Claudio Foti sostiene di essere una vittima – La Verità 21.8.19

Foti piange: «L’estrema destra contro di me»

di Francesco Borgonovo

(La Verità 21 agosto 2019) Il guru del centro Hansel e Gretel ha l’obbligo di dimora a Pinerolo, ma impazza sui social. E si dipinge come una vittima dei fasci. L’inchiesta si allarga a Modena: 3 indagati per abuso d’ufficio. Affidarono una bimba a Nadia Bolognini anche se era ai domiciliari.

Claudio Foti è stato confinato, per decisione del Tribunale del riesame di Bologna, in quel di Pinerolo (Torino), paese dove dimora e da cui non può per nessuna ragione uscire, onde evitare il rischio che applichi altrove gli stessi metodi già applicati a Bibbiano e dintorni. In compenso, però, il guru di Hansel e Gretel continua a essere molto attivo sui social network, in particolare su Facebook dove quasi quotidianamente spande il suo verbo.

Nel suo ultimo post, egli spiega che «la violenza patriarcale contro i bambini è diffusa, difforme ed endemica». Gli abusi, a suo dire, non solo esistono, ma sono presenti dappertutto. E se talvolta (o spesso) ci scappa un’accusa ingiusta nei confronti di qualche genitore, poco importa: «Il fenomeno, che non va mai dimenticato, delle “denunce non provate” (erroneamente assimilate in blocco alle “false accuse”) non altera questa verità». Certo: gli abusi inesistenti sono «non provati». Anche quando distruggono famiglie e vite per nulla.

Dove voglia andare a parare il terapeuta è chiaro. Egli sostiene di essere una vittima. In soldoni, il suo ragionamento è il seguente: in Italia non si parla abbastanza degli abusi e si nega l’evidenza perché vige ancora una cultura patriarcale, e perché far sentire la voce delle piccole vittime suscita spavento. Ergo, chi si batte per i diritti dei bambini – come gli operatori di Hansel e Gretel – viene attaccato dalle temibili forze oscure della reazione in agguato. «Oggi, soprattutto in Italia siamo in una fase di grande espansione di una cultura antidemocratica», afferma i guru piemontese.

Come se non bastasse, Foti pubblica anche il link a un articolo della rivista online Not, realizzata dalle solitamente brillanti edizioni Nero. Foti, presentando il pezzo, precisa che «ha contenuti estremi, ma merita una riflessione».

L’articolo in questione è firmato da Mattia Salvia, s’intitola La guerra civile che viene e dovrebbe spiegare «come la guerra culturale dell’estrema destra è riuscita a trasformare l’Italia nel paese più reazionario d’Europa». Inizia così: «Il caso di Bibbiano – la rete di presunti illeciti nella gestione degli affidi di minori in Emilia Romagna – ha sconvolto l’Italia come poche cose nella sua storia recente. Nonostante se ne sappia pochissimo (e proprio perché se ne sa pochissimo) tutti gli italiani ne sono rimasti toccati». In realtà, di Bibbiano «se ne sa» tantissimo, basta alzare le chiappe e documentarsi. L’idea che la vicenda sia ancora «oscura» o «da chiarire» è una fandonia che fa comodo agli esponenti del Pd che sono invischiati fino al collo nella melma emiliana.

L’articolo prosegue: «La narrazione semplice ed efficace creata dall’estrema destra si è imposta fino a oscurare completamente i fatti», afferma il dotto Salvia. «Il principale partito di opposizione in Italia (nell’immaginario comune è percepito come “di sinistra” se non proprio come “i comunisti”) ruba e tortura i bambini». Di nuovo, le cose stanno in maniera diversa.

Chiunque abbia un minimo di raziocino sa bene che il Pd non ruba né tortura i bambini. Ciò che la «propaganda progressista» ha tentato di nascondere, invece, è il fatto che il Partito democratico abbia offerto piena copertura politica al giro di Bibbiano, e più in generale a varie altre situazioni analoghe in varie parti del Paese, ad esempio a Modena.

Non è «propaganda dell’estrema destra»: lo dicono le carte firmate da due giudici. Non quelle di un pm, cioè dell’accusa, ma quelle di un gip e di un giudice del Riesame. Quest’ultimo, a proposito del metodo Foti, scrive che «appare di per sé connotato da elementi di forte pressione e forzatura, nonché ingerenza nella vita privata dei minori». Tra le altre cose, nell’ordinanza del Riesame si legge che Foti approfittava del suo «ascendente per svolgere per alcuni anni psicoterapia su un numero elevato di minori, protratta il più a lungo possibile, al fine di perseguire un ingente profitto economico con parallelo danno per gli enti pubblici».

Poi ci sono le vicende riguardanti altri responsabili di Hansel e Gretel, come Nadia Bolognini, moglie di Foti. A lei, il 3 luglio scorso, è stata data in cura una bimba di Mirandola (provincia di Modena) suo malgrado citata in «Angeli e demoni». L’Unione Comuni modenesi area nord ha affidato la piccola alla Bolognini anche se costei si trovava agli arresti domiciliari, per altro stabilendo una tariffa altissima (170 euro l’ora) per le sedute. Non a caso ieri l’Ansa ha fatto sapere che ci sono altre 3 persone indagate per abuso d’ufficio per questa assurda faccenda. A breve i responsabili delle Procure di Reggio Emilia e Modena si incontreranno proprio per discutere del caso, anche perché si profila l’ennesimo danno per le casse pubbliche.

Questa non è «l’estrema destra». Qui non c’è una «guerra civile». Semmai, a Bibbiano (e anche in altre zone, a quanto risulta) c’era un sistema che incassava un bel po’ di denaro dei cittadini, danneggiando lo Stato e i contribuenti, e metteva in difficoltà famiglie che erano troppo deboli, troppo fragili e pure troppo povere per difendersi. Ecco perché chi sa – politici, funzionari, possibili testimoni etc – deve «parlare di Bibbiano». Mentre chi non sa (o chi vuole solo mistificare) farebbe meglio a scegliere un più onorevole silenzio.

21 agosto 2019

Francesco Borgonovo

Fonte/credits: www.laverita.info

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