Uomo divorziato, uomo rovinato – Panorama 26.2.15

Nei casi estremi, spiega Mazzola,  ci sono donne che «puntando a liberarsi per sempre dell’ex», ricorrono alla «pallottola d’argento»: l’accusa di abusi sessuali. Arriva all’86 per cento la quota di denunce di abusi sessuali contro uomini che deriva da una causa di separazione.

Alcuni le chiamano «le assopigliatutto », altri preferiscono definirle come vincitrici di un «win-for-life da fine matrimonio». Tra gli avvocati i neologismi sulle donne separate sono sempre più feroci. Del resto, un’agenzia d’investigazione privata ha da poco lanciato uno spot dove un uomo racconta di avere comprato una nuova auto dopo essere riuscito a ridurre l’assegno all’ex moglie che, «si è scoperto, aveva due lavori in nero».

Al maschio della finzione pubblicitaria è andata decisamente bene. Perché per parecchi ex mariti «l’auto è diventata la nuova casa»: così dice la presidente dell’Associazione padri separati, Tiziana Franchi, certa che «se non si sentissero così tutelate dai tribunali, le donne spingerebbero meno per la separazione, visto che il 70 per cento delle iniziative parte da loro».
Il baratro in cui finiscono tanti separati è ribadito anche dall’ultima indagine del Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica: segnala che un terzo dei padri separati, pagato l’assegno di mantenimento a ex mogli e figli, può contare su un reddito residuo che va dai 300 ai 700 euro netti mensili. Il 17 per cento deve accontentarsi di una cifra che oscilla dai 100 ai 300 euro.
Ma c’è un 15 per cento cui restano in tasca meno di 100 euro al mese. Secondo l’Istat, nel 2012 (ultimo dato disponibile) la media degli assegni di mantenimento di una ex moglie era di 496 euro mensili lordi, quello di un figlio 521 euro. Dati comunque alti, ma sicuramente inferiori a quel che è la media reale, visto che l’Istat segnala in nota di avere considerato «solo gli importi mensili pari o superiori a 25 euro e inferiori a 10 mila euro », il che di fatto significa avere imposto l’eliminazione dalla statistica dei soli assegni più elevati.

di Antonella Piperno per “Panorama” 24.2.15 – da Il Foglio del lunedì

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Treviso: deciso allontanamento dalla madre alienante – Corriere 2.6.2017

L’odissea di un ragazzo di 13 anni. I magistrati: «Messo dalla madre contro il papà». Ora sarà allontanato e la donna si ribella: «Falsità, sta bene ed è felice: lasciatemelo»

TREVISO 2-6-17 — Dei suoi 13 anni, cinque li ha vissuti al centro della guerra scoppiata fra i genitori. E a pagare il prezzo più alto, ora, sarà proprio lui. Perché i giudici del Tribunale hanno deciso che il ragazzino dev’essere allontanato dalla madre «alienante». Una madre che, secondo i magistrati, l’avrebbe condizionato nel rapporto col padre, compromettendolo al punto che il genitore non lo vede da oltre un anno. Per questo una sentenza di primo grado, e confermata in appello, ha disposto che il 13enne venga trasferito in una comunità per un periodo di almeno sei mesi. Un caso che ricorda tristemente quello di Cittadella, con un altro minore conteso da genitori esautorati successivamente del loro ruolo perché ritenuti inidonei. «Un’ingiustizia, perché lui pagherà errori che non ha fatto» dice la mamma che, assistita dagli avvocati Fabio Capraro ed Elisa Danieli, ha provato in tutti i modi a opporsi.

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it

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