Su Panorama i retroscena: i ladri di bambini e le false accuse

Scandalo affidi: bambini rubati

Panorama ha ricostruito, dopo il caso di Reggio Emilia, i casi giudiziari che hanno coinvolto Claudio Foti e la sua onlus, Hansel e Gretel

Antonio Rossitto – 

(www.panorama.it) Sono bastati qualche ghirigoro, un divorzio turbolento e una sequela di fantasie. L’hanno accusato d’aver abusato delle figlie, di quattro e sette anni. Giochi erotici di gruppo, filmini scabrosi, travestimenti da Biancaneve. Il 13 novembre 2015, dopo un processo lungo nove anni, il professore di matematica è stato assolto: non ha commesso il fatto. Ora ha 49 anni. Vive a Oristano, dove insegna alle superiori. «Il caso andava verso l’archiviazione» racconta. «È stato riaperto dopo il parere dello psicoterapeuta Claudio Foti». Un nome oggi alla ribalta. «Periti, pm, giudici: tutti pendevano dalle sue labbra». Già. Ma come si sopravvive a infamia e abbandono? «Cerco di non pensarci».
Il professore comincia a singhiozzare: «Le mie figlie non vogliono più vedermi. Pasqua, Natale, compleanni: nemmeno mi rispondono. Una delle due ha la maturità quest’anno: io trepido, spero, sogno di ripassare accanto a lei. M’invento ogni cosa, pure gli abbracci». Si scusa per le lacrime. «Per loro sono uno zimbello. Adesso, però, magari capiranno: quello che è successo a Bibbiano è successo anche a loro». Continua a leggere

Biella 1996: il “caso zero” degli psicologi arrestati

La Stampa e il Fatto Quotidiano hanno messo al lavoro i loro reporter (nel caso del Fatto, Selvaggia Lucarelli ritratta nella foto). Così hanno scoperto che già nel 1996 alcune delle persone indagate a Reggio Emilia erano attive come consulenti nei casi di accuse di abuso sessuale sui minori. A Biella ci fu un’indagine su un’intera famiglia che fini tragicamente con il suicidio di tutti e quattro gli indagati.

(www.lastampa.it) 6.7.2019 — Uno dei primi casi che portò alla ribalta nazionale lo psicoterapeuta torinese Claudio Foti e la sua associazione, la «Hansel & Gretel» di Moncalieri, in questi giorni coinvolta nell’indagine «Angeli e Demoni», è quello dei quattro componenti della famiglia di Sagliano Micca, che, durante il processo per abusi nei confronti di due bambini, figli e nipoti, decisero di suicidarsi. Una storia che scosse profondamente il Biellese e non soltanto per il tragico epilogo. Accusati di aver abusato dei bambini fin da quando questi avevano appena tre anni, erano non soltanto Guido F., padre del maschietto, e Maria Cristina F., madre della bambina, ma anche la nonna Alba e il nonno Attilio. Foti, ora agli arresti domiciliari con accuse molto pesanti, di aver falsato i ricordi di alcuni bambini per poterli poi allontanare dalle famiglie naturali, con lo scopo di accumulare consulenze e far guadagnare i genitori affidatari, era il consulente della madre del bambino, da cui erano partite le prime segnalazioni, dopo una separazione tempestosa. La sua compagna dell’epoca, Cristina Roccia, anche lei della «Hansel & Gretel», poi coinvolta pochi mesi dopo nel caso di pedofili satanisti della Bassa Modenese oggi di nuovo in discussione, era invece la psicoterapeuta scelta dal pubblico ministero Alessandro Chionna.
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I “diavoli” pedofili erano finti, le tragedie sono vere – Selvaggia Lucarelli, Il Fatto Quotidiano

1997-1998 – Il podcast di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli riapre un caso dimenticato: i bambini modenesi spinti ad accusare i loro genitori

di Selvaggia Lucarelli

(20.1.2019) “Poi dopo poi c’era il prete… nel senso di dire che lui faceva la messa, però dedicata al diavolo…allora è andato a prendere l’ostia, è venuto lì al cimitero e ci ha detto “Gesù non esiste”… Poi ci ha parlato del diavolo, che la notte ti viene a prendere…Lui ci metteva sulla tomba e ci faceva fare delle cose come ballare, fare dei gesti…Noi avevamo anche dei gatti e noi li uccidevamo. Mio padre il sangue dei gatti ce lo faceva bere a noi. Poi a certi bambini gli aprivano qua e veniva fuori tutto il sangue, si vedevano delle sacche. Dopo ce li facevano uccidere. Io ne ho dovuti uccidere cinque…”.

Fonte/Credits: www.ilfattoquotidiano.it

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Accusata di pedofilia si uccide – Unione Sarda 9-5-2018

(www.unionesarda.it/) 9.5.2018 “La gente è solamente capace di giudicare. Sono innocente”. Poche righe, scritte su un foglietto quando ormai per lei tutto pareva non avere più senso. Quell’accusa, così infamante, era diventata un macigno troppo pesante da sopportare.

Agnese Usai, ex bidella di Sestu di 64 anni, ha così deciso di togliersi la vita, poco dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che ipotizzavano un abuso sessuale su una scolaretta di quattro anni.

LA TRAGEDIA – La tragedia si è verificata lunedì sera a Sestu, dove per tutta la vita la donna ha lavorato come bidella nelle scuole dell’infanzia. Una carriera specchiata, senza mai un appunto, almeno sino all’accusa che le era piovuta all’improvviso circa due anni fa, quando era in procinto di andare in pensione. Scritto su un foglio il suo ultimo, disperato urlo di innocenza, ha fatto scivolare via la propria vita senza più combattere. Continua a leggere

Il caso della Bassa Modenese 20 anni dopo – Avvenire 7.1.2018

Questo è un articolo pubblicato da Avvenire che scende in campo con forza a sostegno dell’iniziativa per la revisione dei processi sulla vicenda della Bassa Modenese. Abbiamo dedicato molti altri post a questo caso ma vale la pena di leggere anche questo articolo perchè fa il punto della situazione dopo il clamoroso successo del reportage a puntate Veleno di Repubblica TV. Nella stessa settimana su RAI1 Storie Italiane ha dedicato una puntata alla vicenda.

Il caso Finale Emilia. Abusi solo presunti ma vite distrutte. «Processi da rifare»

Negli anni ’90 nella Bassa Modenese alcuni bambini raccontarono di essere stati costretti a ucciderne altri in riti satanici dai genitori e dal parroco. Non era vero ma non sono mai più tornati a casa

Lucia Bellaspiga, Avvenire domenica 7 gennaio 2018

Bambini sgozzati in pieno giorno e di notte nei cimiteri della Bassa Modenese, legati a croci e accoltellati, abusati e decapitati, infine – da cadaveri – caricati sul Fiorino del parroco don Giorgio Govoni e da lui gettati nel fiume Panaro. E a compiere i riti satanici erano altri bambini, portati lì dai loro stessi genitori, che li violentavano, li inducevano a squartare, a bere il sangue delle vittime, a trovare nuovi bambini da irretire e uccidere. Il tutto per anni, senza che nessuno in paese si accorgesse di niente. E senza che all’appello dei vivi mancasse un solo bambino…

Il paese degli orrori si scopre innocente

Se vi sembra troppo inverosimile per essere credibile, sappiate invece che ci hanno tranquillamente creduto assistenti sociali, psicologi e giudici minorili, cui non servirono prove (infatti inesistenti): i bambini (dopo mesi di allontanamento forzato dalle famiglie) raccontavano questo e ciò bastava. Accadeva venti anni fa nei paesotti sonnacchiosi del modenese, dove le forze dell’ordine presero a suonare alle porte di casa di notte o a presentarsi a scuola al mattino per portare via i bambini. Almeno sedici piccolini da 0 a 11 anni sono stati così sottratti a genitori disperati, che dopo anni di processi da inquisizione verranno infine prosciolti con formula piena, ma ai quali i figli non saranno mai più restituiti. «Qualcuno ora risarcirà i danni, qualcuno risponderà del disastro che, colposamente o dannosamente, ha creato. Presto ci saranno nuovi processi». Continua a leggere

Accusati falsamente di pedofilia sono stati scarcerati dopo 21 anni

Si tratta dell’ultimo caso in ordine di tempo del fenomeno dell’isteria collettiva degli abusi sessuali negli asili verificatoso negli USA negli anni 80. E’ avvenuto in Texas dove Frances e Daniel Keller sono stati arrestati nel 1991 con l’accusa di pedofilia e satanismo e condannati a 48 anni. Gestivano un asilo e sono finiti al centro di un caso di presunti abusi sessuali su minori e di “riti satanici” durante i quali secondo gli accusatori “venivano torturati bambini e animali”. Nel 2013 sono stati scarcerati, ma solo perchè un medico che aveva testimoniato (fornendo l’unica prova scientifica oltre alle incredibili affermazioni dei bambini) ha ritrattato.

Le autorità hanno riconosciuto che le interrogazioni sui bambini non erano state condotte correttamente e il dottore che aveva rilevato tracce di abusi sessuali ha affermato di aver giudicato male l’origine delle loro lesioni. I Keller furono scarcerati ma soltanto nel giugno 2017 sono stati dichiarati ufficialmente innocenti. La legge texana prevede che ricevano 80mila dollari a testa per ogni anno trascorso dietro le sbarre. L’Austin American-Statesman riporta che l’erogazione per il risarcimento pari a 3,4 milioni di dollari era stata fissata per mercoledì 23 agosto: «Significa – ha detto Fran Keller al giornale locale – che non dovremo contare i nostri soldi per pagare l’assicurazione sanitaria e le bollette in ritardo. Significa che possiamo essere veramente liberi. Niente più incubi: possiamo cominciare a vivere». La donna, che oggi ha 67 anni, ha raccontato che la coppia viveva in povertà dal momento che non riusciva a trovare lavoro a causa dell’età e del record legale. (Fonte: Il Messaggero)

Il modo con cui furono condotte le indagini, con assoluta incompetenza, si può leggere sul sito della rivista online Slate Magazine. Non c’è nulla di nuovo per chi conosce gli altri casi di isteria degli abusi verificatisi negli USA. Il meccanismo è così ripetitivo e ricorsivo che chi scrive ha dovuto assicurarsi che non si trattasse di una tardiva riproposizione da parte della stampa italiana del primo di questi casi, quello della Mc Martin Pre-school iniziato nel lontato 1983. Invece no. Questo caso risale al 1991, quasi un decennio dopo. Ma magistrati e giurie non avevano ancora imparato nulla.

E in Italia? Pochi se ne rendono conto ma abbiamo avuto lo stesso fenomeno, con un ritardo di venti anni e forse è ancora in corso, almeno fino a quando i magistrati inquirenti non si prenderanno la briga di documentarsi prima di avviare indagini basate sull’isteria collettiva. Il fenomeno è stato ampiamente studiato, esiste una letteratura scientifica, tra cui un saggio di Richard Gardner tradotto in italiano di recente.

Riferimenti:

Uomo divorziato, uomo rovinato – Panorama 26.2.15

Nei casi estremi, spiega Mazzola,  ci sono donne che «puntando a liberarsi per sempre dell’ex», ricorrono alla «pallottola d’argento»: l’accusa di abusi sessuali. Arriva all’86 per cento la quota di denunce di abusi sessuali contro uomini che deriva da una causa di separazione.

Alcuni le chiamano «le assopigliatutto », altri preferiscono definirle come vincitrici di un «win-for-life da fine matrimonio». Tra gli avvocati i neologismi sulle donne separate sono sempre più feroci. Del resto, un’agenzia d’investigazione privata ha da poco lanciato uno spot dove un uomo racconta di avere comprato una nuova auto dopo essere riuscito a ridurre l’assegno all’ex moglie che, «si è scoperto, aveva due lavori in nero».

Al maschio della finzione pubblicitaria è andata decisamente bene. Perché per parecchi ex mariti «l’auto è diventata la nuova casa»: così dice la presidente dell’Associazione padri separati, Tiziana Franchi, certa che «se non si sentissero così tutelate dai tribunali, le donne spingerebbero meno per la separazione, visto che il 70 per cento delle iniziative parte da loro».
Il baratro in cui finiscono tanti separati è ribadito anche dall’ultima indagine del Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica: segnala che un terzo dei padri separati, pagato l’assegno di mantenimento a ex mogli e figli, può contare su un reddito residuo che va dai 300 ai 700 euro netti mensili. Il 17 per cento deve accontentarsi di una cifra che oscilla dai 100 ai 300 euro.
Ma c’è un 15 per cento cui restano in tasca meno di 100 euro al mese. Secondo l’Istat, nel 2012 (ultimo dato disponibile) la media degli assegni di mantenimento di una ex moglie era di 496 euro mensili lordi, quello di un figlio 521 euro. Dati comunque alti, ma sicuramente inferiori a quel che è la media reale, visto che l’Istat segnala in nota di avere considerato «solo gli importi mensili pari o superiori a 25 euro e inferiori a 10 mila euro », il che di fatto significa avere imposto l’eliminazione dalla statistica dei soli assegni più elevati.

di Antonella Piperno per “Panorama” 24.2.15 – da Il Foglio del lunedì

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