall’ex moglie. Continua a leggere