La PAS, Gardner e i tribunali italiani

E’ stato reso disponibile su Internet in via informale il testo della decisione della Corte d’Appello di Brescia sul caso del bambino conteso di Padova dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato la sentenza della Corte d’Appello di Venezia che lo aveva allontanato dalla madre per collocarlo temporaneamente in una casa famiglia in attesa di affidarlo al padre.

Il sito di riferimento è Mobbing Genitoriale del dottor Gaetano Giordano. Il testo, secondo quanto disposto nello stesso decreto, garantisce il rispetto della riservatezza delle persone rendendo anonimi tutti i riferimenti.

Vale la pena di ripercorrere la logica del provvedimento evidenziandone le parti principali.

La prima parte è una lunga premessa in cui la Corte d’Appello di Brescia riassume le richieste della madre (il ricorrente) contro il padre che nel procedimento di primo grado aveva ottenuto la decadenza della potestà genitoriale della madre, pur senza aver ottenuto il collocamento del minore.

In primo grado, presso il Tribunale dei Minori competente, il padre aveva lamentato di essere escluso dalla vita del figlio a causa del comportamento ostativo della madre, e il giudice di minori aveva sanzionato questo comportamento pronunciando la decadenza dalla potestà genitoriale della madre, ma aveva mantenuto il collocamento del minore presso di lei. Il padre aveva fatto ricorso e la Corte d’Appello aveva deciso di trarre le conseguenze dalla decadenza della potestà allontanando il minore dalla madre con inserimento temporaneo in una struttura di accoglienza in attesa di collocarlo presso il padre.

La madre era ricorsa alla Cassazione, che aveva annulato il decreto rinviando la decisione alla Corte d’Appello di Brescia.

Ma quali erano i motivi dell’annullamento? La Corte d’Appelo di Brescia li riassume nel modo seguente:

Il provvedimento della Corte territoriale veneziana è stato cassato per vizio di motivazione su di un punto decisivo e controverso della causa, vale a dire per non avere affrontato il tema dell’attendibilità scientifica della teoria posta alla base della diagnosi di sindrome da alienazione parentale, pur avendo posto la consulenza di cui richiama ampi brani nella sua motivazione a fondamento della decisione. La corte di legittimità, nel rinviare alla corte territoriale bresciana il procedimento richiama le critiche avanzate dal mondo scientifico e dalla stessa difesa della MADRE e prescrive di verificare il fondamento della teoria richiamata dalla ctu.

Quindi la Cassazione non si è espressa nel merito della decisione, ma ha contestato un vizio della motivazione, ossia la mancata esplicitazione dei motivi per cui i giudici di appello avevano ritenute non fondate le contestazioni degli avvocati della madre all’attendibilità della teoria scientifica della Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS). Il compito della Corte d’Appello di Brescia era quindi quello di rivedere queste contestazioni.

Nel proseguo delle sue argomentazioni il decreto ripercorre tutte le contestazioni alla teoria della PAS proposte dalla madre e vi contrappone le considerazioni di segno opposto proposte dal padre. Dopo aver preso in considerazione questi aspetti generali su un dibattito scientifico che dura ormai da decenni, la Corte d’Appello circoscrive l’oggetto della questione.

Il problema è verificare se i disturbi certamente rilevati dal Ctu a carico del minore, riconosciuti dalla stessa MADRE siano riconducibili alla responsabilità della madre in quanto generati dal suo comportamento nei confronti del padre.

Ovvero, in altre parole, non è compito della Corte d’Appello dirimere controversie di natura scientifica. La Corte d’Appello giudica sulla responsabilità dei soggetti per i fatti, e tra i fatti dati per accertati vengono posti i disturbi rilevati a carico del minore che non derivano da una particolare teoria scientifica ma sono descrivibili nei termini del linguaggio comune. Descrizione che provvede a fare nel seguito la Corte d’Appello stessa.

Il figlio [] ad un certo punto ha manifestato un atteggiamento straordinariamente repulsivo e pervicace, giungendo al punto da non volere nemmeno scendere dall’autovettura con la quale la madre lo portava agli appuntamenti programmati con il padre, né voler entrare nella stanza dove questi si trovava ed al punto anche di rivolgergli epiteti ingiuriosi e manifestazioni gravi di avversione, come prenderlo a calci e pugni. L’uso degli epiteti utilizzati per offendere il padre inoltre non è quello tipico di un bambino ma sembra veramente suggerito dalle espressione degli adulti. La lettura delle relazioni dei servizi sociali, oltre che degli esami del Ctu (dati obiettivamente rilevati che non sono stati posti in discussione) lasciano veramente sbigottiti per laforza, la tenacia dell’aggressività e del rifiuto di fronte ad un padre che aveva sempre cercato di svolgere il proprio ruolo.

[Il padre] lamentava di non vedere il figlio da dieci mesi e che la madre, nonostante fosse stato previsto il pernotto del bambino presso il padre, consentiva che questi lo vedesse prima dell’interruzione definitiva solo nel garage della sua abitazione. Nel corso dell’audizione dei genitori la madre del minore ammetteva di avere rifiutato al padre il pernotto presso di lui e di conseguenza anche il trascorrere della vacanze perché il bambino non l’aveva mai chiesto.
Il tribunale dava atto che l’atteggiamento della MADRE non aveva in alcun modo favorito il rapporto del figlio con il padre, ma lo aveva ostacolato al punto che, disposto dallo stesso ufficio giudiziario una specifica disciplina di visite, la madre aveva violato tale programma portando con sé il bambino per le vacanze estive alla fine delle quali si veniva a verificare una regressione nei rapporti padre-figlio, nonostante vi fosse stato un iniziale miglioramento dovuto alla calendarizzazione degli incontri.

Dalla relazione dei Servizi Sociali di *** del ** ** 2010 si apprende che il programma di incontri predisposto sulle indicazione del tribunale veniva accettato dai genitori, ma che l’atteggiamento del bambino si rivelava quanto mai preoccupante tanto che questi nel rifiutare ogni forma di comunicazione con il padre giungeva al punto di scagliarli contro un libro che questi gli aveva portato in dono; altra volta mimava una sberla nei confronti dello stesso e gli dava un calcio senza che la madre, presente, desse segni di disapprovazione. Lo psicologo dott. PSICOLOGO sottolineava il fatto che FIGLIO si presentava come un bambino normalissimo nelle relazioni con gli altri, salvo cambiare improvvisamente al solo parlargli del padre che definiva come “persona cattiva, un diavolo, persona sgradevole” e perdere il controllo ed il rispetto delle più elementari relazioni con ricorso ad aggressività verbale ed agita, senza alcuna provocazione. Dal punto di vista clinico lo psicologo segnalava che FIGLIO risultava capace di controllare e tenere in scacco gli adulti e manifestava una strutturazione in un’area in cui si sentiva onnipotente, con il rischio di estensione di tali modalità disfunzionali ad altre aree di funzionamento.

La Corte d’Appello dopo aver descritto i fatti che dimostrano l’esistenza di una situazione di disagio nel minore, passa quindi ad individuare la resposabilità di questi fatti, per concludere che questa responsabilità va posta in capo alla madre. Il termine concetto PAS – oggetto della controversia scientifica su cui si basava la difesa della madre – è del tutto irrilevante per l’ovvio motivo che un’aula di giustizia non è il luogo in cui si discute della validità delle teorie scientifiche.

In questa situazione i comportamenti che emergono da fatti obiettivi ed inconfutabili consentono di corroborare la prova del suo comportamento alienante e possessivo, nonostante i limiti imposti dal provvedimento del tribunale per i minorenni che ha rigettato la sua reintegra nella potestà ed ha confermato l’affidamento del bambino al servizio sociale.

Dalle sue dichiarazioni orali rese in udienza la MADRE risulta desiderosa di restituire al figlio “tutta la sua vita” e non solo la metà che è costituita nel suo rientro nella casa materna. L’altra metà a suo dire è costituita dall’ambiente scolastico ed amicale di ***. Nessuno spazio nel suo concetto di vita del figlio è riservato al rapporto con il padre, nonostante le preoccupazioni che asserisce di avere avuto per il rifiuto nei confronti dello stesso. Di fronte a tale pervicacia nel comportamento materno non si ravvisano le garanzie che la predetta sappia far proseguire il figlio nel rapporto con il padre e non ponga nuovamente in atto ostacoli alla normalità del medesimo, facendo regredire il minore e ponendolo in posizione di grave rischio di disturbi della personalità, siano essi quelli che in campo scientifico vengono da parte degli esperti qualificati come PAS, siano gli agiti aggressivi che derivano dallo stato d’ansia rilevati dagli esperti dei Servizi Sociali. Indipendemente dalla loro qualificazione dal punto di vista medico, la descrizione dei comportamenti del bambino sulla quale tutti hanno concordato consente di ritenere che i suoi agiti se non ricomposti, porterebbero a disturbi che impedirebbero a FIGLIO di crescere e sviluppare tutte le sue notevoli capacità intellettuali ed espressive.

A questo punto il decreto conclude con le decisioni, che sono basate sullo stesso tipo di senso comune della motivazione. Esse prevedono un depotenziamento del conflitto. Da un lato viene sanzionato il comportamento antigiuriudico della madre attraverso la conferma della decadenza della potestà genitoriale. Dall’altro il figlio è collocato presso il padre con tempi di frequentazione della madre molto vicini ad un modello di affido alternato su modello francese. Quindi, se i due genitori sapranno dare attuazione a questa sorta di armistizio imposto dall’autorità, la situazione del minore potrà tornare alla normalità. In caso contrario è evidente sullo sfondo la minaccia implicita di esclusione completa della madre dai contatti con il figlio.

http://www.alienazione.genitoriale.com/la-corte-dappello-di-brescia-decide-sul-caso-di-padova/

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Richard Gardner in video

Presentiamo qui un estratto da una conferenza tenuta da Richard Gardner a Vancouver nel 1998. Il video di 10 minuti è sottotitolato in italiano e mostra chiaramente una capacità didattica non comune assieme ad una conoscenza delle problematiche trattate acquisita in decenni di attività clinica. Per vedere i sottotitoli italiani può essere necessario settarli direttamente dalla barra degli strumenti Youtube nella parte bassa della finestra del video.

Chi è

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Richard Gardner i Falsi abusi e la Sindrome di Alienazione Parentale (PAS)

di Marco Casonato

L’ “abuso” , come la stregoneria e gli untori del ‘400 –‘600, costituiscono un fenomeno sociale con forti radici ideologiche e religiose ed una massiccia diffusione mediatica.

Le false accuse di abuso contemporanee ed i conseguenti devastanti processi superano di gran lunga per numero i processi alle streghe e, salvo per la pena di morte, hanno fatto certamente molte più vittime dei processi inquisitoriali del ‘400 – ‘600 tenendo conto che l’epidemia è iniziata negli anni ’80 negli USA e dopo dieci anni in Italia. Gli abusi e la pedofilia sono anche divenuti una potente “arma di distrazione di massa” che rende agevole dimenticare: mortalità infantile, lavoro minorile, esposizione ad agenti mutageni, denutrizione, descolarizzazione, malattie respiratorie da PM10, e mille altre minacce alla salute e allo sviluppo dei minori.

Richard Gardner sulla scorta della sua grande competenza professionale e della credibilità acquisita negli anni nei tribunali del New Jersey, ma anche di altri stati del Nord America e del Canada, è stato una figura di rilievo tra gli intellettuali americani che hanno rapidamente compreso che l’epidemia di abusi esplosa tra gli anni ’80 e ’90 negli USA era un fenomeno che non riguardava “fatti” bensì il riemergere di pulsioni oscurantiste di stampo quattro-secentesco. Talchè di “abusi” si iniziò a parlare ricorrentemente nel corso del convegno annuale del “Giorno della contrizione” a Salem.

Gardner infatti è spesso citato, ma ancora mai tradotto per il lettore italiano.

Ma chi è Gardner di cui è stato detto veramente di tutto?

Richard Gardner (1931-2003) laureatosi in medicina alla Columbia di New York nel 1952, conseguendo il Dottorato in medicina e la specializzazione in Psichiatria infantile è stato in primo luogo uno psichiatra militare appartenente al sistema della sanità militare americana che ha una tradizione di eccellenza (i primi DSM ad esempio sono manuali di psichiatria militare); la Veterans Administration offre infatti ospedali e servizi sanitari ottimi a militari, ex militari ed alle loro famiglie.

L’autore è stato capitano medico con un ruolo di primario ospedaliero nel contingente militare americano di stanza in Germania.

Egli si occupò dell’assistenza psichiatrica alle famiglie dei militari americani. Benché inquadrato nell’esercito, nei fatti fu a contatto professionale soprattutto con civili quali sono i familiari dei militari che andando incontro a problemi psichiatrici e a divorzi ricadono comunque nella competenza della sanità militare americana, ma nella giurisdizione tedesca per quanto riguarda le controversie giudiziarie dei divorzi, e fatti di penale rilevanza rispetto ai quali sia richiesto un parere psichiatrico.

Questo ruolo di psichiatra militare in Germania porterà Gardner ad acquisire via via una vasta esperienza anche come psichiatra forense e come psichiatra infantile forense nel supporto alle famiglie dei militari USA durante la Guerra fredda. E’ l’autore stesso a raccontare che il suo colonello – cui non stava molto simpatico –  decise di assegnarlo a seguire i casi forensi sostanzialmente perché li riteneva materia di minore interesse, e difatti l’autore ringrazia ironicamente il suo colonello per questo episodio di “mobbing” che gli ha in effetti fornito l’occasione per acquisire la grande esperienza che ha poi costituito le fondamenta della sua professione di successo.

Tornato in patria nel 1963 Gardner otterrà un insegnamento come “professore clinico di psichiatria” presso la prestigiosa Columbia University di New York; il titolo corrisponde approssimativamente al nostro italiano di “libero docente” o “professore a contratto” con cui le università collocavano nell’istituzione anche i nomi di professionisti famosi che non avevano seguito una carriera accademica e che tenevano così seminari per specializzandi o cicli di lezioni professionalizzanti portando nell’università le loro competenze di eccellenza. Gardner fu anche “visting professor” di psichiatria dell’infanzia presso l’Università cattolica di Lovanio in Belgio e tra le sue pubblicazioni troviamo anche libri in tedesco ed altre lingue.

Dagli anni ’70 Richard Gardner, a quell’epoca ben inserito nell’ambiente psicoanalitico del New Jersey e nello storico e prestigioso istituto psicoanalitico William Alanson White Institute di New York (questo rende ragione della sua rimarcabile capacità di considerare i fattori sociali e familiari oltre alle dinamiche personali intrapsichiche) ha pubblicato diversi libri con Jason Aronson, Batam books, Brunner & Mazel e Basic books (che è un editore di bestsellers ed è un po’ un punto di arrivo nella carriera).

L’autore, da buon americano,  troverà successivamente più vantaggioso pubblicare e commercializzare con una propria casa editrice la Creative Therapeutics i suoi volumi. Palesemente vi era un vantaggio economico per un professionista oramai assai noto grazie a diversi libri illustrati scritti per spiegare ai bambini cosa è il divorzio e per spiegare ai genitori come aiutare i figli in siffatti frangenti. Bisogna anche considerare l’efficacia del sistema di vendita postale negli USA che ben prima dell’era di Amazon che l’ha semplicemente informatizzato e reso planetario, permetteva una distribuzione capillare ai professionisti rispetto anche ad editori importanti, ma comunque settoriali (vedi ad esempio Brunner & Mazel di New York). La scelta si comprende meglio anche se si leggono i suoi libri cosa che permette di notare come l’autore spesso pubblichi ampliamenti ed aggiornamenti di precedenti libri riutilizzandone ampie parti con semplici aggiornamenti con un nuovo titolo, cosa che un editore comune non permetterebbe.

Nel frattempo l’autore scriveva regolarmente per riviste scientifiche, partecipava a dibattiti e congressi presentando i suoi contributi.

Infatti Gardner è autore complessivamente di circa 40 Libri scientifici e divulgativi e di oltre 250 tra capitoli di libro, articoli su riviste scientifiche indicizzate e pubblicazioni d’occasione come le relazioni agli atti congressuali, le conferenze, i dibattiti sul lavoro di altri autori o lettere all’editor su temi molto specifici oggetto di dibattito scientifico.

Il nome di Gardner è associato soprattutto alla definizione della “Sindrome di alienazione genitoriale” (PAS: Parental Alienation Syndrome) ossia la condizione invero frequente per cui nel corso di divorzi o separazioni conflittuali un genitore esercita un condizionamento psichico sul figlio per incidere negativamente sui suoi rapporti con l’altro genitore. E’ interessante seguire i passaggi attraverso i quali l’autore è pervenuto a descrivere questa condizione di rilevanza psichiatrica.

Nel 1976 Gardner scrive un volume sulla condizione dei bambini in corso di divorzio. Nel 1979 l’autore pubblica un volume dedicato al processo di lutto del bambino che perde un genitore.

Nel 1985 l’autore pubblicherà un volume sui disturbi di Ansia da separazione e sempre nel 1985 Gardner descriverà per la prima volta in modo completo la PAS cui negli anni successivi dedicherà osservazioni e approfondimenti in ulteriori pubblicazioni.

La PAS è la sindrome tipica delle condizioni di divorzio che egli osservò e descrisse e che lo ha reso famoso in tutto il mondo.

Bisogna dunque tenere a mente questi temi studiati e approfonditi da Gardner prima della definizione della PAS perché come vedremo essi costituiranno una premessa clinica importante nella definizione della sindrome. Infatti già prima degli anni ’80 l’autore si era reso conto che  esistevano dei bambini che subivano una sorta di lavaggio del cervello da parte di un genitore (in genere la madre o un nonno materno, ma talora il padre). Si trattava prevalentemente di bambini coinvolti in separazioni o cause di divorzio molto conflittuali e protratte in cui sovente la madre o il padre presentavano un disturbo di personalità “Borderline” o affine.

Attualmente è in corso un dibattito a nostro parere piuttosto sterile riguardo all’esistenza stessa della PAS, alla sua eventuale collocazione del DSM V ed alla sua natura di “Sindrome” o “Disturbo”.

Si tratta di una polemica che ha molte ragioni, e non sempre nobili,  a nostro parere di scarsa o nulla rilevanza.

Infatti la PAS a nostro parere non abbisogna particolarmente di essere posta nel DSM V perché in effetti nei DSM precedenti c’è già: infatti pare un sottotipo dei Disturbi d’ansia da separazione che già Bowlby ben descrisse rispetto alla Fobia scolastica nel II volume del suo celebre “Attaccamento e perdita”.

Le ragioni dell’odio

Gardner è molto odiato da tanti soggetti interessati coinvolti nell’epidemia degli abusi (talora non laureati o non molto professionali, altre volte disturbati e qualche volta persino deliranti) perché con un colpo di fioretto svela le loro motivazioni più autentiche secondo una concezione psicoanalitica classica del tutto consolidata e largamente condivisa.

Egli aveva capito chi sono in realtà coloro che proclamano di voler proteggere i bambini e ciò aveva fatto illividire d’odio chi, suonando la grancassa della difesa dei minori, vedeva viceversa palesate le proprie inclinazioni perverse proprio nei confronti di chi diceva a gran voce di voler proteggere.

L’autore infatti aveva capito tutto del sistema degli abusi: gli aspetti politico giuridici, il business, la superstizione con spunti religiosi, i principi teorici inconsistenti, la psicologia new age, la prassi forense.

L’ostensione di un libro di Gardner ad uno di questi sedicenti esperti ottiene pertanto lo stesso effetto dell’ostensione di una Bibbia ad un vampiro (sic): si ritrae un po’, soffia, cerca di coprirsi e di scacciare la vista. La sua magia svanisce, i suoi presunti superpoteri annichiliscono, si sgonfia ed infine implode.

L’autore ripercorre con chiarezza i vari passaggi e i vari contesti delle accuse di “abuso” gettando un raggio di luce sulle zone d’ombra in cui operano anche personaggi senza scrupoli come quando l’autore scrive:

“ C’è un elemento di evidente psicopatia in una persona che vede un bambino di tre anni per pochi minuti e subito dopo scrive una relazione in cui dichiara che un determinato individuo (il padre, il patrigno, l’insegnante della scuola materna ecc.) ha abusato sessualmente del piccolo. Questo atteggiamento implica  un meccanismo di coscienza deficitario”.

Questa è una valutazione della tecnica più comune che capita sovente di osservare, ma i passaggi più difficili da digerire, quelli che fanno soffiare di rabbia repressa gli abusologi, sono i passaggi in perfetto stile psicoanalitico in cui Gardner esplora le motivazioni profonde ed inconfessabili di chi ha votato se stesso all’abusologia come sistema di ideologia.

“Ogni volta che l’accusatore espone una denuncia, è probabile che abbia un’immagine visiva interna del rapporto sessuale. In ogni replay mentale, l’accusatore gratifica il desiderio di essere impegnato in queste attività, in cui l’abusante è coinvolto nella propria immagine visiva.

Un esempio di processo di gratificazione diretta, facilmente accettabile dalla maggior parte delle persone,  è il cinema. Dopo tutto, siamo normali, sani, eterosessuali e quelle persone raffigurate sullo schermo sono anch’esse normali, sane ed eterosessuali. Ma lo stesso meccanismo sottostà al ruolo delle immagini visive dei rapporti sessuali pedofili. Ogni volta che si evoca un’immagine visiva di un bambino che subisce un abuso sessuale, vengono gratificati indirettamente gli impulsi pedofili. Concordo con Freud che tutti i neonati sono dei perversi polimorfi e credo che noi tutti abbiamo, al nostro interno, degli istinti pedofili. Le persone che manifestano una forte tendenza in tale area, hanno maggiori probabilità di aver bisogno frequentemente di queste immagini visive, e pertanto è più probabile che siano disposte a partecipare alle false denunce di abuso sessuale. Se il bisogno è consistente, è disposta a ‘sospendere l’incredulità’ e ignorare le informazioni che possono suggerire che il presunto colpevole, in realtà, è innocente. L’identificazione di se stessi in queste immagini può avvenire con entrambi i partecipanti: quindi sia con il bambino che con il presunto abusante. L’identificazione con il bambino permette di gratificare il proprio desiderio di essere l’oggetto passivo di un rapporto sessuale, mentre quella con il presunto abusante consente di gratificare il desiderio di essere il seduttore che abusa di un bambino. Quando ci si identifica con la ‘vittima’ si sta fondamentalmente pensando ‘mi piacerebbe che  fosse fatto a me’. Naturalmente per la maggior parte delle persone questo fenomeno è inconscio. Molti provano un senso di colpa troppo grande per i propri impulsi pedofili, per lasciare entrare queste fantasie direttamente nella coscienza: così la formazione di gratificazioni indirette è una modalità di scarica. Gli impulsi sono soddisfatti senza sentirsi in colpa o essere consci che questi risiedono dentro di sé”.

Ma l’analisi di Gardner prosegue elucidando anche altri meccanismi psicologici messi in moto sovente da coloro che si dedicano professionalmente agli “abusi”: ad esempio la proiezione:

“Un altro meccanismo operativo nelle false denunce è quello della proiezione – con la quale pensieri e sentimenti cognitivi ed emotivi inaccettabili sono respinti inconsciamente ed attribuiti ad altri. Le persone con un eccessivo senso di colpa o di vergogna per i loro impulsi pedofili, possono proiettare i loro stessi impulsi sugli altri. È come se dicessero ‘non sono io che voglio molestare sessualmente questo bambino, è lui (lei)’. In questo modo gli impulsi inaccettabili sono gratificati, il senso di colpa per questa liberazione è placato e l’individuo si sente innocente. Maggiore è la forza con cui un individuo reprime i suoi impulsi pedofili inaccettabili, maggiore sarà il bisogno di immaginare un’ orda  in continua espansione di ‘pedofili’ che servono come oggetto per la proiezione”.

Secondo Gardner gioca un ruolo rilevante anche la “formazione reattiva, in cui un individuo adotta consapevolmente pensieri, sentimenti e comportamenti che sono opposti a ciò che prova inconsapevolmente. La formazione reattiva è fondamentalmente un modo per rafforzare il processo proiettivo. Fenomenologicamente, coinvolge una condanna ripetitiva di una delle parti, che viene utilizzata come  punto centrale della proiezione. La gente che mostra questo fenomeno sostanzialmente dice: ‘se c’è una cosa che io odio in questo mondo è la pedofilia. Di conseguenza mi dedicherò al suo sterminio anche se sarà necessario usare tutte le mie energie.’  Vengono intraprese campagne di diffamazione e di convincimento. L’obiettivo finale di questa nobile causa apparente è eliminare completamente ‘tutti i maledetti pedofili dalla faccia della terra.’ Psicologicamente, questi individui lottano per reprimere i loro stessi inaccettabili impulsi pedofili che premono continuamente per essere realizzati. Durante le arringhe contro i ‘pervertiti’ che sono l’oggetto del loro disprezzo, essi spesso accrescono il loro livello di eccitazione che può facilmente essere riconosciuto come sessuale”.

Ma come la storia insegna lo spirito illuminista, la flebile luce della ragione, corre sempre il rischio di soccombere alla folla paranoica ed alla mano di singoli fanatici.

Negli USA si rinviene una certa tradizione di omicidi tentati e riusciti nei confronti di figure carismatiche o comunque tali da assumere tale veste simbolica nell’immaginario collettivo: Abraham Lincoln, John F. Kennedy ne costituiscono il paradigma, ma anche Martin Luther King, Robert Kennedy, Malcom X sono figure di leader caduti in complotti e attentati volti ad impedire qualche emancipazione ed a invertire il corso della storia. Tutti oltre ad essere uccisi sono stati anche diffamati da vivi e da morti al fine di ridurre la loro credibilità, di colpirli quando non potevano difendersi.

In questo Gardner è in effetti una figura di secondo piano rispetto ai personaggi storici sopracitati, ma di estremo rilievo nel suo ambito specialistico e professionale per la completezza e lucidità del suo contributo alla comprensione di un fenomeno che ha riesumato in tutto il mondo industrializzato le paure superstiziose ed il buio della ragione del 1400.

Per meglio comprendere la situazione bisogna partire col ricordare la campagna d’odio scatenata dalla femminista Diana Russell nei confronti di Larry Flint dopo che il fondatore di Hustler vinse avanti alla Corte Suprema la sua battaglia per la libertà di espressione: un fanatico anti-porno non rassegnato al parere dei supremi giudici sparò a Flint senza riuscire ad ucciderlo, ma lasciandolo paralizzato. Negli stessi anni vi furono diversi casi di fanatici dei movimenti fondamentalisti per la vita (da non confondersi assolutamente con i movimenti del nostro paese) americani che uccisero medici abortisti nella disattenzione di sceriffi corrivi che svolgevano indagini carenti.

Dagli assassinii perpetrati dal Ku Klux Klan sino all’attentato di Oklahoma City e ad una miriade di attentati minori negli Stati Uniti esiste il problema di un fanatismo anarcoide-individualista che talora prende l’aspetto di movimenti neonazisti, talora di femminismo radicale, talaltra di fondamentalismo religioso.

Richard Gardner morì in questo modo: il suo corpo fu trovato nella cucina di casa sua con ferite inferte con un coltello da macellaio sulla nuca e sul collo, di lato nella zona giugulare ed infine quattro ferite al petto nella zona cardiaca con una fatale in cui la punta lo penetrata profondamente nel cuore. La morte fu archiviata rapidamente come suicidio; come per certi suicidi eccellenti italiani il figlio dichiarò, terrorizzato dall’ apparente scarso interesse mostrato dall’ufficio dello sceriffo, che probabilmente il padre si era suicidato avendo saputo di soffrire di una malattia degenerativa.

Bisogna però fare alcune riflessioni: Gardner era un medico militare, conosceva quindi molti modi per morire in maniera semplice ed indolore come medico e poteva anche disporre dei farmaci o di quant’altro fosse necessario qualora avesse deciso di morire di sua volontà. Oltre a questo come ex militare egli aveva ampia dimestichezza con le armi da fuoco ed ovvia disponibilità delle stesse. Pare illogico ed improbabile quindi che potesse scegliere di colpirsi molte volte con un coltello da cucina, prima da dietro, poi di taglio al lato del collo ed infine diverse volte al cuore dopo diversi tentativi che avevano comportato anche l’incisione di alcune costole. Si tratta apparentemente di quello che in Italia si definisce un “suicidio eccellente” avvenuto in un’epoca in cui diversi fondamentalisti avevano ucciso medici e che è terminata quando è stata eseguita la prima condanna all’iniezione letale di un fanatico che uccise un medico di una clinica ginecologica che praticava aborti. Almeno un altro attivista fondamentalista attende nel braccio della morte; senza l’ impunità legata a condotte corrive le serie di omicidi perpetrati dai moderni assassini delle sette religiose fondamentaliste si sono ridotte immediatamente.

Gardner in un certo senso ha scritto il proprio epitaffio quando descrisse nel libro che abbiamo citato l’overkilling maniacale degli attivisti fondamentalisti, di quegli esaltati che sono attratti morbosamente dalla pedofilia e se ne occupano tutti i giorni “per difendere i bambini”, che hanno la mente ubriacata di scene di violenze sui bambini, che ne immaginano sempre di nuove e sempre di più aberranti dietro la foglia di fico dell’attivismo politicamente corretto.

Infatti:

“La rabbia si alimenta da sola quando si accumula in stati di odio ed esaltazione, la sua scarica va al di là dello scopo originale. Una pugnalata al cuore è generalmente sufficiente ad uccidere un individuo, una dozzina di pugnalate non hanno nessun scopo ulteriore per ciò che concerne l’obiettivo originale. Tuttavia le ulteriori undici ferite sul petto risultano dallo sconvolgimento provocato dalla rabbia correlato al fenomeno dell’auto alimentazione a feedforward”.

Proprio come si evince dal referto dell’autopsia di Richard Gardner.

http://figlipersempreonlus.wordpress.com/2012/10/14/richard-gardner-i-falsi-abusi-e-la-sindrome-di-alienazione-parentale/

Lo strano caso del Dr. Gardner e Mr Hyde

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Credits: Jekyll & Hyde (1990) – American Broadcasting Company (ABC)

Come si è già spiegato su questo blog le questioni relative al lavoro scientifico di Richard Gardner sono assai complesse.

Ma quello che colpisce è la granitica sicurezza con cui i detrattori delineano una figura dai tratti quasi diabolici, dedita al compito infame di sminuire la gravità degli abusi sessuali per difendere i suoi clienti (che secondo i detrattori sono certamente tutti colpevoli). Una specie di dottor Jekyll che però appare sempre nei panni del malvagio mister Hyde.

Proviamo quindi ad ipotizzare la trama del romanzo su Gardner secondo la versione dei suoi detrattori, partendo dall’articolo di Stephanie Dallam.

La Dallam è un’infermiera, membro fondatore dell’associazione femminista Leadership Council che dopo essersi dedicata alla psicologia ha fondato in un ranch una struttura per l’accoglienza dei minori abusati.

Di seguito forniremo poi una versione che rende giustizia a Gardner e così il lettore potrà metterle a confronto per vedere quale delle due è la più verosimile.

Secondo l’articolo della Dallam, Richard Gardner è stato un eminente esperto forense, una vera autorità nel campo delle perizie in materia di affido dei figli. Le teorie e le tecniche da lui sviluppate sono servite come base per le decisioni sui minori nelle corti americane. Oltre che di figli contesi tra i genitori e di accuse di abuso, Gardner si è occupato dell’isteria collettiva sugli abusi sessuali verificatasi negli USA a cavallo tra gli anni 80 e 90 e anche su questo tema le opere di Gardner, per quanto criticate, sono ben conosciute dai professionisti che si occupano del problema. Ma dopo questo prologo ecco apparire sulla scena il malvagio mister Hyde. La vera finalità delle teorie e delle tecniche terapeutiche di Gardner sarebbe orribile ed inaccettabile. Secondo i detrattori la sua opera professionale avrebbe un solo scopo: quello di sminuire la gravità degli abusi sessuali sui minori, riconciliare i minori con l’idea che fare sesso con gli adulti è cosa normale e quindi far scagionare chi commette gli abusi dalle accuse. Gardner dunque sarebbe andato in giro per le corti USA a difendere persone accusate di abusi sessuali sui minori e avrebbe vinto le sue cause grazie alla sua autorevolezza facendo scagionare i suoi clienti. Ma negli stessi anni avrebbe descritto in alcuni dei suoi molti libri la teoria secondo cui abusare dei minori non è una cosa grave e chi lo fa va considerato come una vittima delle circostanze, con ciò palesando il suo vero scopo, quello di sostenere le tesi della lobby internazionale dei pedofili. E la cosa incredibile è che i giudici di fronte ad un personaggio così francamente diabolico avrebbero ammesso le sue testimonianze come esperto nei processi in materia di abusi ed in moltissimi casi gli avrebbero dato ragione. La vita di Gardner termina nel 2003 quando si sarebbe suicidato (secondo i detrattori per il rimorso delle sue malefatte) infliggendosi decine di ferite con un coltello da macellaio.

Se dunque questa fosse la trama di un film hollywoodiano il produttore avrebbe certamente da obiettare e lo staff degli sceneggiatori si dovrebbe mettere al lavoro per trovare qualche escamotage per salvare il copione. Ma le possibili pezze a questa trama piena di buchi hanno ben pochi gradi di libertà. O si descrive il malvagio Gardner come dotato di poteri suggestivi sovraumani (un alieno o un praticante di magia nera) oppure si deve allargare il campo e coinvolgere nella cospirazione anche le centinaia di giudici americani che gli hanno dato retta, oltre che le migliaia di studiosi di tutto il mondo che ancora oggi citano le sue opere.

Qual’è allora la verità sul caso Gardner? Le premesse sull’importanza di Gardner sono le stesse. Anzi è sintomatico che persino chi lo vuole descrivere come un mostro sia costretto ad ammettere la sua autorevolezza di studioso. Ma quando si passa però ai motivi dei suoi successi nelle corti americane la spiegazione non può che essere che il suo lavoro era eccellente e che le sue ipotesi sui casi di cui si occupava erano fondate.

Ma allora come si spiegano le citazioni contenute nell’articolo di Stephanie Dallam con cui viene supportata la descrizione di Gardner come malvagio mister Hyde? La spiegazione richiede una analisi più approfondita del capitolo 11 del volume True and False Accusations da cui sono tratte che viene riportata in un altro post.

Ma anche qui è possibile dare almeno alcune coordinate con cui leggere le citazioni allargando il campo all’intero discorso che lo studioso sviluppa nel suo massiccio volume di 748 pagine.

Vediamo dunque per punti quali sono le posizioni esposte da Gardner.

  1. Gardner non sosteneva affatto che gli abusi sessuali sui minori non sono dannosi, ma piuttosto che non tutti i casi di abuso hanno la medesima gravità in termini di trauma sui minori coinvolti. Il danno va valutato caso per caso.
  2. Gardner sosteneva che certe terapie per l’abuso invece di rimediare al danno lo esacerbano a causa dell’imperizia di terapeuti improvvisati (i peggiori sono i seguaci dell’ideologia degli “abusologi” secono cui gli abusi sessuali hanno una enorme diffusione e sono sistematicamente ignorati dalle autorità). Infatti insistere con la terapia quando il minore ha già superato la fase di trauma significa prolungare inutilmente la portata del danno. La terapia è una forma di pratica sanitaria e come tale va svolta con estrema cautela nella sola misura e per il tempo necessario. Le terapie infatti possono produrre effetti collaterali anche dannosi
  3. Il caso peggiore di terapia dannosa è quello delle false accuse, quando un minore che non ha subito nessun tipo di abuso viene preso in carico e “curato” come se fosse vittima di abuso. Anche in questi casi il terapeuta “abusologo” può causare danni incalcolabili perché curare da abusati i non abusati produce un trauma iatrogeno. Gardner ne parla nel capitolo 10 del volume “True and false accusations…”.
  4. Gardner sosteneva che in caso di abusi intrafamiliari l’intero nucleo deve essere trattato, assieme al minore. Tuttavia Gardner precisa che ciò è possibile solo se la persona che ha commesso l’abuso ammette le sue colpe e si sottopone ad una valutazione clinica sulla sua pericolosità. Se l’abuso è stato lieve e la persona risulta priva di tendenze pedofile conclamate, allora il terapeuta può tentare un trattamento, ma solo dopo aver ottenuto garanzie che ogni pericolo di ulteriore abuso sarà accuratamente evitato.
  5. Il punto più frainteso del modello terapeutico di Gardner è quello che include nel complesso del danno subito dal minore non soltanto il singolo evento costituito dall’abuso, ma anche l’insieme di reazioni psicologiche che si scatenano nel minore abusato. Tra esse rilevante è il senso di colpa per la rottura della relazione con il familiare che ha commesso l’abuso (che può essere il padre, ma anche un fratellastro o un cugino). Questo spiega l’enfasi assegnata da Gardner alla fase di valutazione della gravità dell’abuso e della pericolosità dell’abusante. Se è possibile con la massima cautela evitare la rottura definitiva della relazione, allora ciò è di aiuto per un più rapido superamento del trauma da parte del minore.
  6. Gran parte di quanto sopra esposto non è affatto una peculiarità del modello terapeutico di Gardner. Ai tempi della pubblicazione del libro True and False Accusations (1992) questi consigli non erano dissimili da principi largamente condivisi nella prassi dei terapeuti di ogni tipo. Nel 1997 l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry ha pubblicato “Practice Parameters for the Forensic Evaluation of Children and Adolescents Who May Have Been Physically or Sexually Abused”. Gardner è stato un consulente per la commissione che ha elaborato questo documento, e i suoi libri del 1992 e 1995 che descrivono i suoi protocolli vengono citati in questo documento.

Il riassunto del complesso ragionamento contenuto nelle 748 pagine del volume True and False Accusations non può che essere lasciato ad un altro post più completo.

Ma questi brevi spunti possono servire almeno a tratteggiare una diversa trama del “caso Gardner”, dove non serve invocare poteri misteriosi di suggestione per spiegare lo strano successo ottenuto da Gardner presso le corti americane e nella letteratura scientifica internazionale.

Il successo di Gardner ha una sola spiegazione (la più ovvia). Gardner nel suo campo era uno dei migliori, e per questo si è fatto anche molti nemici.

L’accusatrice di Richard Gardner

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Stephanie Dallam
(Credits: http://www.workingnurse.com)

La sequenza di articoli su Internet contro Richard Gardner ha un’unica fonte documentale e tutti i siti italiani che diffamano Gardner riprendono questa fonte. Il libro di Gardner da cui le citazioni sono state tratte non viene neppure consultato, anche perché non è stato tradotto in italiano.

L’autrice dell’articolo contro Gardner si chiama Stephanie Dallam.

La Dallam ha pubblicato nel 1998 sulla rivista Treating Abuse Today un articolo dal titolo “Dr. Richard Gardner: A Review of His Theories and Opinions on Atypical Sexuality, Pedophilia, and Treatment Issues”. Nell’articolo la Dallam riporta quelle che – secondo la sua personale interpretazione – sarebbero le vere convinzioni di Gardner, citando alcune frasi estrapolate dal suo libro del 1992 “True and False Accusations of Child Sex Abuse”.

Ma chi Stephanie Dallam? Un suo ritratto compare in un articolo pubblicato nel sito Internet delle infermiere della California www.workingnurse.com.

Stephanie Dallam
(Credits: http://www.workingnurse.com)

La Dallam infatti è un’infermiera professionale che all’inizio degli anni 90 lavorava presso la clinica dell’Università Missouri-Columbia con i bambini sofferenti a causa di malattie o incidenti. Nel corso del suo lavoro venne a contatto anche con minori che avevano sofferto traumi psicologici a causa degli abusi fisici subiti in famiglia. Colpita dal fatto che secondo lei le sofferenze psicologiche dei giovani pazienti venivano sottovalutate decise di frequentare corsi di psicologia e cominciò così ad interessarsi al fenomeno degli abusi sui minori. Si fece l’idea che le accuse di abusi sessuali sui minori fossero spesso considerate infondate a causa dell’attività manipolatoria di gruppi organizzati che intendevano  agire sull’opinione pubblica per minimizzare la gravità degli abusi sessuali sui minori.

Per combattere questo fenomeno la Dallam nel 1998 fondò il Leadership Council on Childhood Abuse and Interpersonal Violence un’organizzazione non profit di cui fanno parte anche Joyanna Silberg e Paul Fink, due persone molto attive come detrattori dell’alienazione parentale. Paul Fink è noto anche per un articolo in cui ha affermato sulle pagine della rivista Clinical Psychiatry News che “i gruppi che stanno chiedendo il riconoscimento della PAS nel DSM-V sono interessati a farlo perchè non vogliono interferenze nella loro attività di abuso sui bambini“. A questo articolo seguì un putiferio di reazioni indignate da parte degli studiosi che lavorano nel campo della PAS e Fink dovette ritrattare per evitare querele. Joyanna Silberg invece è nota come autrice della teoria della Domestic Violence by proxy, secondo cui la PAS sarebbe inesistente quando ne sono bersaglio i padri, mentre si tratterebbe di violenza domestica per procura nei casi in cui le madri ne sono bersaglio e perdono i figli per la manipolazione del padre.

La Dallam e il Leadership Council sono convinti che in moltissimi casi i giudici dopo la separazione dei genitori in caso di contesa sulla custodia affiderebbero i minori alla custodia del genitore che ha abusato di loro (cioè – secondo la Dallam – il padre). Negli Stati Uniti ciò avverrebbe in ben 5000 casi ogni anno, anche se l’articolo non specifica la fonte di questo dato statistico.

La signora Dallam ha fondato anche una struttura per il recupero dei minori traumatizzati collocata in un ranch da lei attrezzato a  questo scopo dove pratica la ippoterapia con i cavalli.

L’articolo della Dallam contro Gardner sintetizza alcuni contenuti del libro di Richard Gardner “True and False Accusations of Child Sex Abuse”, un volume di 748 pagine pubblicato nel 1992 che riassume gli esiti della decennale esperienza clinica di Gardner con i minori abusati. Dallam ad esempio riporta solo alcune frasi tratte dal capitolo che parla della terapia del minore e dei componenti della sua famiglia, alla luce delle ipotesi teoriche di Gardner sul tentativo di interpretazione in senso evoluzionistico delle patologie della sessualità umana di cui si parla in questo post. Sugli altri punti trattati dall’articolo si rimanda questo post. La Dallam conclude la sua analisi sostenendo che le idee di Gardner sarebbero  simili a quelle di un’organizzazione a favore della pedofilia attiva negli USA negli anni 80 il NAMBLA.

Gardner nel 2002 ha pubblicato un articolo di replica alle critiche e alle accuse che gli erano stato rivolte anche da altre fonti precisando:

Non sono mai stato membro di questa organizzazione, e sono contrario ai suoi principi. Gi uomini che hanno rapporti sessuali con i ragazzi li sfruttano, corrompono, e contribuiscono alla sviluppo in loro di psicopatologie sessuale. La posizione del NAMBLA è che se il bambino acconsente, allora l’atto pedofilo è accettabile e persino auspicabile. Si tratta di una razionalizzazione di una depravazione. I bambini possono essere sedotti rendendoli consenzienti a qualsiasi cosa, compreso l’omicidio. La società deve proteggersi da coloro che vorrebbero sfruttare i nostri figli. Il carcere è un posto ragionevole per fornire tale protezione. [The American Journal of Family Therapy, Volume 30, Issue 5 October 2002 , pages 395 – 416]

Le precisazioni di Gardner sulle accuse diffamatorie nei suoi confronti

Misinformation Versus Facts About the Contributions of Richard A. Gardner, M.D.

Osservazioni preliminari

Questo documento è stato elaborato per fornire alcune correzioni per false dichiarazioni e immagini distorte di alcuni dei miei contributi. Ci sono stati sfortunati fraintendimenti di alcune mie posizioni su una serie di questioni. Alcuni di questi fraintendimenti provenivano da conflitti in ambito giudiziario, dove spesso avvocati selezionano materiale fuori dal loro  contesto al fine di migliorare le loro posizioni in un tribunale. Questa è la natura del sistema legale, ed è una delle cause della polemica che a volte circondano i miei contributi. Alcune di queste idee sbagliate e false dichiarazioni sono diventate talmente diffuse che ho ritenuto necessario scrivere questo articolo.

Errata percezione: il Dr. Richard Gardner è prevenuto nei confronti delle donne

Fatto: questo non può essere ragionevolmente giustificate da nulla che io abbia mai scritto, insegnato, o testimoniato in un tribunale. Per quanto riguarda la discriminazione tra i sessi associati alla sindrome di alienazione parentale, i fatti sono che io in genere consiglio che le madri che inducono PAS lieve e moderata mantengano la custodia primaria. Solo quando PAS è grave, o sta progredendo rapidamente verso il livello grave, e la madre è il principale responsabile, consiglio un cambio di custodia. Ma questo rappresenta solo una piccola percentuale di casi. E queste sono esattamente le raccomandazioni che faccio nel mio libro Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS).

Errata percezione: Dr. Gardner è un avvocato per i diritti degli uomini

Fatto: non sono stati mai iscritto ad alcun tale gruppo. Non sono mai stato iscritto ad alcun gruppo di pressione. Molti uomini in gruppi che difendono i diritti degli uomini apprezzano la mia opera perchè ho giocato un importante ruolo nel portare all’attenzione del pubblico le false accuse di abuso sessuale nel contesto di dispute sulla custodia dei figli e testimoniato a favore di uomini innocenti. Tuttavia, molti uomini negli stessi gruppi sono critici del mio operato perché non raccomando il cambiamento di custodia per le madri che hanno indotto livelli moderati o lievi di PAS nei loro figli. Come detto, faccio tale raccomandazione per una percentuale relativamente piccola di madri che hanno prodotto livelli formidabili di PAS di grado moderato e/o livelli gravi di PAS.

Errata percezione: il Dr. Gardner testimonia prevalentemente a sostegno di uomini

Fatto: Non c’è assolutamente alcuna base per questo mito. Ho testimoniato a favore delle donne che sono state vittime di PAS indotta dai mariti, e ho testimoniato in favore degli uomini le cui mogli inducono PAS. In effetti, negli ultimi anni il numero di PAS indotta da padri è aumentato, fino al punto che io vedo un rapporto di circa 50/50.

Errata percezione: il Dr. Gardner decide in base a chi lo paga

Fatto: Quando decido di occuparmi di un contenzioso per la custodia dei figli, ogni potenziale cliente deve considerare tre punti. In primo luogo, ogni sforzo deve essere fatto per coinvolgermi come perito del tribunale.  Se questo fallisce potrei, dopo aver studiato il caso, fare da consulente di parte, ma non faccio promesse in anticipo che sosterrò tale parte. Richiedo di firmare un documento in cui il cliente si impegna a pagare la mia parcella, anche per la mia testimonianza, anche se alla fine decido di sostenere la parte opposta. Ci sono stati casi in cui nel corso della mia valutazione ho concluso che la parte opposta aveva ragione ed ho testimoniato in tal senso.

Errata percezione: le pubblicazioni del Dr. Gardner non sono state validate da un referee

Fatto: ho pubblicato circa 150 articoli di cui circa 85 in riviste con referee.

Errata percezione: Dr. Gardner ha la sua propria casa editrice, Creative Therapeutics, Inc., attraverso cui pubblica tutti i suoi libri

Fatto: sono proprietaro di Creative Therapeutics, Inc., e dal 1978 ho pubblicato la maggior parte (ma non tutti) i miei libri tramite Creative. Therapeutics.  L’implicazione è che la Creative Therapeutics è una sorta di vanità e che, se non fosse stato per questa, non sarei riuscito a trovare editori per i miei libri:. I fatti sono che tra il 1960 e il 1968 ho pubblicato libri con i seguenti altri editori: Bantam Books-4, Jason Aronson, Inc.-6, Avon Books-1, Doubleday-1, Prentice- Hall-2, Putnam’s GP-1. Inoltre, Creative Therapeutics non ha pubblicato nessuna delle traduzioni straniere dei miei libri. Bantam nel 1991 ha pubblicato la seconda edizione del mio libro, Il libro dei genitori sul divorzio. Inoltre, ho periodicamente ricevuto inviti da altri editori per scrivere libri. La ragione principale per cui, negli ultimi anni, ho pubblicato attraverso Creative Therapeutics è che ho una maggiore autonomia riguardo il formato dei libri ed i contenuti, e i rendimenti sono più favorevoli.

Errata percezione: Dr. Gardner è nel comitato esecutivo della Fondazione Sindrome della Falsa Memoria

Realtà: Non sono mai stato in questo comitato. Lo annunceranno loro stessi. Io sono certamente favorevole al contributo della Fondazione di portare attenzione al fenomeno in cui donne sono state portate — specialmente da terapeuti —  a credere di essere state abusate nell’infanzia, quando non vi è assolutamente alcuna prova di ciò.  Riconosco che Fondazione è la principale forza nel denunciare questo abominio all’attenzione del mondo, e che ha avuto un ruolo importante nel ridurre il fenomeno negli ultimi anni.   Tale apprezzamento non preclude il mio riconoscimento del fatto che in buona fede, l’abuso sessuale è un fenomeno diffuso e che ci sono anche le donne che possono avere limitato ricordo di abusi subiti. Sono d’accordo con la Fondazione che la psicoterapia è stata ipervenduto al pubblico, ed è un metodo meno scientifico di trattamento rispetto a quanto generalmente si crede. Tuttavia, credo che la posizione della Fondazione sulla psicoterapia sia troppo rigoroso arrivando fino al punto che nessuna forma di psicoterapia è considerata efficace.  Alcune forme di psicoterapia possono essere utili per pazienti selezionati quando trattati da terapeuti altamente competenti.   Sebbene questa sia una situazione non comune, esiste.

Errata percezione: Dr. Gardner ritiene che ai pedofili dovrebbe essere concessa la custodia primaria dei loro bambini

Fatto: considero la pedofilia un disturbo psichiatrico, un abominevole sfruttamento dei bambini. Non ho mai sostenuto un pedofilo/a nella sua domanda dell’affido primario. Siccome ho testimoniato per conto di imputati accusati falsamente, alcuni sostengono che io protegga i pedofili ed abbia simpatia per quello che fanno. Non c’è assolutamente nulla di nulla che io abbia mai detto o scritto a sostegno di questa assurda affermazione. Quando concludo in una causa che un padre accusato ha davvero tendenze pedofile, io propongo alla Corte di fornire protezione ai bambini. Certamente mai consiglierei dare la custodia primaria ad un tale genitore.

Errata percezione: il Dr. Gardner sostiene ed è pienamente in sintonia con la pratica della pedofilia

Fatto: Non c’è assolutamente nulla che io abbia mai detto in nessuna delle mie lezioni, o in  tutto ciò che ho scritto in nessuna delle mie pubblicazioni a sostegno di questa affermazione.  Questa è la mia posizione sulla pedofilia: ritengo sia una forma di disturbo psichiatrico. Inoltre, ritengo che coloro che commettono tali atti degli sfruttatori di vittime innocenti con poca o nessuna sensibilità per i potenziali effetti del loro comportamento sulle loro vittime. Molti sono psicopatici, come dimostra la loro incapacità di proiettarsi nella posizione dei bambini che hanno sedotto, e l’ignorare le potenziali conseguenze future sul bambino del loro comportamento abominevole.
Di conseguenza, abbiamo tutti bisogno di protezione da pedofili. Il carcere è certamente un rimedio adeguato per fornirci tale protezione. Questo è vero soprattutto perché la stragrande maggioranza dei pedofili non sono in grado di venire curati, e nemmeno aiutati in modo significativo dalla psicoterapia — nonostante quanto dicono alcuni psicoterapeuti. In età adulta l’orientamento pedofilo è ormai profondamente impiantata nel circuito cerebrale e non può essere modificato da un approccio così superficiale come la “terapia della parola.”  Né è probabile che possa essere cambiato in misura significativa mediante tecniche di condizionamento. È ragionevole credere che si possa raggiungere questo obiettivo quanto credere che si possa cambiare un adulto omosessuale in eterosessuale, e viceversa.
Sono anche a favore della legge che richiede che le comunità siano a conoscenza della presenza in mezzo a loro di pedofili che sono appena stati rilasciati dal carcere. Credo, tuttavia, che le stesse leggi debbano essere applicate a coloro che sono stati condannati per alcuni altri crimini come lo stupro (che in un certo senso è simile alla pedofilia), l’omicidio, incendio doloso, e altri reati che presentano rischi formidabili per la comunità. In breve, non ho assolutamente alcuna simpatia per i pedofili, e il fatto che io abbia testimoniato nei tribunali a difesa di soggetti innocenti che sono stati ingiustamente accusati di pedofilia, non significa che io abbia alcuna simpatia per coloro che davvero commettono un tale crimine efferato.

Errata percezione: il Dr. Gardner ritiene che la pedofilia è una buona cosa per la società

Fatto: io credo che la pedofilia è un male per la società. Credo, tuttavia, che la pedofilia, come altre tutte le forme atipiche di sessualità umana è parte del repertorio e che tutti gli esseri umani sono nati con la possibilità di sviluppare una qualsiasi delle sessualità atipiche (che sono denominate parafilie dal DSM-IV). Il mio riconoscimento che una forma di comportamento è parte del potenziale umano non è l’approvazione di tale comportamento. Lo stupro, l’omicidio, il sadismo sessuale, e le molestie sessuali sono tutti parte del potenziale umano. Ciò non vuol dire che io approvi questi abomini.

Errata percezione: il Dr. Gardner ritiene che la stragrande maggioranza delle accuse di incesto siano false

Fatto: io credo che la stragrande maggioranza delle accuse di incesto sono vere. Ci sono varie categorie di accuse, ad esempio contro babysitter, preti scout, maestri, insegnanti, stranieri, e le accuse nell’ambito di controversie per l’affido dei figli. Ogni categoria ha la sua frazione media di accuse vere e false. È solo nella categoria delle controversie per l’affido dei figli che io ritengo che la stragrande maggioranza delle accuse siano false, e la letteratura scientifica supporta questa convinzione. Questo categoria è solo una delle tante, e anche se le false accuse in controversie per l’affido dei figli sono pratica comune, questa categoria rappresenta solo una piccola frazione di tutti i gruppi combinati. Unendo tutti i gruppi, ritengo che la stragrande maggioranza delle accuse di abuso sessuale siano vere.

Errata percezione: il Dr. Gardner sostiene l’associazione North American Man / Boy Love (NAMBLA)

Fatto: non sono mai stato membro di questa organizzazione, e sono contrario ai suoi principi. Gi uomini che hanno rapporti sessuali con i ragazzi li sfruttano, corrompono, e contribuiscono alla sviluppo in loro di psicopatologie sessuale. La posizione del NAMBLA è che se il bambino acconsente, allora l’atto pedofilo è accettabile e persino auspicabile. Si tratta di una razionalizzazione di una depravazione. I bambini possono essere sedotti rendendoli consenzienti a qualsiasi cosa, compreso l’omicidio. La società deve proteggersi da coloro che vorrebbero sfruttare i nostri figli. Il carcere è un posto ragionevole per fornire tale protezione.

Errata percezione: La PAS non è una sindrome

Fatto: Ci sono alcuni che sostengono che la PAS non sia in realtà una sindrome. Questa critica è soprattutto vista nei tribunali nel contesto di controversie per le custodie dei bambini. Si tratta di un argomento a volte promulgato da coloro che sostengono che la PAS nemmeno esiste. La PAS è un disturbo molto specifico. Una sindrome, per definizione medica, è un insieme di sintomi, che si verificano insieme, che caratterizzano una specifica malattia. I sintomi, anche se apparentemente disparati, possono venire raggruppati a causa di una eziologia comune o una causa di base sottostante. Inoltre, vi è una consitenza che la maggior parte (se non tutti) dei i sintomi compaiono insieme. Di conseguenza, vi è una sorta di purezza che è una sindrome ha e non essere vista in altre malattie. Per esempio, una persona che soffre di polmonite da pneumococco può avere dolori al petto, tosse, secrezioni purulenti e febbre. Tuttavia, una persona può avere la stessa malattia senza che tutti questi sintomi si manifestano. Una sindrome è spesso più “pura”, in quanto la maggior parte (se non tutti) i sintomi prevedibilmente si manifestano. Un esempio potrebbe essere la sindrome di Down, che include una serie di sintomi apparentemente disparati che non sembrano avere un legame comune. Questi includono ritardo mentale, espressioni del viso di tipo mongoloide, labbra cadenti, occhi a mandorla, quinto dito breve e piaghe atipiche sui palmi delle mani. C’è una coerenza in questo che le persone che soffrono di sindrome di Down spesso sembrano molto simili e più in genere presentano tutti questi sintomi. L’eziologia comune di questi sintomi disparati riguarda una anomalia cromosomica specifica. È questo fattore genetico che è responsabile e che collega tra loro questi sintomi apparentemente disparati. C’è poi una causa primaria della Sindrome di Down: una anomalia genetica.

Allo stesso modo, la PAS è caratterizzata da un insieme di sintomi che di solito appaiono insieme nel bambino, soprattutto nei tipi di PAS moderata e grave. Sono i seguenti:
1. Una campagna di denigrazione
2. Razionalizzazioni deboli, assurde o frivole
3. Mancanza di ambivalenza
4. Il fenomeno del “pensatore indipendente”
5. Sostegno riflessivo al genitore alienante nel conflitto fra i genitori
6. Assenza di senso di colpa per la crudeltà e / o sfruttamento del genitore alienato
7. La presenza di scenari presi a prestito
8. Animosità diffusa anche contro amici e/o la famiglia allargata del genitore alienato
In genere, i bambini che soffrono di PAS esibiscono la maggior parte (se non tutti) di questi sintomi. Questo è quasi uniformemente il caso per il tipo moderato e grave. Tuttavia, nei casi lievi si potrebbero non vedere tutti gli otto sintomi. Quando i casi lievi progrediscono a moderati o grave, è molto probabile che la maggior parte (se non tutti) i sintomi saranno presenti. Il risultato è la coerenza nei bambini PAS simili l’uno all’altro. È a causa di queste considerazioni che la PAS è una “diagnosi” relativamente pura che può essere fatta facilmente. Come è per altre sindromi, c’è una causa di fondo: la programmazione da parte di un genitore alienante, in congiunzione con contributi aggiuntivi da parte del bambino programmato. È per queste ragioni che la PAS è davvero una sindrome, ed è una sindrome secondo la migliore definizione medica del termine.

Errata percezione: la PAS non esiste perché non è nel DSM-IV

Fatto: Ci sono alcuni — soprattutto gli avversari nelle controversie legali per l’affido dei figli —  che affermano che non esiste la PAS, che è solo una teoria, o che è la “teoria di Gardner”.  Alcuni sostengono che essa è solo frutto della mia immaginazione. L’argomento principale addotto per giustificare questa posizione è che non appare nel DSM-IV. I comitati del DSM giustamente sono abbastanza conservatori per quanto riguarda l’inclusione dei fenomeni clinici descritti di recente e richiedono molti anni di ricerche e pubblicazioni prima di considerare l’inclusione di un disturbo. Questo è giusto. La PAS esiste! Qualunque avvocato coinvolto in custodie per l’affido dei figli può attestarlo.  I professionisti della salute mentale ed i legali coinvolti in tali controversie la osservano. Potrebbero non volerla vedere.  Possono dargli un altro nome (come “alienazione genitoriale”). Ma questo non esclude la sua esistenza. Un albero esiste come albero a prescindere dalla reazioni di chi lo guarda. Un albero esiste ancora anche se alcuni potrebbero dargli un altro nome. Se un dizionario selettivamente decide di omettere la parola “albero” dalla sua compilazione di parole, ciò non significa che l’albero non esista. Significa solo che chi ha scritto quel libro ha deciso di non includere quella particolare parola. Allo stesso modo, se qualcuno guarda un albero e dire che l’albero non esiste non fa sparire l’albero. Significa solo che lo spettatore, per qualche ragione, non vuole vederlo.  Dire che la PAS non esiste perché non è elencata nel DSM-IV è come dire che la malattia di Lyme nel 1980 non esisteva perché non era elencata. La PAS non è una teoria, è un dato di fatto .
Ma perché questa polemica, in primo luogo?  Di solito non si ha una tale controversia per quanto riguarda la maggior parte delle altre entità cliniche in psichiatria. Gli esaminatori possono avere opinioni diverse per quanto riguarda l’eziologia e il trattamento di un disturbo psichiatrico particolare, ma di solito c’è un certo consenso sulla sua esistenza. E questo dovrebbe essere soprattutto il caso di un “disordine” relativamente puro come la PAS, un disturbo che è facilmente diagnosticabile a causa della somiglianza dei sintomi in bambini diversi. Nel corso degli anni, ho ricevuto molte lettere da persone che hanno detto in sostanza: “Il suo libro sulla  è inquietante. Lei non mi conosce, ma il suo libro ha descritto quanto accaduto nella mia famiglia. Lei ha scritto il suo libro prima che tutti questi guai iniziassero. È quasi come se avesse previsto cosa sarebbe successo”.  Perché, allora,una tale controversia sull’esistenza della PAS? Una spiegazione sta nella situazione in cui la PAS emerge e in cui la diagnosi è fatta: contenziosi viziosi per l’affido dei figli. Una volta che un problema è portato davanti a un tribunale, nel contesto di un procedimento in contraddittorio, conviene ad una parte opporsi a qualunque cosa sostenga la controparte. Un genitore accusato di provocare la PAS in un bambino può avvalersi dei servizi di un avvocato che può invocare l’argomento che non esiste una cosa come la PAS. E se questo avvocato può dimostrare che la PAS non è elencata nel DSM-IV, la posizione è considerata “provata”. In realtà, l’unica cosa provata è che il DSM-IV non elenca ancora la PAS.
Un altro fattore operativo nella controversie riguarda le false accuse di abuso sessuale che sono spesso una conseguenza della PAS. È un problema talmente comune che ci sono molti che confondono la PAS con le false accuse di abuso sessuale. Coloro che negano l’esistenza di false accuse di abuso sessuale, allo stesso tempo spesso negano l’esistenza della PAS. Pertanto, le persone che sostengono che la PAS esiste possono trovarsi criticate come persone che non credono nell’esistenza di abusi sessuali veri.

Errata percezione: il Dr. Gardner utilizza tecniche coercitive in cui forza bambini a dire tutto quello che vuole

Fatto: Ho fatto ogni tentativo di videoregistrare le interviste dei figli che sostengono di aver subito abusi. Ho fatto centinaia di ore di questo tipo di interviste. Mai nessuno ha potuto dimostrare una sola coercizione in queste sedute. In realtà, le mie interviste sono spesso viste in un altro locale, attraverso un monitor, da genitori, avvocati, professionisti della salute mentale e, talvolta, terapeuti dei bambini. Mai nessuno ha lamentato che le mie interviste sono state coercitive, anche in circostanze in cui le parti potevano interrompere la mia intervista mentre era in corso. I nastri dell’intervista sono disponibili per entrambe le parti e mai un avvocato avversario ha cercato di sostenere in tribunale che la mia intervista è stata coercitiva.

Errata percezione: il Dr. Gardner è stato escluso dalla testimonianza di molti tribunali di diritto negli Stati Uniti

Fatto: Questo è puro mito. Fino ad oggi mi ho testimoniato direttamente in circa 30 stati e in altri via telefono. Faccio questo lavoro dal 1960. Mai nessuna corte di giustizia non mi ha riconosciuto come esperto.

Errata percezione: il Dr. Gardner afferma che egli è un professore clinico di psichiatria infantile alla Columbia University College of Physicians and Surgeons, ma insegna molto poco laggiù

Fatto: L’implicazione di questa affermazione è che io in qualche modo abbia presentato in modo non corretto le mie credenziali. Sono stato affiliato alla facoltà della Columbia Medical School dal 1963.  Nei primi anni insegnavo più che nel recente passato, ma questa riduzione del carico didattico è comune per i membri di alto livello delle facoltà di medicina. Ancora più importante, le persone che svolgono attività di ricerca e scrittura in genere insegnano meno. Questa è stata la mia posizione.
Quando venni promosso al rango di professore ordinario nel 1983 ero la prima persona nella storia del Dipartimento di Psichiatria Infantile della Columbia a raggiungere quel grado pur lavorando principalmente come privato (piuttosto che a tempo pieno nella facoltà). Dovevo soddisfare tutti gli stessi requisiti necessari per la promozione dei docenti universitari a tempo pieno. E lo stesso era vero anche quando venni promosso al rango di professore associato alcuni anni prima.

Errata percezione: i protocolli del Dr. Gardner per la valutazione di abuso sessuale non sono riconosciuti dalla American Academy of Child and Adolescent Psychiatry

Fatto: i miei protocolli, non solo seguono le linee guida delineate nel “Linee guida per la conduzione di valutazioni di abusi”, pubblicato nel 1998 dalla American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, ma il mio libro, Protocols for the Sex-Abuse Evaluation, è citato come uno dei riferimenti. Ancora più importante, sono stato invitato a servire come consulente nel comitato incaricato di di formulare questo documento.

Errata percezione: i protocolli del Dr. Gardner non hanno alcuna validità scientifica

Fatto: Il mio libro Protocols for the Sex-Abuse Evaluation fornisce riferimenti scientifici per la maggior parte dei criteri che uso per distinguere tre vere e false accuse di abuso sessuale. Nessun competente professionista ha mai rivendicato in un tribunale o in una pubblicazione che nessun singolo criterio in questo volume manca di validità scientifica. In realtà, i criteri che uso sono derivati dalla stessa letteratura che altri usano per discriminare tra accuse vere e false. Comunque, la mia lista di criteri di differenziazione è generalmente più lunga e più completa rispetto a qualsiasi altra delle liste che ho visto.

Errata percezione: l’interesse del dr. Gardner nel campo della abusi sessuali sui bambini è probabilmente legato al fatto che egli stesso è in qualche modo contaminato, ad esempio è stato sessualmente abusato da un bambino, o egli stesso è un consumatore di sesso

Fatto: non sono mai stato sessualmente abusato da bambino comportamento. Non ho mai abusato sessualmente di un bambino, né sono mai stato accusato di ciò.

Errata percezione: l’interesse del dr. Gardner in controversie per la custodia dei bambini deriva probabilmente dal fatto che egli stesso è stato coinvolto in controversie

Fatto: Non sono mai stato coinvolto in una custodia per la disputa dei miei figli.

Errata percezione: il lavoro del Dr. Gardner è “controverso”

Fatto: L’implicazione è che l’esistenza di una polemica implichi qualcosa di specioso nei miei contributi. È ‘vero che la maggior parte degli sviluppi scientifici sono inizialmente “controversi”, quando discussi nelle aule di tribunali. Fa parte del mestiere degli avvocati sollevare dubbi che non esistono. Questo è inevitabile nel contesto di un procedimento in contraddittorio. Un buon esempio di questo fenomeno è il modo in cui è stata trattato il test del DNA nel processo di OJ Simpson. Il test del DNA è una delle procedure scientificamente più valide. Ma la giuria ha ritenuto opportuno mettere in discussione la validità di tali prove, ed il DNA è diventato, in quel processo, controverso. Quelli che svalutano il mio contributo, perché alcuni lo definiscono “controverso” aggirarano il vero problema, vale a dire, che cosa in particolare ha generato la polemica, e, ancora più importante, quello che ho detto è ragionevole e valido?  Controverso non vuole dire falso.

Errata percezione: il Dr. Gardner ha un pubblicista

Fatto: Ci fu un periodo di circa nove mesi (autunno 1992 e estate 1993) quando mi avvalei dei servizi di un pubblicista solo. Lo scopo era di attirare l’attenzione pubblica su di un caso molto importante nel quale ero coinvolto.  Quella è stata l’unica volta che ho utilizzato i servizi di un pubblicista.

Errata percezione: il Dr. Gardner è estremamente costoso e rappresenta solo i ricchi

Fatto: le mie tariffe sono superiori alla media, ma paragonabili a quelli delle persone al mio livello di esperienza e competenza. Ho fatto anche una notevole quantità di lavoro pro bono. In ogni momento ho uno o due pazienti pro bono, cui mi dedico come se mi pagassero. Non differisco in questo da molti altri medici che fanno pagare la tariffa piena a chi può permettersela e forniscono servizi a basso costo o addirittura a costo zero as altri.

Errata percezione: il lavoro del Dr. Gardner sulla PAS e l’abuso sessuale non è generalmente riconosciuto dalle comunità professionali

Fatto: questa vaga affermazione non specifica quali “comunità professionali” non riconoscono il mio lavoro. Ho pubblicato circa 65 articoli pubblicati su riviste scientifiche sulla sindrome di alienazione genitoriale. Inoltre, istituzioni sia giuridiche che mediche mi hanno invitato ripetutamente per conferenza sulla PAS e sugli abusi sessuale, e migliaia di persone hanno assistito alle mie lezioni in tutti gli Stati Uniti, in Canada e in alcuni paesi all’estero.

Errata percezione: la PAS non è stata riconosciuta nei tribunali

Fatto: Anche in questo caso, non si specifica in quali tribunali. Anche se ci sono certamente giudici che non hanno ancora riconosciuto la PAS (non ho esitazione ad usare la parola “ancora”) non c’è dubbio che i tribunali sempre più riconoscono la PAS. Altrove in questo sito sono citati 37 casi in cui la PAS è stata riconosciuta. Sono certo che ci sono altri di cui non sono a conoscenza.

Errata percezione: la PAS è una teoria screditata

Fatto: Quelli che promulgano questo mito non dicono chi avrebbe screditato la PAS e con quale autorità. I fatti sono somo l’opposto. Un numero sempre crescente di professionisti della salute mentale stanno scrivendo articoli sulla PAS e citandoli nei tribunali. Due sono citati in questo sito.

Errata percezione: Gardner ritiene che i giudici, avvocati, giurie, e valutatori che sono coinvolti in cause legali rigardanti abusi sessuali si “accendono sessualmente” nel corso del contenzioso

Fatto: Come i media ben sanno, il sesso e la violenza attirano l’attenzione. Le persone sono più propensi a leggere su questi temi che di altri argomenti meno “interessanti”. Negare gli interessi pruriginosi è negare la realtà. Questo non vuol dire che credo che le persone sedute in aula siano in uno stato di alta eccitazione sessuale mentre il processo è in corso.

Errata percezione: il Dr. Gardner ritiene che tutti abbiano tendenze pedofile

Fatto: io credo che tutte le persone nascono con la possibilità di venire coinvolti in ogni tipo di comportamento sessuale atipico conosciuto dall’umanità. È necessario, dunque che genitori e tutori sopprimano i comportamenti socialmente inaccettabili, canalizzandoli in forme accettabili. Questo dovrebbe venire fatto nella prima infanzia. Nella nostra società la potenzialità pedofila viene repressa con successo nella stragrande maggioranza delle persone. Quelli che non hanno ricevuto questa educazione possono diventare pedofili. Ci sono state altre società nella storia del mondo che non hanno soppresso le tendenze pedofile. Questo è un fatto della storia. Ciò non significa che io propongo di emulare tali società o che approvi la pedofilia. Anche il sacrificio umano è stato diffuso in molte società nella storia del mondo. Anche questo è un fatto della storia. Riconoscere questo fatto non significa approvare questa pratica.

Errata percezione: le evalutazioni per l’affido del  Dr. Gardner non seguono le linee guida delineate dalla American Psychological Association

Fatto: Le mie procedure per la valutazione dell’affido seguono tutte le linee guida. Coloro che diffondono il mito contrario non dicono espressamente quali linee guida non siano sottoscritte dai miei protocolli. In realtà, le pubblicazioni che descrivono le mie procedure sono state citata dalle “Linee guida per la custodia dei figli di valutazione nel procedimento di divorzio” (1994) della American Psychological Association’s.  Le linee guida citano la prima edizione del mio libro sulla sindrome di alienazione genitoriale così come il mio volume del 1992 “Accuse di abuso sessuale vere e false”.

Errata percezione: le valutazioni del Dr. Gardner su abusi sessuali non seguono le linee guida delineate dalla American Academy of Child and Adolescent Psychiatry

Fatto: quelli che promulgano questo mito non dicono quali aspetti o elementi del mio protocollo non seguirebbero queste linee guida.  In realtà le seguono. Nel 1997 l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry ha pubblicato “Practice Parameters for the Forensic Evaluation of Children and Adolescents Who May Have Been Physically or Sexually Abused”.  Sono stato un consulente per la commissione che ha elaborato questo documento, e il miei libri del 1992 e 1995 i libri che descrivono i miei protocolli vengono citati in questo documento.

Errata percezione: il Dr. Gardner con la PAS ha dato ai genitori abusanti l’arma da usare contro i loro accusatori.  Cioè, negano il loro abuso e sostengono che l’animosità dei bambini è il risultato della programmazione dell’accusatore

Fatto: non nego che alcuni abusatori tentino questa strada. L’implicazione della critica, tuttavia, è che in qualche modo, io sia responsabile del modo in cui alcuni abusanti distorcono i miei lavori. Ci sarà sempre chi distorce il lavoro altrui per i propri scopi. La seconda edizione del mio libro “La Sindrome di Alienazione Genitoriale” fornisce specifici criteri per distinguere i veri abusi dalla PAS.

Errata percezione: il lavoro del Dr. Gardner ha contribuito all’isteria sugli abusi sessuale in questo paese

Fatto: In un certo senso, questo è un complimento, perché mi accredita del potere di creare una isteria nazionale che prima non esisteva prima delle mie pubblicazioni. Descrivere un fenomeno, non significa averlo creato: esso. Il mio libro “Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited” è stato pubblicato nel 1991, almeno sei o sette anni dopo che l’isteria ha avuto inizio. (Il lettore può ricordare che le accuse McMartin emersero nel 1983 e le accuse Michaels Kelly nel 1988). Chiaramente, l’isteria sul fenomeno degli abusi era già partita prima della pubblicazione del mio libro.

Errata percezione: Gardner è responsabile per i giudici che non credono alle madri che sostengono che i loro bambini sono stati abusati dai loro padri; come conseguenza i bambini non sono protetti dai padri pedofili

Fatto: Anche in questo caso, vi è un complimento: che io, una sola persona, possa aver avuto una tale enorme influenza sulla magistratura. La spiegazione alternativa, e cioè che i miei contributi hanno portato alla luce l’abominio delle false accuse di abusi, non viene riconosciuto da coloro che diffondono questo mito.

Errata percezione: il lavoro del Dr. Gardner ha portato persone a commettere suicidi ed omicidi

Fatto: Non c’è dubbio che sono stato coinvolto in alcuni casi in cui si sono verificate tali tragedie. Non differisco in questo dalla grande maggioranza degli altri psichiatri che praticano da oltre 40 anni. L’implicazione qui è che io in qualche modo sia stato personalmente responsabile di queste morti. Sfortunatamente, i doveri di riser
vatezza mi impediscono di rendere pubblici i particolari riguardanti questi casi.  Come dice il vecchio adagio “ci sono due facce in ogni storia”.  E il mio lato, senza rivelare alcuna informazione confindenziale sui casi specifici è questo: non sono mai stato coinvolto in un caso in cui sono stato direttamente responsabile del suicidio od di omicidio di nessuno. Ed in ogni caso potrei, se ne avessi la possibilità, fornire prove convincenti che queste terribili conseguenze non avevano assolutamente nulla a che fare con me.

Richard A. Gardner, MD
Cresskill, New Jersey
9 Giugno 1999

[Fonte (in inglese): The American Journal of Family Therapy, Volume 30, Issue 5 October 2002 , pages 395 – 416; link ufficiale a pagamento; link gratuito]

La logica della diffamazione

Caricatura di Darwin raffigurato come scimmia

Richard Gardner è stato diffamento e calunniato sia mentre era in vita che in misura maggiore dopo la sua morte.

Sono state fatte circolare citazioni estrapolate dal contesto dei suoi libri scientifici con cui si cerca di fare intendere una sua presunta adesione ad una forma di ideologia giustificazionista nei confronti della pedofilia. Queste citazioni sono reperibili ancora oggi su Internet compilate in elenchi e sono state tradotte anche in italiano. Così recentemente un membro della Camera dei Deputati con competenza sull’infanzia ha potuto dichiarare in un talk show televisivo che “Gardner si è suicidato perché era un fanatico che inneggiava alla pedofilia.

Come si può desumere  da questa affermazione il grado è la qualità delle dichiarazioni diffamatorie è assai grossolano, ma ciò nonostante vale la pena di esaminarne il meccanismo è la logica di fondo.

Si cerca di fare passare Gardner per difensore della pedofilia usando il lavoro scientifico in cui tenta una spiegazione biologica ed evoluzionista delle parafilie in generale.

Il trucco argomentativo con cui si cerca di fare passare lo studioso di un fenomeno per difensore e apologeta del fenomeno che sta studiando è assai banale. Prendiamo ad esempio il fenomeno della mafia. Uno studioso che si interroga sulle cause del fenomeno mafioso può utilizzare l’analisi storica per scoprire perché questo fenomeno si sviluppa in certe società e non in altre. Nel fare questo tipo di analisi finirà per scoprire che la mafia nasce perché svolge delle funzioni “utili” a certi tipi di società, funzioni che in condizioni normali sono svolte dallo Stato, ma che in condizioni di arretratezza sono carenti e vengono supplite dalla mafia. Ecco che un commentatore male intenzionato potrà estrapolare citazioni da questa ricerca per dimostrare che questo studioso “è un mafioso che inneggia alla mafia“.

Gardner come studioso delle parafilie (cioè delle patologie psichiatriche inerenti alla sfera sessuale) cercò di interpretare questi fenomeni cercando di individuare la loro funzione. Ovviamente trattandosi di un fenomeno patologico non utilizzò l’analisi storica ma la teoria evoluzionista.

Così si spiega la frase di Gardner citata dai suoi calunniatori:

“la pedofilia può migliorare la sopravvivenza della specie umana”

proviene da un contesto in Gardner cerca di mostrare come l’esistenza delle parafilie possa venire inquadrata nella teoria dell’evoluzione. Più precisamente nell’ambito del paradigma del “gene egoista” secondo cui la selezione naturale favorisce gli alleli i cui effetti fenotipici promuovono la propria riproduzione.

Ad esempio, i leoni maschi uccidono i cuccioli nati da altri maschi per potersi accoppiare subito con le femmine.  Mostrare che tale comportamento si trasmette alle generazioni successive in quanto corrisponde ad un vantaggio evolutivo non significa darne una valutazione etica, né tantomeno suggerire di applicarlo agli umani.

Gardner è consapevole del fatto che un lettore non specialista può rimanere perplesso nel leggere certe ipotesi scientifiche e per questo in uno dei suoi lavori su questa tematica precisa che l’ambito scientifico/descrittivo va tenuto ben distinto dalla valutazione etica dei fenomeni studiati:

“Sarebbe sbagliato concludere che io approvi alcuna di queste forme di comportamento sessuale.  Ciascuna deve essere considerata come caso particolare riguardo ai giudizi morali. Una caratteristica determinante per il mio giudizio è legata all’elemento coercitivo, specialmente quando esercitato su una persona più debole o giovane.  Per quanto la pedofilia possa avere un ruolo in natura, rimane una forma di sfruttamento di persone innocenti.” (R.A. Gardner in “Una teoria sulla varietà dei comportamenti sessuali umani” IPT journal 5 (1993)).