Biella 1996: il “caso zero” degli psicologi arrestati

La Stampa e il Fatto Quotidiano hanno messo al lavoro i loro reporter (nel caso del Fatto, Selvaggia Lucarelli ritratta nella foto). Così hanno scoperto che già nel 1996 alcune delle persone indagate a Reggio Emilia erano attive come consulenti nei casi di accuse di abuso sessuale sui minori. A Biella ci fu un’indagine su un’intera famiglia che fini tragicamente con il suicidio di tutti e quattro gli indagati.

(www.lastampa.it) 6.7.2019 — Uno dei primi casi che portò alla ribalta nazionale lo psicoterapeuta torinese Claudio Foti e la sua associazione, la «Hansel & Gretel» di Moncalieri, in questi giorni coinvolta nell’indagine «Angeli e Demoni», è quello dei quattro componenti della famiglia di Sagliano Micca, che, durante il processo per abusi nei confronti di due bambini, figli e nipoti, decisero di suicidarsi. Una storia che scosse profondamente il Biellese e non soltanto per il tragico epilogo. Accusati di aver abusato dei bambini fin da quando questi avevano appena tre anni, erano non soltanto Guido F., padre del maschietto, e Maria Cristina F., madre della bambina, ma anche la nonna Alba e il nonno Attilio. Foti, ora agli arresti domiciliari con accuse molto pesanti, di aver falsato i ricordi di alcuni bambini per poterli poi allontanare dalle famiglie naturali, con lo scopo di accumulare consulenze e far guadagnare i genitori affidatari, era il consulente della madre del bambino, da cui erano partite le prime segnalazioni, dopo una separazione tempestosa. La sua compagna dell’epoca, Cristina Roccia, anche lei della «Hansel & Gretel», poi coinvolta pochi mesi dopo nel caso di pedofili satanisti della Bassa Modenese oggi di nuovo in discussione, era invece la psicoterapeuta scelta dal pubblico ministero Alessandro Chionna.
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Accusato di abusi sessuali sulla figlia ma è una calunnia della ex – Avezzano 30.8.17

Ormai queste notizie sono talmente comuni da venire trattate solo da siti di informazione locale. In questo caso la fonte è www.terremarsicane.it, e la notizia (che in condizioni normali dovrebbe fare gridare allo scandalo) è considerata un fatto di routine, alla stregua di un tamponamento al semaforo o degli schiamazzi notturni. Una donna accusa l’ex di aver violentato la figlia ed di aver avuto rapporti sessuali davanti alla minore. Ma la donna, residente ad Avezzano, è successivamente accusata di calunnia.

Durante le indagini è emersa una tendenza della madre a raccontare bugie, a travisare i fatti e a ingigantire i contenuti con l’unico obiettivo di accusare l’ex marito attraverso il coinvolgimento della figlia. Per tale motivo l’avezzanese, oltre a essere accusata di non aver dato seguito a un provvedimento del giudice non facendo vedere la figlia al marito, dovrà rispondere anche di circonvenzione di persona incapace e di calunnia. Le indagini preliminari sono state chiuse e ora si attende la decisione del giudice.

Questo blog contiene moltissime notizie come questa, ma si tratta solo di un piccolo campione perchè la maggior parte di questi fatti non vegono neppure riportati dai mass media.

Ma il fatto che sfugge ai più è che la notizia vera è un’altra. Ed è una questione bene più grave: come possono gli inquirenti occuparsi dei veri abusi sessuali sui minori se passano il loro tempo a dimostrare l’inconsistenza di denunce portate da genitori squilibrati per rovinare la vita dell’ex partner?

Perchè – come in tutte le cose della vita reale – le risorse sono limitate. Se si devono dedicare ad indagare su accuse false, poi mancheranno per trovare le prove e far condannare i colpevoli di veri reati.

Riferimenti:

Accuse false di abuso sessuale: avvocati e giornalisti complici

Un clamoroso caso di false accuse di abuso sessuale in corso di separazione è recentemente riemerso dal passato. Si tratta della vicenda di Alberto Tana che negli anni 90 venne accusato dalla ex moglie di abusi sessuali sulla figlia. Venne processato e assolto ma non riuscì più a ristabilire un rapporto con la figlia. La bambina aveva di 10 anni all’epoca delle accuse e durante tutta l’adolescenza continuò ad accusare il padre. A 17 anni pubblicò un libro in cui dipingeva il padre come un mostro bene introdotto negli ambienti del potere e per questo rimasto impunito.

I dettagli della storia si possono leggere a questo link. Quello che ci interessa qui però è fare un’analisi del ruolo che hanno avuto vari professionisti nel rendere possibile questo gravissimo abuso su una bambina. Perchè – chiariamolo bene – un abuso effettivamente c’è stato. L’abuso vero è stato lasciare una bambina nelle mani di una madre che usandola per una vendetta insensata ha distrutto il suo rapporto con il padre (che invece avrebbe potuta farla crescere in un contesto di affetto e normalità). Questa valutazione estremamente severa non è nostra, ma della stessa bambina che diventata adulta ha cercato di fare i conti con il passato con un altro un libro (“Giuro di dire la verità, nient’altro che la verità”, Carolina Tana, Alpes Italia, 2015).

Citiamo dunque la stessa Carolina Tana in una intervista a FQ Magazine:

Ci credette tutta la stampa nazionale  nessun giornalista tra i più blasonati di tv e giornali del nostro paese si pose mai la questione se quello che dicevo fosse comprovato da dati oggettivi. Pensavano solo allo scoop. L’unico che ebbe dei dubbi fu Maurizio Costanzo. Andai anche a Tempi Moderni da Daria Bignardi a cui oggi ho rivolto un appello per raccontare la mia verità da adulta, ma non mi ha voluto.

Fonte/Credits: avoiceformen.com

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Accuse nella Scissione della coppia – U. Bicocca 26.5.17

venerdì 26 Maggio 2017

Aula Luisella Sironi, edificio U4 aula 8 Piazza della Scienza 4, Milano

Ore 9.00-17.30 ingresso gratuito

Discussant: Marcello Adriano Mazzola avvocato familiarista foro Milano Rappresentante avvocatura

Relatori:

  1. Angela Caldarera Univ. Torino Scissione della coppia dopo riassegnazione di genere
  2. Giovanni Battista Camerini  Neuropsichiatra infantile, Univ. Padova, Quesiti in CTU e Perizia
  3. Marco Casonato docente Università Milano-Bicocca, Alienazione genitoriale
  4. Cataldo Intrieri avvocato Roma docente di Diritto processuale penale UniCusano Falso in perizia negli accertamenti in corso di scissione della coppia
  5. Giovanna Bellini, neurologa forense, Violenza assistita su minore attraverso crudeltà sull’animale
  6. Enrico Bet avvocato foro di Genova Stalking giudiziario
  7. Daniela Toschi psichiatra Un caso storico descritto da Ferenczi
  8. Lavinia Rossi psichiatra forense La sindrome da false accuse : quando lo stalking è un’astuzia della ‘vittima’
  9. Riccardo Dalle Luche psichiatra Università di Pisa La devianza dal modello del legame coniugale: il bovarismo e la sua progenie
  10. Enrico Di Fiorino Foro Milano Profili di rilevanza penale nella patologia del rapporto
  11. Marco Lagazzi psichiatra forense Costruzione del “falso abuso” e valutazione peritale
  12. Patrizia Micai avv. Foro Ferrara Falsi abusi come riconoscerli e come prevenirli 

Per gli avvocati c’è la possibilità di ricevere 4 crediti previa iscrizione, ovvero inviando una mail a casonato.convegni@gmail.com con nome, cognome, codice fiscale, email, ordine di appartenenza e numero di tessera dell’ Ordine

Le Iene/Mediaset 8.5.17: padre innocente condannato per pedofilia

La vicenda del padre condannato sulla base  di una perizia che l’Ordine degli Psicologi della Lombardia ha giudicato innattendibile viene ricostruita in un servizio de  Le Iene del 8 maggio 2017. Una storia agghiacciante. Il padre al momento della messa in onda era latitante all’estero e spera in una revisione del processo. Il servizio contiene un’intervista a Vittorio Vezzetti che spiega perchè era clinicamente impossibile che gli abusi denunciati fossero avvenuti.

False accuse, un fenomeno emergente – FENBI

Gli studi sulle problematiche della separazione denunciano, da circa 16 anni, un uso strumentale della carta bollata: l’utilizzo della denuncia per violenza di varia natura, pianificata per raggiungere obiettivi diversi da quelli dichiarati.

Può essere un’arma di ricatto per ottenere vantaggi economici, uno strumento per allontanare il “nemico” dai figli con accuse costruite ad arte, una rivalsa per il piacere di vedere l’ex in rovina. Quale che sia lo scopo occulto, è ben lontano dall’essere una reale tutela per l’incolumità di chi denuncia. Continua a leggere

Il ruolo dell’esperto nella valutazione della capacità di testimoniare del bambino presunta vittima di abusi sessuali – G.B. Camerini

4db74245066b5.preview-300Intervista al prof. Giovanni Battista Camerini,
Sempre più spesso gli esperti sono chiamati a assumere un ruolo importante, talvolta decisivo, nei procedimenti penali che coinvolgono bambini o adolescenti presunti vittime, e quindi testimoni, di violenze sessuali o gravi maltrattamenti. Periti, ausiliari del Giudice, consulenti del Pubblico Ministero o della difesa, si ritrovano così a dover cercare di conciliare il sapere psicologico con gli iter giudiziari ed i percorsi decisionali della giustizia. Continua a leggere