Sei anni di processi. “Violenza sessuale su figlia disabile” – assolto – 29.7.2016

Cupra Marittima (Ascoli), 29 luglio 2016 – CI SONO voluti sei anni e quattro processi per dimostrare  la sua innocenza e restituirgli la dignità calpestata da due accuse pesantissime: violenza sessuale sulla figlia disabile e maltrattamenti in famiglia. A denunciarlo la moglie. Un’odissea, quella del carabiniere di Cupra Marittima, in provincia di Ascoli Piceno,Luigino Cannella, che ha avuto il suo epilogo solo grazie
alla Corte d’appello di Perugia che, in seguito all’annullamento del primo verdetto di secondo grado da parte della Cassazione, ha assolto il militare da ogni imputazione. Cannella era stato condannato dal gup di Fermo alla pena di due anni e due mesi di reclusione e al risarcimento dei danni in favore dei tre figli e della moglie. È stata la consulenza tecnica di un’esperta in Psicologia clinica e forense a mettere in luce l’attività manipolativa della madre nei confronti dei figli, costretti a testimoniare il falso in tribunale.

FONTE/CREDITS: http://www.quotidiano.net/

«PER UN’INGIUSTIZIA ho perso tutto: la casa, la famiglia, i figli, la mia posizione economica e l’onorabilità di un carabiniere». Non sa darsi pace l’ex appuntato capo, Luigino Cannella, 61 anni, di Cupra Marittima, località balneare delle Marche, che per sei anni ha subito l’onta della vergogna, tanto da restare chiuso in casa per mesi. Ora l’incubo è finito. Dopo la sentenza definitiva della Corte d’Appello di Perugia, assistito in tutti i gradi di giudizio dall’avvocato Lucio Olivieri di San Benedetto del Tronto, è una persona riabilitata.
Che cosa ha pensato in questi sei lunghi anni? Continua a leggere

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Accusato di aver picchiato la figlia , era tutto falso – Corriere 11-7-2016

Roma, non picchiò la figlia Assolto dopo sei anni

Francese, arrestato con l’accusa di aver malmenato la bimba a Roma. «Indagini superficiali»

Fonte/Credits: http://www.corriere.it

ROMA 11/7/2016 – Una richiesta di risarcimento allo Stato italiano per 516.450 euro. L’ha presentata Julien Monnet alla corte d’Appello di Roma; Monnet, era l’informatico della Sparx arrestato a Roma nel 2008 per tentato omicidio nei confronti della figlia Luna di quattro anni che era con lui in vacanza a Roma.

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Sevizie a Regina Coeli – La sera del 7 luglio 2008 Monnet fu visto sbattere la testa della bambina sul travertino dell’Altare della Patria. Fu arrestato. Una vigilessa e un suo collega vennero ascoltati come testimoni. L’arresto fu convalidato e, in seguito senza grandi approfondimenti, diventò un capo d’imputazione. «Sei mesi di carcere – riepiloga l’ingegnere informatico – fra cui una permanenza nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. E con l’intervallo agghiacciante di un pomeriggio di sevizie a Regina Coeli. L’episodio denunciato ha dato vita a un processo separato per cui da poco è arrivata la condanna dell’ex medico del penitenziario romano, Rolando Degli Angioli.

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