Riti satanici, abusi sessuali e sacrifici a Foligno: tutti assolti

leiene_messe (1)14/12/2010 – Un viaggio all’inferno. E’ questo che i giudici di primo grado del tribunale di Perugia,  che hanno assolto i cinque uomini accusati di aver praticato messe nere e riti satanici, ripercorrono nelle motivazioni della loro decisione. A portarli nell’inferno di bambini violentati e uccisi in nome di Satana, di animali squartati per raccoglierne il sangue, era stata una ragazza di Sant’Eraclio di Foligno, le cui parole, alla fine del dibattimento, sono state ritenute inattendibili. Per questo per i cinque imputati, tra cui il padre della ragazza, come per altri tre, giudicati precedentemente con rito abbreviato, a gennaio scorso era scattata l’assoluzione per insufficienza di prove laddove il reato non era caduto in prescrizione. Le parole di Irene nel processo che l’ha vista parte civile, sono rimaste le uniche prove. «Insufficienti» per i giudici che pur tuttavia, per quanto riguarda i singoli episodi di abusi sessuali che la giovane disse di aver subito scrivono: «il giudizio di attendibilità della teste non conduce a ritenere accertata con evidenza l’insussistenza dei fatti denunciati». Del resto, l’assoluzione per insufficienza di prove qualche dubbio lo insinua e qualche interrogativo lo lascia.

Il padre condannato per atti di libido La storia di Irene ha pochi punti fermi e molto dolore comunque la si voglia leggere. Il padre, assolto insieme ad altre sette persone, era già stato condannato per atti di libidine nei confronti della figlia, solo bambina all’epoca dei fatti. A testimoniare in quel procedimento furono la madre e il fratello. I genitori si separano. Lei non vede né sente il padre per nove anni. Poi, secondo quanto ha riferito, lo sente al telefono e in sottofondo il pianto della sorellastra neonata le fa tornare in mente quanto subito da bambina.

La denuncia e i racconti di Irene Nel 2002 sporge denuncia contro il padre e contro altre persone. Secondo Irene fanno tutti parte di una setta satanica dedita ad atti sessuali a sfondo satanista. Irene, nella denuncia, in incidente probatorio e in aula durante il dibattimento, racconta di bambini violentati, uccisi e sepolti nelle campagne del folignate. Racconta di lepri squartate per raccoglierne il sangue. Di un feto strappato alla madre su un altare sacrificale. Dell’omicidio di entrambi. Di pugnali usati su bambine innocenti. Di rapporti omosessuali tra adulti a cui era costretta ad assistere o a partecipare. Di rapporti orali che le praticavano e le facevano praticare al padre e agli altri uomini. Di un pugnale che le mettono in mano per far incidere il corpo esanime di una bambina. Irene racconta che una volta il padre stava quasi per sacrificarla. Spiega anche che a lei non toccavano rapporti sessuali completi perché doveva rimanere vergine proprio perché era stata scelta per essere sacrificata. Secondo i suoi racconti i fatti sarebbero avvenuti nei primi anni ’90. Ma lei avrebbe rimosso il trauma per molti anni.

Mancano i riscontri Come scrivono i giudici lei riconosce il luogo del sacrificio del feto, il luogo del primo rituale a cui partecipò, descrive dettagliatamente gli interni della casa di uno degli imputati, i carabinieri appurano che in quegli anni vennero trovate tracce di riti satanici in quei luoghi, ma nulla di più. Nessuna denuncia di scomparsa è riconducibile a quei bambini che lei dice di aver visto morire. Nessun resto isolato nei posti in cui dice che sarebbero stati uccisi e sepolti. La bambina figlia di un imputato che lei indicava come partecipe di qualche rito satanico la smentisce in udienza. «In definitiva –scrivono i giudici – è emerso che ogni strada percorsa per rapportare il contenuto della complessa denuncia della […] ai luoghi ed alle situazioni che la ragazza ha rievocato sconta la difficoltà insuperabile di un lasso di tempo troppo lungo».

Prove insufficienti La ragazza che secondo una condanna definitiva è stata vittima del padre, avrebbe sovrapposto ad esperienze reali alcune di fantasia. Non volutamente. Scrivono i giudici. Ma per un disturbo dovuto proprio ai traumi infantili. Ad un certo punto arriva anche a dire che Simone Allegretti era stato ucciso in uno di questi riti dall’omicida Luigi Chiatti. Il racconto di Irene, unica fonte su cui si è basato il procedimento, «presenta dei momenti di scollatura, ed in alcuni passaggi è smentita dalle prove delle difese e dalle parole degli imputati». Per questo i giudici in definitiva concludono che «la prova fornita in giudizio è del tutto insufficiente».

Le difese Gli imputati si sono sempre detti tutti innocenti. A difenderli c’erano gli avvocati Guido Bacino, Cristina Zinci, Carlo Micheli, Biante Secondari, Ferocino Salvatore e Donatella Castellani. Gli imputati e le loro famiglie hanno dato vita ad un’associazione a tutela degli accusati ingiustamente, chiamato «gGli amanti della verità e della dignità umana». Il comitato ha intenzione di dar battaglia e perseguire se fosse necessario anche vie legali perché sostengono che nonostante l’assoluzione è rimasta un’ombra nelle loro vite ormai segnate da questa vicenda. A sostenere il gruppo anche un’assistente sociale che ha seguito Irene da bambina. Secondo la donna il padre non sarebbe neanche colpevole degli atti di libido. Intanto, dopo il deposito delle motivazioni è possibile che il caso torni alla ribalta delle cronache come già accaduto con i servizi de Le Iene.

Francesca Marruco, http://www.umbria24.it

Fonti:

FINISCE A PUGNI TRA PRESUNTI SATANISTI DI FOLIGNO E TROUPE DE “LE IENE”

“Le Iene” ancora in azione sulla vicenda delle presunte sette sataniche a Foligno. Nel corso dell’ultima puntata della popolare trasmissione di Italia 1 è finita a scontro fisico tra gli inviati del programma il padre, un amico e la figlia che lo accusa di essere stata vittima di violenze sessuali, alcuni anni fa nel corso di riti satanici. La ragazza, infatti, aveva chiesto un incontro faccia a faccia con il, genitore: lo scontro verbale tra i due è stato particolarmente intenso. La ragazza ha citato anche particolari scabrosi delle violenze subite, mentre il padre ha continuato a negare. Di lì a poco la situazione  è degenerata, l’amico dell’anziano genitore che aveva seguito tutta la scena, ha aggredito il giornalista e il cameraman.

2008040216555101 250x163 FINISCE A PUGNI TRA PRESUNTI SATANISTI DI FOLIGNO E TROUPE DE LE IENELa giovane 24enne folignate che ha denunciato i presunti affolisati ad una setta satanica che avrebbe ucciso bambini (accusa mai verificata dalla magistratura), e commesso abusi sessuali su minori, compresa lei, continua ad accusare il padre e chiede un confronto  faccia faccia.  La “iena” Mauro Casciari ha ripercorso la triste vicenda che riguarda la setta satanica di Foligno che avrebbe usato dei bambini per invocare satana. I fatti risalgono ai primi anni ’90 e vedono una bambino di 4 anni e uno di 13 anni uccisi da Luigi Chiatti, reoconfesso, ma le dichiarazioni di una ragazza che adesso ha 24 anni riaprono ferite mai del tutto sopite. La ragazza ricorda come sia stato il padre, prima ad abusare di lei sessualmente all’età di 5 anni e poi ad accompagnarla a questi riti dove, afferma la ragazza, ha visto moltissimi bambini e bambine (spesso stranieri) essere usati per sacrifici che, in alcuni casi, hanno portato alla morte degli stessi. Ma alla fine del processo: prescrizione e assoluzione. Il caso della bambina di Foligno che sarebbe stata violentata e seviziata per quattro anni in nome di Satana da un gruppo di otto fanatici si è chiuso così, come riportano le cronache dei quotidiani locali, in particolare il Messaggero edizione Umbria. “Tra gli accusati”, si legge, “c’era lo stesso padre della bambina,(oggi 24 enne), rinviato a giudizio insieme con altre quattro persone per atti di libidine commessi in regime di associazione per delinquere. Quest’ultima, però è caduta e così sono caduti gli otto anni di carcere chiesti ieri dal pubblico ministero Antonella Duchini perché in questo modo i reati precedenti al 1992, ossia le messe sataniche e gli atti di libidine svaniscono come nebbia al sole. Anche i reati dopo il 1992 del gruppo, in questo caso di parla solo di atti di libidine, sono caduti, ma per insufficienza di prove. Altre tre persone chiesero il giudizio abbreviato e furono assolti per insufficienza di prove. Una vicenda partita da lontano. A denunciare le violenze era stata la stessa bambina una volta raggiunti i venti anni. La giovane di Foligno era riuscita infatti a far riemergere le violenze subite dopo quindici anni e grazie anche all’aiuto di uno psicologo.
Dalle sue dichiarazioni finirono sotto processo in otto. Secondo la ricostruzione accusatoria il padre della vittima e un suo amico avrebbero diretto e promosso la setta, mentre l’unica donna sotto accusa si sarebbe occupata delle esigenze logistiche mettendo a disposizione le abitazioni dove avvenivano i riti; ad un altro indagato spettava il ruolo di istigatore e concorrente morale (santone o servo del diavolo); la bambina, che aveva allora (nei primi anni ‘90) appena quattro anni, ed oggi è una ragazza di venti, fu costretta a subire e praticare atti sessuali con altri minori, fu costretta ad essere fotografata e filmata nel corso delle violenze, fu costretta ad assistere a congiunzioni tra adulti anche omosessuali.
Spiegò un esperto: la descrizione dei riti satanici ai quali partecipò da bambina sono compatibili con quelli descritti da studiosi del settore. Ma è anche vero che simboli e rituali si possono tranquillamente trovare su internet o su libri che esplorano il mondo del satanismo. La testimonianza era quella di don Aldo Bonaiuto, chiamato in Tribunale per un parere tecnico sulla vicenda. A sostenere la parte civile è stato l’avvocato Giancarlo Viti.
I testimoni della difesa, invece, sono stati in tutto una cinquantina tutti chiamati a ripercorrere la vicenda che, in alcuni casi, ha toccato anche le vicende relative a Luigi Chiatti, il cosiddetto “mostro di Foligno” e Francesco Narducci, il medico perugino morto nel lago Trasimeno 20 anni fa). Gli imputati erano difesi dagli avvocati Salvatore Ferocino, Claudio Caparvi, Biante Secondari, Carlo Micheli, Angelo Piccotti e Cristina Zinci.
Il racconto delle violenze, fatto dalla giovane prima al pubblico ministero Antonella Duchini e poi di fronte al giudice, sotto forma di incidente probatorio, era un lungo racconto di orrori consumati da un padre, di rituali satanici, di violenze usate sopra di lei, davanti a lei, di barbarie continue, bambini costretti alla violenza e alle torture.
Raccontò la ragazza: «Il primo rito avvenne alle porte di Sant’Eraclio, sono in grado mostrarvelo con precisione il bosco dove sono avvenuti i riti successivi… mi sembra di ricordare fosse sempre lo stesso… la casa dove avvenne l’orgia in cui fui coinvolta mi sembra di ricordare che si trovi verso Bevagna, delle due donne che mi accompagnarono posso dire che la bionda aveva circa 40 anni, mentre la mora era più giovane di circa 10 anni. Gli episodi delle messe nere sono stati in tutto quattro o cinque, comunque racchiusi in un lasso di tempo di due mesi circa». Nel corso dell’ultima trasmissione de “Le Iene” vuole avere un faccia a faccia con il padre.

Fonte/Credits: http://www.ternimagazine.it

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