Cassazione: risarcito il padre che vede ostacolato il diritto di visita

(Valeria Mazzotta) Il genitore che  ostacola le visite dei figli da parte dell’altro rischia di perdere l’affidamento condiviso e deve risarcire il danno non patrimoniale. Spetta il risarcimento del danno non patrimoniale al coniuge che non riesce a vedere il figlio a causa del comportamento ostacolante dell’altro genitore. Lo afferma la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6790/16, depositata il 7 aprile, accogliendo  il ricorso di un padre separato contro la decisione della Corte territoriale che riduceva l’entità del risarcimento del danno non patrimoniale in suo favore (inizialmente quantificato in 50.000 euro) e a carico della ex. Quest’ultima l’aveva denunciato per pedofilia ma, rileva la Corte d’Appello, un reato perseguibile d’ufficio non è fonte del diritto al risarcimento ex art. 2043 c.c. salvo si tratti di calunnia. Nel caso di specie non era stato ravvisato il dolo della madre che aveva denunciato il padre per pedofilia, denuncia poi archiviata. Nello specifico, la corte territoriale soggiungeva che Pm e gip, pur concordando nel giudicare infondata la denuncia per violenza sessuale aggravata, ritenevano non configurabile il reato di calunnia ascrivibile alla donna, sicchè non era configurabile una condotta civilmente illecita della madre. Era stato tuttavia confermato che il comportamento ostacolante del diritto di visita paterno, come regolato con i provvedimenti presidenziali costituiva un illecito civile, con conseguente danno non patrimoniale per la lesione del diritto del padre di vedere e stare col figlio, quantificabile in 10 mila euro.

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