Su Panorama i retroscena: i ladri di bambini e le false accuse

Scandalo affidi: bambini rubati

Panorama ha ricostruito, dopo il caso di Reggio Emilia, i casi giudiziari che hanno coinvolto Claudio Foti e la sua onlus, Hansel e Gretel

Antonio Rossitto – 

(www.panorama.it) Sono bastati qualche ghirigoro, un divorzio turbolento e una sequela di fantasie. L’hanno accusato d’aver abusato delle figlie, di quattro e sette anni. Giochi erotici di gruppo, filmini scabrosi, travestimenti da Biancaneve. Il 13 novembre 2015, dopo un processo lungo nove anni, il professore di matematica è stato assolto: non ha commesso il fatto. Ora ha 49 anni. Vive a Oristano, dove insegna alle superiori. «Il caso andava verso l’archiviazione» racconta. «È stato riaperto dopo il parere dello psicoterapeuta Claudio Foti». Un nome oggi alla ribalta. «Periti, pm, giudici: tutti pendevano dalle sue labbra». Già. Ma come si sopravvive a infamia e abbandono? «Cerco di non pensarci».
Il professore comincia a singhiozzare: «Le mie figlie non vogliono più vedermi. Pasqua, Natale, compleanni: nemmeno mi rispondono. Una delle due ha la maturità quest’anno: io trepido, spero, sogno di ripassare accanto a lei. M’invento ogni cosa, pure gli abbracci». Si scusa per le lacrime. «Per loro sono uno zimbello. Adesso, però, magari capiranno: quello che è successo a Bibbiano è successo anche a loro». Continua a leggere

Un caso esemplare di indagini su falsa accusa: arrestato per calunnia

Lucia Mosca su un sito di informazione locale riferisce di una accurata indagine  su una falsa accusa di abusi sessuali. L’accusatore (il padre), secondo gli inquirenti avrebbe indotto la figlia ad accuse contro la madre per ottenere l’affido esclusivo. Le 19 denunce secondo gli inquirenti si sono rivelate false. Questa vicenda dimostra che si può indagare su questo tipo di reati  in tempi brevi. E dimostra che per calunnia si può essere arrestati. Speriamo che altro Procure prendano esempio da quella di Latina.

Fonte/Credits: Lucia Moscahttps://www.la-notizia.net

Latina 18 febbraio 2018 – Nelle prime ore della mattinata di ieri a Latina i militari del dipendente Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto un 60enne ex dipendente del Tribunale di Roma, ora allevatore di animali esotici, residente a Roma ma frequentemente con un domicilio a Latina, in esecuzione di una Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Dr. Giuseppe Cario, GIP del Tribunale di Latina, in quanto ritenuto responsabile di calunnia pluriaggravata.

Le indagini sono state avviate lo scorso mese di novembre dal Procuratore Aggiunto del Tribunale di Latina Dr. Carlo Lasperanza e dal Sostituto Procuratore della Repubblica Simona Gentile che delegavano il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Latina ad effettuare una serie di accertamenti finalizzati a riscontare il contenuto di 19 denunce che l’uomo aveva presentato presso la Procura di Latina, presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, presso la Questura di Latina e presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina. Egli infatti, separato da anni, negli ultimi tempi aveva trattenuto presso di sé la figlia di 8 anni (in violazione del provvedimento del Tribunale dei Minori che aveva stabilito l’affidamento alla madre), per giustificare denunciava che la bimba era stata sottoposta a violenze sessuali da parte della madre (da cui nel frattempo si era separato) e dell’attuale convivente di lei. Continua a leggere

Uomo divorziato, uomo rovinato – Panorama 26.2.15

Nei casi estremi, spiega Mazzola,  ci sono donne che «puntando a liberarsi per sempre dell’ex», ricorrono alla «pallottola d’argento»: l’accusa di abusi sessuali. Arriva all’86 per cento la quota di denunce di abusi sessuali contro uomini che deriva da una causa di separazione.

Alcuni le chiamano «le assopigliatutto », altri preferiscono definirle come vincitrici di un «win-for-life da fine matrimonio». Tra gli avvocati i neologismi sulle donne separate sono sempre più feroci. Del resto, un’agenzia d’investigazione privata ha da poco lanciato uno spot dove un uomo racconta di avere comprato una nuova auto dopo essere riuscito a ridurre l’assegno all’ex moglie che, «si è scoperto, aveva due lavori in nero».

Al maschio della finzione pubblicitaria è andata decisamente bene. Perché per parecchi ex mariti «l’auto è diventata la nuova casa»: così dice la presidente dell’Associazione padri separati, Tiziana Franchi, certa che «se non si sentissero così tutelate dai tribunali, le donne spingerebbero meno per la separazione, visto che il 70 per cento delle iniziative parte da loro».
Il baratro in cui finiscono tanti separati è ribadito anche dall’ultima indagine del Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica: segnala che un terzo dei padri separati, pagato l’assegno di mantenimento a ex mogli e figli, può contare su un reddito residuo che va dai 300 ai 700 euro netti mensili. Il 17 per cento deve accontentarsi di una cifra che oscilla dai 100 ai 300 euro.
Ma c’è un 15 per cento cui restano in tasca meno di 100 euro al mese. Secondo l’Istat, nel 2012 (ultimo dato disponibile) la media degli assegni di mantenimento di una ex moglie era di 496 euro mensili lordi, quello di un figlio 521 euro. Dati comunque alti, ma sicuramente inferiori a quel che è la media reale, visto che l’Istat segnala in nota di avere considerato «solo gli importi mensili pari o superiori a 25 euro e inferiori a 10 mila euro », il che di fatto significa avere imposto l’eliminazione dalla statistica dei soli assegni più elevati.

di Antonella Piperno per “Panorama” 24.2.15 – da Il Foglio del lunedì

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Accusato di molestie da moglie disturbata: è falso ma le figlie finiscono in casa famiglia

COMO 6.1.2013 – Non c’è esperienza che sappia dare un’idea più autentica e drammatica di cosa voglia dire sentirsi impotenti che la miopia burocratica. Una miopia che, per mesi interi, strappa i figli a un genitore solo sulla base di un sospetto.

Questa è una storia senza nomi e cognomi. E senza indicazioni geografiche precise. Cautele indispensabili non già per proteggere enti o adulti, ma per tutelare due bambine, entrambe minorenni, vittime di una denuncia tanto atroce quanto falsa, che le ha costrette a vivere per sei mesi lontane da padre e madre. A ripercorrere i passaggi di una vicenda sfociata in un’inchiesta penale archiviata in sei mesi dalla Procura (le accuse di violenza sono state ritenute infondate) è il padre dei due bimbi. Un medico comasco.

Fonte: http://www.laprovinciadicomo.it Continua a leggere

Recensioni: L. Steffenoni, “Presunto colpevole…”

E’ uscito nel 2009 un libro del criminologo Luca Steffenoni, intitolato Presunto colpevole. La fobia del sesso e i tanti casi di malagiustizia (edizioni Chiarelettere, 2009).

Steffenoni, un criminologo che si è occupato professionalmente anche di pedofilia, presenta un ritratto d’insieme sui processi per violenze su minori. Lo studio  mostra una realtà di profonda ingiustizia, la cui responsabilità non si limita al solo ambito giudiziario, estendendosi anche alla società ed a sue associazioni: il risultato finale è una serie impressionante di pesanti condanne penali per abusi di minori inflitte ad innocenti.

steffen

(fonte: http://comeulisse.blogspot.it/2013/01/recensioni-l-steffenoni-presunto.html) Continua a leggere

Quando il papà non è un orco — Jolanda Stevani

Articolo pubblicato nel novembre 2010 dalla rivista Psicologia Contemporanea. Dopo la separazione dei genitori l’uso delle accuse infamanti da parte della ex moglie porta moltissimi padri a perdere ogni contatto con i figli in cui viene instillato odio per il genitore causando l’alienazione parentale. Continua a leggere

L’inferno di un padre: accusato di aver abusato dei figli e assolto dopo 16 anni – 4.2.17

Sedici anni di calvario, e poi una Camera di consiglio di mezz’ora lo ha liberato dall’incubo. Assoluzione piena per un padre, privato dei suoi figli e accusato di aver abusato del maschietto di 4 anni e della femminuccia di 8.

di Cristiana Mangani e Adelaide Pierucci

(il Messaggero) Aveva tirato calci a un pallone insieme a loro. Li aveva accompagnati qualche volta all’asilo. Aveva raccontato favole e storie di mostri, finché non si è separato dalla moglie e non li ha potuti vedere più. Anni e anni passati a difendersi dal reato di pedofilia, dalla contestazione di aver approfittato dei bambini, insieme con altri due colleghi. Ieri la sentenza di primo grado e l’assoluzione piena per tutti.

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