Un caso esemplare di indagini su falsa accusa: arrestato per calunnia

Lucia Mosca su un sito di informazione locale riferisce di una accurata indagine  su una falsa accusa di abusi sessuali. L’accusatore (il padre), secondo gli inquirenti avrebbe indotto la figlia ad accuse contro la madre per ottenere l’affido esclusivo. Le 19 denunce secondo gli inquirenti si sono rivelate false. Questa vicenda dimostra che si può indagare su questo tipo di reati  in tempi brevi. E dimostra che per calunnia si può essere arrestati. Speriamo che altro Procure prendano esempio da quella di Latina.

Fonte/Credits: Lucia Moscahttps://www.la-notizia.net

Latina 18 febbraio 2018 – Nelle prime ore della mattinata di ieri a Latina i militari del dipendente Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto un 60enne ex dipendente del Tribunale di Roma, ora allevatore di animali esotici, residente a Roma ma frequentemente con un domicilio a Latina, in esecuzione di una Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Dr. Giuseppe Cario, GIP del Tribunale di Latina, in quanto ritenuto responsabile di calunnia pluriaggravata.

Le indagini sono state avviate lo scorso mese di novembre dal Procuratore Aggiunto del Tribunale di Latina Dr. Carlo Lasperanza e dal Sostituto Procuratore della Repubblica Simona Gentile che delegavano il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Latina ad effettuare una serie di accertamenti finalizzati a riscontare il contenuto di 19 denunce che l’uomo aveva presentato presso la Procura di Latina, presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, presso la Questura di Latina e presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina. Egli infatti, separato da anni, negli ultimi tempi aveva trattenuto presso di sé la figlia di 8 anni (in violazione del provvedimento del Tribunale dei Minori che aveva stabilito l’affidamento alla madre), per giustificare denunciava che la bimba era stata sottoposta a violenze sessuali da parte della madre (da cui nel frattempo si era separato) e dell’attuale convivente di lei.

I militari operanti d’accordo con la competente A.G. hanno deciso di svolgere una incisiva attività investigativa, anche attraverso l’ausilio di attività tecniche, da cui tuttavia emergeva una triste storia familiare nella quale l’unica vera vittima è la bambina, risultata vivere in un contesto familiare che aveva prodotto tre forme di trascuratezza:

  • fisica, per una inadeguata alimentazione e scarsa igiene;
  • educativa, per una irregolare frequenza scolastica;
  • emozionale, per la carenza di cure psicologiche che, come appurato, hanno mostrato l’insorgenza di comportamenti antisociali propedeutici ad una conseguente precoce adultizzazione.

E’ emerso, fra l’altro, che la minore era in grado di riferire su particolari sessuali ritenuti eccessivamente precisi per la sua età, utilizzando un linguaggio e terminologie che sembravano essere stati costruiti ad hoc per essere affidata al padre e liberarsi definitivamente dalla tutela della madre. Diveniva così subito evidente che le dichiarazioni della minore erano il frutto di una suggestione proveniente da una sola parte dell’entourage familiare, finalizzata solo ad ottenere compiacimenti per il solo padre. Sotto questo aspetto si è fatta sempre più spazio l’ipotesi che le accuse di abuso formulate potessero essere state contaminate dall’atteggiamento del genitore che, a sua volta, avrebbe potuto indurre la bambina a riferire circostanze non veritiere oppure veritiere in parte.

Le indagini sono state svolte anche con la collaborazione del Consulente Tecnico della Procura di Latina e dal RAC del Racis dei Carabinieri (Reparto Analisi Criminologiche[1], lo speciale reparto dell’Arma creato nel 2005, preposto ad attività di supporto alle indagini e composto esclusivamente da militari laureati in psicologia in grado di eseguire correttamente le metodologie di indagini e le verbalizzazioni  dei minori e delle vittime vulnerabili in modalità protetta e audio-videoregistrata).

Al termine di tutte le investigazioni è emerso che l’interessato aveva attribuito falsamente la consumazione di atti sessuali in pregiudizio della minore solamente allo scopo di ottenere il definitivo affidamento della figlia. Per tale motivo è stato ritenuto responsabile del reato di calunnia aggravata.

All’atto della cattura l’uomo è stato trovato all’interno di una abitazione, ove peraltro aveva abitato fino a poco tempo fa con la figlia, nella quale erano custoditi 16 animali di origine esotica, selvatica e domestica (serpenti, pappagalli, mantidi religiose, cani e gatti selvatici) nei confronti dei quali sono in corso accertamenti  con il CITES Carabinieri Forestali di Roma al fine di verificarne la legittimità del possesso. L’arrestato, dopo le formalità di rito è stato accompagnato presso la casa circondariale di Latina a disposizione della competente A.G. Nei prossimi giorni verrà interrogato dal GIP di Latina per la convalida della misura cautelare.

Fonte/Credits: https://www.la-notizia.net

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