Veleno: ormai sono adulti, ma credono ancora di essere stati abusati…

Un aspetto poco approfondito della vicenda della Bassa Modenese è il destino di quei bambini che oggi sono ormai adulti. Ci si aspetterebbe che dopo le rivelazioni del reportage Veleno e le indagini sul caso Bibbiano questi “ex bambini” abbiano finalmente capito di essere stati manipolati psicologicamente e indotti a fare false accuse. Invece – come riferisce questo articolo della Gazzetta di Modena – almeno sei dei sedici bambini allontanati dalle famiglie venti anni fa sono fermamente convinti di aver veramente subito abusi. E non vogliono assolutamente incontrare i loro genitori biologici.  Il 6 giugno 2019 si è perfino costituito un comitato  per tutelare questi giovani adulti e le loro famiglie adottive dal clamore delle inchieste giornalistiche. Stando ad un Tweet di Pablo Trincia l’avvocato che assisterà questi “ex bambini” sarebbe Andrea Coffari che assiste anche Clauido Foti indagato per i fatti di Bibbiano.

I destini dolorosi e diversi di Christofer, Valeria e degli altri ex bambini

In sei continuano a parlare di abusi, omicidi e riti sacrificali nei cimiteri
Quattro hanno ritrattato. Tra gli adulti una lunga scia di morti  

di Alberto Setti – La Gazzetta di Modena

(28.7.2019) Christofer da minorenne è ripetutamente scappato dalla “morsa” dei Servizi sociali e dei genitori affidatari finché, a 18 anni, ha potuto sentirsi libero nella sua famiglia naturale. Abita ancora nella Bassa e non perde occasione per dire quanto mostruosa e assurda sia stata la vicenda Veleno.

Valeria abita nel reggiano. Intervistata dalla Rai, piange e assicura che «se anche non ci sono le prove era comunque tutto vero», le violenze domestiche dei genitori, gli omicidi dei bambini nei cimiteri… Sua cugina Mery racconta le stesse cose, ma con una freddezza glaciale: «Tombe scoperchiate e rimesse al loro posto nel cimitero di Massa», omicidi, violenze di gruppo e altro terrore. Continua a leggere

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Su Avvenire lo scontro sui fatti di Bibbiano – 20.7.2019

Botta e risposta – «Angeli e Demoni» quante ferite aperte  – Il giudice del caso Veleno contesta la ricostruzione del giornale

Avvenire sabato 20 luglio 2019

Signor direttore,
leggo su Avvenire del 9 luglio 2019 l’articolo: «I figli innocenti “rubati”. Ho denunciato. Invano» in cui I’ex parlamentare Carlo Giovanardi ricollega fatti che sono oggetto dell’inchiesta in corso alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia (riguardanti bambini della val D’Enza allontanati dalle loro famiglie e affidati a terzi) con quelli avvenuti in provincia di Modena, dei quali si era occupato il Tribunale per i minorenni dell’Emilia Romagna, che ho presieduto dal 1997 al 2004. Rilevo che nella ricostruzione delle vicende avvenute ormai vent’anni orsono l’ex parlamentare si dichiara dalla parte dei genitori e di altri accusati in sede penale. I fatti citati nell’articolo e i provvedimenti del Tribunale per i minorenni (emessi dal 1998 al 2000 e sottoscritti anche da me) sono stati portati all’esame della Cedu che ha respinto le domande proposte dai genitori dei minori e ha riconosciuto la legittimità delle predette decisioni.

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Il caso della Bassa Modenese 20 anni dopo – Avvenire 7.1.2018

Questo è un articolo pubblicato da Avvenire che scende in campo con forza a sostegno dell’iniziativa per la revisione dei processi sulla vicenda della Bassa Modenese. Abbiamo dedicato molti altri post a questo caso ma vale la pena di leggere anche questo articolo perchè fa il punto della situazione dopo il clamoroso successo del reportage a puntate Veleno di Repubblica TV. Nella stessa settimana su RAI1 Storie Italiane ha dedicato una puntata alla vicenda.

Il caso Finale Emilia. Abusi solo presunti ma vite distrutte. «Processi da rifare»

Negli anni ’90 nella Bassa Modenese alcuni bambini raccontarono di essere stati costretti a ucciderne altri in riti satanici dai genitori e dal parroco. Non era vero ma non sono mai più tornati a casa

Lucia Bellaspiga, Avvenire domenica 7 gennaio 2018

Bambini sgozzati in pieno giorno e di notte nei cimiteri della Bassa Modenese, legati a croci e accoltellati, abusati e decapitati, infine – da cadaveri – caricati sul Fiorino del parroco don Giorgio Govoni e da lui gettati nel fiume Panaro. E a compiere i riti satanici erano altri bambini, portati lì dai loro stessi genitori, che li violentavano, li inducevano a squartare, a bere il sangue delle vittime, a trovare nuovi bambini da irretire e uccidere. Il tutto per anni, senza che nessuno in paese si accorgesse di niente. E senza che all’appello dei vivi mancasse un solo bambino…

Il paese degli orrori si scopre innocente

Se vi sembra troppo inverosimile per essere credibile, sappiate invece che ci hanno tranquillamente creduto assistenti sociali, psicologi e giudici minorili, cui non servirono prove (infatti inesistenti): i bambini (dopo mesi di allontanamento forzato dalle famiglie) raccontavano questo e ciò bastava. Accadeva venti anni fa nei paesotti sonnacchiosi del modenese, dove le forze dell’ordine presero a suonare alle porte di casa di notte o a presentarsi a scuola al mattino per portare via i bambini. Almeno sedici piccolini da 0 a 11 anni sono stati così sottratti a genitori disperati, che dopo anni di processi da inquisizione verranno infine prosciolti con formula piena, ma ai quali i figli non saranno mai più restituiti. «Qualcuno ora risarcirà i danni, qualcuno risponderà del disastro che, colposamente o dannosamente, ha creato. Presto ci saranno nuovi processi». Continua a leggere