Alienazione parentale: sentenze

Di solito le sentenze sull’alienazione parentale balzano agli onori della cronaca solo nei casi più eclatanti. Ad esempio una sentenza che ancora oggi si trova citata con grande risalto è la sentenza 7041/13 del 6 marzo 2013 della Corte di Cassazione (quella che diede una svolta al famoso caso del bambino di Cittadella/Padova allontanato dalla madre). In quell’occasione la Cassazione decise il rinvio della decisione alla Corte d’Appello di Brescia, che poi affidò il figlio al padre alienato.

Ma le sentenze che decidono su casi in cui il concetto di alienazione parentale entra fa parte della controversia portata davanti al giudice sono numerose e non si limitano ai casi eclatanti che guadagnano la prima pagina dei giornali.

Un elenco molto attendibile per completezza è quello tenuto dal portale specializzato www.alienazioneparentale.it, che ha una apposita sezione dedicata alla giurisprudenza. Alla data di questo post sono state censite ben 16 sentenze di primo grado, 5 sentenze di appello, 12 sentenze di Cassazione e 7 sentenze della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

Tutte queste sentenze, tranne 3, ricononoscono l’alienazione parentale. Ma anche per quanto riguarda le 3 che a prima vista non la riconoscono si deve leggere con attenzione il dispositivo, perchè non sempre dice una parola definitiva sulla controversia esistenza/inesistenza promossa dai cosiddetti “negazionisti”.

Se prendiamo ad esempio proprio la famosa sentenza 7041/13 del 6 marzo 2013 della Cassazione, che viene citata talvolta per dimostrare che la PAS non è una diagnosi psichiatrica riconosciuta, scopriamo che in effetti il motivo dell’annullamento da parte della Corte non è la questione sottostante,  ma la carenza di motivazione del giudice di merito. Un motivo quindi che non ha nulla a che fare con la presunta “non scientificità” della sindrome, su cui la Corte non ha competenza. Si veda a questo proposito l’articolo a firma di Fernando Prodomo pubblicato sul sito di Magistratura Democratica.

Brescia, figlia manipolata: “Viola non tornerà” – Vanity Fair 24.3.17

Un articolo tratto da una rivista a larga diffusione come Vanity Fair che è l’edizione italiana della rivista di lingua inglese con lo stesso nome. Si tratta di una rivista indirizzata al pubblico femminile e quindi nessuna meraviglia se la storia raccontata è quella di una madre che ha perso contatti con la figlia a causa di un ex marito manipolatore. E’ anche il segnale però che sempre più spesso l’alienazione parentale ha come bersaglio le madri. Sono finiti i tempi in cui i padri separati erano considerati gli unici ad avere questo problema, con le donne regolarmente nel ruolo della “madre malevola”. I padri malevoli sono sempre di più, e lo dimostra anche la frequenza delle ricerche di questo termine sul motore di ricerca Google.

La storia: Francesca, divorziata dall’ex marito, aspettava che lui riaccompagnasse a casa la loro figlia di 14 anni, dopo il weekend. Ma la ragazza non è più tornata a casa. Da quel giorno vive a casa del padre, e Francesca non si dà pace. Ci ha raccontato la sua storia.  Continua a leggere