Abusi sui minori: un imputato su due viene processato ingiustamente – Il Foglio 3.8.19

Gli abusi dei pm

di Ermes Antonucci — Il Foglio

Sulle denunce per abusi sessuali su minori la giustizia italiana sembra muoversi attraverso una gigantesca caccia alle streghe, che costringe centinaia di adulti a subire una gogna lunga e infamante prima di essere dichiarati innocenti e che contribuisce a distruggere intere famiglie. Che il caso di Bibbiano e gli scandali precedenti (dai “Diavoli della Bassa modenese” a Rignano Flaminio) rappresentino solo la punta dell’iceberg di un fenomeno diffuso e inquietante è confermato dai risultati – mai resi pubblici prima d’ora, ma che il Foglio è in grado di rivelare – di uno studio realizzato nel 2014 dall’Unione Camere Penali Italiane e dall’Università di Padova, sotto il coordinamento di Giuseppe Sartori, professore ordinario di Neuropsicologia Forense, tra i massimi esperti in tema di prova neuroscientifica. La ricerca esamina, per la prima volta in Italia, i destini di 465 processi per abusi sessuali su minori tramite la ricostruzione degli avvocati che hanno seguito i casi. Nella fase delle indagini sembra dominare una presunzione di colpevolezza assoluta nei confronti degli adulti accusati di abusi: nell’86,76 per cento dei casi il pm chiede il rinvio a giudizio, poi confermato dal gup il 94,87 per cento delle volte. Continua a leggere

Su Panorama i retroscena: i ladri di bambini e le false accuse

Scandalo affidi: bambini rubati

Panorama ha ricostruito, dopo il caso di Reggio Emilia, i casi giudiziari che hanno coinvolto Claudio Foti e la sua onlus, Hansel e Gretel

Antonio Rossitto – 

(www.panorama.it) Sono bastati qualche ghirigoro, un divorzio turbolento e una sequela di fantasie. L’hanno accusato d’aver abusato delle figlie, di quattro e sette anni. Giochi erotici di gruppo, filmini scabrosi, travestimenti da Biancaneve. Il 13 novembre 2015, dopo un processo lungo nove anni, il professore di matematica è stato assolto: non ha commesso il fatto. Ora ha 49 anni. Vive a Oristano, dove insegna alle superiori. «Il caso andava verso l’archiviazione» racconta. «È stato riaperto dopo il parere dello psicoterapeuta Claudio Foti». Un nome oggi alla ribalta. «Periti, pm, giudici: tutti pendevano dalle sue labbra». Già. Ma come si sopravvive a infamia e abbandono? «Cerco di non pensarci».
Il professore comincia a singhiozzare: «Le mie figlie non vogliono più vedermi. Pasqua, Natale, compleanni: nemmeno mi rispondono. Una delle due ha la maturità quest’anno: io trepido, spero, sogno di ripassare accanto a lei. M’invento ogni cosa, pure gli abbracci». Si scusa per le lacrime. «Per loro sono uno zimbello. Adesso, però, magari capiranno: quello che è successo a Bibbiano è successo anche a loro». Continua a leggere

Biella 1996: il “caso zero” degli psicologi arrestati

La Stampa e il Fatto Quotidiano hanno messo al lavoro i loro reporter (nel caso del Fatto, Selvaggia Lucarelli ritratta nella foto). Così hanno scoperto che già nel 1996 alcune delle persone indagate a Reggio Emilia erano attive come consulenti nei casi di accuse di abuso sessuale sui minori. A Biella ci fu un’indagine su un’intera famiglia che fini tragicamente con il suicidio di tutti e quattro gli indagati.

(www.lastampa.it) 6.7.2019 — Uno dei primi casi che portò alla ribalta nazionale lo psicoterapeuta torinese Claudio Foti e la sua associazione, la «Hansel & Gretel» di Moncalieri, in questi giorni coinvolta nell’indagine «Angeli e Demoni», è quello dei quattro componenti della famiglia di Sagliano Micca, che, durante il processo per abusi nei confronti di due bambini, figli e nipoti, decisero di suicidarsi. Una storia che scosse profondamente il Biellese e non soltanto per il tragico epilogo. Accusati di aver abusato dei bambini fin da quando questi avevano appena tre anni, erano non soltanto Guido F., padre del maschietto, e Maria Cristina F., madre della bambina, ma anche la nonna Alba e il nonno Attilio. Foti, ora agli arresti domiciliari con accuse molto pesanti, di aver falsato i ricordi di alcuni bambini per poterli poi allontanare dalle famiglie naturali, con lo scopo di accumulare consulenze e far guadagnare i genitori affidatari, era il consulente della madre del bambino, da cui erano partite le prime segnalazioni, dopo una separazione tempestosa. La sua compagna dell’epoca, Cristina Roccia, anche lei della «Hansel & Gretel», poi coinvolta pochi mesi dopo nel caso di pedofili satanisti della Bassa Modenese oggi di nuovo in discussione, era invece la psicoterapeuta scelta dal pubblico ministero Alessandro Chionna.
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