Il virus-Bibbiano: “Prove solide, la luce non si spegnerà” – Selvaggia Lucarelli 1.7.20

L’intervista: Pablo Trincia

(Il Fatto Quotidiano 1.7.20) Il coronavirus ha smesso di occupare ogni piega della cronaca e si torna a parlare di Bibbiano. E succede una cosa strana, ovvero chi conosce la vicenda, il luogo e il tempo da cui parte, le ramificazioni e gli intrecci di quegli psicologi con i tribunali d’Italia,trova la parola “contagio” aderente anche a questa storia.
Perché anche Bibbiano, in fondo, è una malattia che parte da lontano, che si è propagata, che ha scelto il suo paziente zero, il territorio incui propagarsi silenziosamente, le sue vittime. La Procura di Reggio Emilia ha chiesto il rinvio a giudizio per ben 24 imputati a seguito dell’indagine e Angeli e demoni. Tra questi, ci sono Claudio Foti, il fondatore della onlus Hansel e Gretel, sua moglie Nadia Bolognini, l’ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione Comunale Federica Anghinolfi (con un numero di capi di imputazione che fapaura) e anche il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, quello a cui secondo Nicola Zingaretti avremmo dovuto chiedere preventivamente scusa, chissà perché. Convocati anche 155 testimoni e tra questi il nome di una persona che è ben più che testimone dei fatti: il giornalista Pablo Trincia. Perché senza il suo lavoro di indagine su “Veleno” e quel che accadde di così simile a Bibbiano nella Bassa Modenese, oggi forse Bibbiano sarebbe solo quell’anonimo comune a sud di Reggio Emilia, in cuinessuno si accorge di quello che accade.

Pablo, sarai nella lista testimoni. Cosa vuol dire?
In un convegno a Mirandola si parlava di Veleno, sul palco qualcuno di noi relatori accennò al fatto che nella Val d’Enza stavano succedendo cose analoghe. Non sapevo delle indagini in corso su Bibbiano. Il giorno dopo la Procura di Reggio mi chiamò per sapere cosa sapessi e perché. Continua a leggere

La prova delle manipolazioni fornita dallo stesso Foti – La Verità 25.6.2020

Lo psicologo al centro dello scandalo di Bibbiano presentò un video per mostrare come si rapportava con i minori. Ma è proprio in base a quella registrazione che i pm hanno ipotizzato un nuovo reato.

Le videoregistrazioni di alcune sedute di psicoterapia, che secondo la difesa avrebbero dovuto produrre un inevitabile proscioglimento, sono servite invece a ipotizzare un nuovo reato. È questo il paradosso di Claudio Foti, lo psicologo fondatore della Onlus Hansel e Gretel di Moncalieri e coinvolto nello scandalo dei bambini di Bibbiano. Continua a leggere