Matteo Sereni prosciolto dopo 9 anni

Fine dell’incubo per Sereni: l’ex portiere prosciolto dall’accusa di abusi – Corriere della Sera 4.12.19

Denunciato dall’ex moglie nel 2011, era accusato di violenza sessuale sulla figlia

Per Matteo Sereni, 44 anni, ex portiere di Samp, Lazio e Torino, tra le tante squadre in cui ha giocato, finisce un incubo durato otto anni: il gip di Torino, Francesca Firrao, ha infatti archiviato — su richiesta della Procura — il procedimento che lo vedeva accusato di presunti abusi sessuali su minori.

È stata insomma accolta la tesi dei suoi due difensori, gli avvocati Giacomo Francini e Michele Galasso, secondo i quali «i minori sono stati per lungo tempo e reiteratamente interrogati con modalità inappropriate e potenzialmente suggestive di falsi ricordi dalla moglie separata, Silvia Cantoro, dalla suocera, Franceschina Mulargia, nonché dai consulenti tecnici in ambito civile e penale.

Sereni era stato denunciato dall’ex moglie nel novembre 2011 e, dopo una condanna in primo grado (in abbreviato), a Tempio Pausania, c’era stata la sentenza della corte d’Appello di Sassari, che aveva annullato la pronuncia del gup e spedito gli atti a Torino, per competenza territoriale.

Dove il pubblico ministero, Giulia Marchetti, ha chiesto l’archiviazione del procedimento, fatta propria dal gip. Insomma, Sereni è stato prosciolto da indagato (la richiesta di rinvio a giudizio l’avrebbe reso imputato).

«Non v’è dubbio infatti — scrivere il giudice — che in materia di minori, il problema non sia tanto e solo la capacità di riferire ciò cui hanno assistito, ma proprio la formazione del ricordo, ben potendoci essere dei “falsi ricordi” determinati dal racconto dell’evento ricevuto nel tempo dagli adulti di riferimento, dalla qualità e aspettative di chi pone la domanda, dalla relazione che lega l’adulto e il minore».

 

Massimimilano Nerozzi

Biella 1996: il “caso zero” degli psicologi arrestati

La Stampa e il Fatto Quotidiano hanno messo al lavoro i loro reporter (nel caso del Fatto, Selvaggia Lucarelli ritratta nella foto). Così hanno scoperto che già nel 1996 alcune delle persone indagate a Reggio Emilia erano attive come consulenti nei casi di accuse di abuso sessuale sui minori. A Biella ci fu un’indagine su un’intera famiglia che fini tragicamente con il suicidio di tutti e quattro gli indagati.

(www.lastampa.it) 6.7.2019 — Uno dei primi casi che portò alla ribalta nazionale lo psicoterapeuta torinese Claudio Foti e la sua associazione, la «Hansel & Gretel» di Moncalieri, in questi giorni coinvolta nell’indagine «Angeli e Demoni», è quello dei quattro componenti della famiglia di Sagliano Micca, che, durante il processo per abusi nei confronti di due bambini, figli e nipoti, decisero di suicidarsi. Una storia che scosse profondamente il Biellese e non soltanto per il tragico epilogo. Accusati di aver abusato dei bambini fin da quando questi avevano appena tre anni, erano non soltanto Guido F., padre del maschietto, e Maria Cristina F., madre della bambina, ma anche la nonna Alba e il nonno Attilio. Foti, ora agli arresti domiciliari con accuse molto pesanti, di aver falsato i ricordi di alcuni bambini per poterli poi allontanare dalle famiglie naturali, con lo scopo di accumulare consulenze e far guadagnare i genitori affidatari, era il consulente della madre del bambino, da cui erano partite le prime segnalazioni, dopo una separazione tempestosa. La sua compagna dell’epoca, Cristina Roccia, anche lei della «Hansel & Gretel», poi coinvolta pochi mesi dopo nel caso di pedofili satanisti della Bassa Modenese oggi di nuovo in discussione, era invece la psicoterapeuta scelta dal pubblico ministero Alessandro Chionna.
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