Angeli o demoni? Arrestati operatori che manipolavano i bambini per fare false accuse

E’ possibile condizionare psicologicamente un bambino fino a fargli credere di aver subito abusi che non sono mai avvenuti? Secondo alcuni sedicenti difensori dei bambini, la risposta a questa domanda sarebbe “NO”. perchè i bambini quando fanno accuse vanno sempre creduti… “i bambini dicono sempre la verità” è lo slogan di queste persone.

Ma questa notizia del giugno 2019 getta una luce sinistra su tutta la questione. Secondo gli inquirenti di Reggio Emilia sarebbe stata scoperta una organizzazione finalizzata a condizionare bambini a fare false accuse contro i loro genitori per poi toglierli alle famiglie e darli in affido ad altri (che ne ricavavano guadagno). All’organizzazione partecipavano medici, psicologi, assistenti sociali e politici.

Pablo Trincia sul suo profilo Facebook ha paragonato la vicenda a quella recentemente denunciata nell’inchiesta Veleno. Scrive Trincia : “Hanno arrestato Claudio Foti, responsabile del Centro Hansel e Gretel di Torino, lo stesso da cui provenivano le psicologhe che avete visto interrogare i bambini di Veleno. Foti aveva da tempo scritto contro di noi, facendo addirittura una petizione contro il podcast.”

Fate attenzione alla gravità della notizia. Chi abusava dei bambini? I genitori o coloro che accusavano i genitori? Chi erano gli angeli e chi erano i demoni? A chi si deve credere? Ai bambini manipolati psicologicamente, a chi li manipola o ai genitori accusati falsamente?

(www.ilrestodelcarlino.it) Reggio Emilia, 28 giugno 2019 – Sono iniziati questa mattina gli interrogatori di garanzia dell’operazione ‘Angeli e Demoni’ sul presunto giro di affidamenti illeciti di bambini nella provincia di Reggio Emilia. Davanti al Gip Luca Ramponi, Federica Anghinolfi, dirigente dei servizi sociali dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza considerata dagli inquirenti figura chiave del ‘sistema’ e l’assistente sociale Francesco Monopoli, entrambi agli arresti domiciliari e accusati di aver praticato il “lavaggio del cervello” ai minori attraverso diverse metodologie.

Tra mercoledì e venerdì della settimana prossima toccherà a altri quattro indagati, raggiunti dalle misure, tra cui anche Andrea Carletti, sindaco Pd del Comune di Bibbiano, accusato di abuso d’ufficio e falso per gli appalti concessi a centri terapeutici che si occupavano della cura dei bimbi allontanati dalle famiglie. Indagati anche medici, il direttore generale dell’Ausl di Reggio, Fausto Nicolini), psicoterapeuti, psicologi e affidatari.

Qui i nomi degli indagati – La procura di Modena si attiva dopo il caso Reggiano

L’inchiesta ‘Angeli e Demoni’

Strappavano i bambini alle rispettive famiglie, facevano loro il lavaggio del cervello e li affidavano a coppie ‘amiche’, tra cui anche una omosessuale. Dietro a tutto questo si nascondeva un business illecito da centinaia di migliaia di euro. Lo scandalo – ribattezzato dagli inquirenti ‘Angeli&Demoni’ – è scoppiato nella val d’Enza reggiana dove a finire nella bufera è il sistema dei servizi sociali dell’unione dei Comuni del territorio. Sono finiti agli arresti domiciliari sei persone, tra cui il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (accusato di abuso d’ufficio e ritenuto dagli inquirenti al corrente del sistema) prelevato ieri dai carabinieri nella sua abitazione, e la dirigente del servizio, Federica Anghinolfi, ritenuta dagli investigatori il fulcro del sistema.

Tra le 16 misure cautelari disposte dal gip del tribunale di Reggio Emilia, Luca Ramponi, spiccano i nomi del dirigente dell’Ausl di Reggio, Fausto Nicolini, anche lui considerato a conoscenza del meccanismo, e dell’avvocato Marco Scarpati a cui sarebbe stato sistematicamente affidato per via diretta l’incarico legale dei casi. Nel registro degli indagati della pm Valentina Salvi che ha coordinato l’inchiesta – avviata nell’estate 2018 – 27 persone. Le ipotesi di reato sono gravissime. Sono accusati, a vario titolo, di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso e lesioni personali gravissime.

Il procuratore capo: “Inchiesta umanamente devastante”

“Mi sono occupato di fatti molto provanti di ‘Ndrangheta per dieci anni, ma quest’inchiesta è umanamente devastante. – è il commento del procuratore capo di Reggio Emilia, Marco Mescolini -. Per la velocità con cui tutto è emerso, restituisce un quadro assai allarmante. Ma conta il giudizio della legge”. “È stato sequestrato altro materiale ora al vaglio degli investigatori. Le indagini proseguiranno e nulla sarà intentato”, ha aggiunto il capo dei pm reggiani.

“Ciò che è oggetto di quest’indagine sono fatti, non sono critiche di metodologie professionali, nonostante l’autorevolezza nel loro ambiente. L’alterazione dei disegni per esempio è stata provata attraverso due consulenze specialistiche. Ma sia chiaro che non facciamo generalizzazioni perché chi fa l’assistente sociale ha diritto alla tutela dell’onorabilità del mestiere”, precisa Mescolini.

“Non è il sistema dei servizi sociali sotto esame, ma le persone attinte dalla misura”, ha proseguito il procuratore, spiegando che il via all’indagine è stato dato “dall’intuito investigativo della pm Salvi che ha visto troppi fascicoli con troppi elementi di particolarità e ha ritenuto opportuno approfondire”.

Ora sui bambini coinvolti “decideranno il tribunale dei minori di Bologna o il tribunale civile a seconda che ci sia di mezzo una causa di separazione o meno”. Infine Mescolini ha escluso un ruolo della politica: “Non credo ci sia copertura. Il sindaco arrestato risponde solo in merito alla presunta violazione delle normative degli appalti. Non ha accuse in concorso con le violenze ai bambini”.

“Dal punto di vista umano quando si toccano dei bambini e quando vengono perpetrate delle violenze su di loro, ognuno di noi non può non restare colpito. Ci impegneremo per raccogliere più elementi possibili e chiudere le indagini”, ha detto poi il comandante dei carabinieri reggiani, il colonnello Cristiano Desideri. 


27.6.2019 (RAI News) – False relazioni, terapeuti travestiti da personaggi ‘cattivi’ delle fiabe in rappresentazione dei genitori, falsi ricordi di abusi sessuali generati attraverso impulsi elettrici per alterare lo stato della memoria dei piccoli in prossimità dei colloqui giudiziari.

Il tutto per allontanare i bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito anche ad amici e conoscenti, per poi sottoporre i minori ad un programma psicoterapeutico per un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro.

Questi i contorni dell’operazione “Angeli e Demoni” condotta dai carabinieri di Reggio Emilia che ha portato, in queste ore, all’esecuzione di una ventina di misure cautelari nei confronti di politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti. Gli indagati, secondo l’accusa, avevano messo in piedi da diversi anni un illecito e redditizio sistema di “gestione minori”, il cui radicamento sull’intero territorio nazionale è tuttora in fase di sviluppo investigativo. Agli arresti un sindaco e assistenti sociali nonchè psicoterapeuti di una nota Onlus di Torino. Tra i destinatari di altri provvedimenti cautelari anche psicologi dell’Ausl reggiana. Sono poi decine gli indagati tra sindaci, amministratori comunali, un avvocato, dirigenti e operatori socio sanitari.

Secondo il quadro accusatorio, quello che veniva spacciato per un modello istituzionale da emulare sul tema della tutela dei minori abusati, altro non era che un illecito business ai danni di decine e decine di minori sottratti alle rispettive famiglie. I destinatari delle misure cautelari sono accusati, a vario titolo, di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso.

Ore e ore di “intensi lavaggi del cervello” intercettati dai carabinieri reggiani durante le sedute di psicoterapia effettuate sui minori anche in tenera età, questa l’accusa, dopo che gli stessi erano stati allontanati dalle rispettive famiglie attraverso le “più ingannevoli e disparate attività”. Tre queste, sempre secondo la ricostruzione dei militari, relazioni mendaci, disegni dei bambini artefatti attraverso la mirata “aggiunta” di connotazioni sessuali, terapeuti travestiti da personaggi “cattivi” delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, falsi ricordi di abusi sessuali ingenerati con gli elettrodi di quella che veniva spacciata ai bambini come “macchinetta dei ricordi”. Il tutto durante, spiegano gli investigatori, i lunghi anni nei quali i Servizi sociali omettevano di consegnare ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali che i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato in un magazzino dove erano accatastati.

Tra gli affidatari dei minori anche titolari di sexy shop, persone con problematiche psichiche e con figli suicidi. Infine secondo il quadro accusatorio ci sarebbero stati due casi di abusi sessuali presso le famiglie affidatarie ed in comunità, dopo l’illegittimo allontanamento. L’operazione, senza precedenti in Italia e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia e’ stata coordinata dal sostituto procuratore, Valentina Salvi. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/minori-tolti-a-genitori-per-denaro-in-manette-politici-e-medici-e7b2536e-c14e-4e90-9bef-11319581a54a.html


27.6.2019 (Repubblica.it) – Le indagini sono iniziate alla fine dell’estate 2018 dopo un’anomala escalation di denunce all’Autorità Giudiziaria, da parte dei servizi sociali coinvolti, per ipotesi di reati di abusi sessuali e violenze a danni di minori commessi da parte dei genitori. L’analisi dei fascicoli vedeva puntualmente approdare le indagini verso la totale infondatezza di quanto segnalato. Da questo spunto si è sviluppata l’indagine che ha svelato numerosi falsi documentali, redatti secondo l’accusa dai servizi sociali in complicità con alcuni psicologi, “artatamente trasmessi all’Autorità Giudiziaria”.

Il vicepremier Luigi Di Maio parla di “una galleria di atrocità assolute che grida vendetta” e ha dato indicazione ai suoi uffici di scrivere immediatamente una lettera al ministro Fontana per chiedere una verifica immediata di tutto il sistema di affidi nazionale, perchè “orrori simili non sono accettabili”. Di Maio attacca il Pd: “Quello che viene spacciato per un modello nazionale a cui ispirarsi sul tema della tutela dei minori abusati, il modello Emilia proposto dal Pd, si rivela oggi come un sistema da incubo”


Affidi illeciti Reggio Emilia, chi è la dirigente al centro dell’inchiesta – il Resto del Carlino

(www.ilrestodelcarlino.it) Reggio Emilia, 29 giugno 2019 – Obbligava gli assistenti sociali a redigere e firmare verbali dove si attestava il falso riguardo allo stato familiare o al contesto abitativo dei bambini. Che poi decideva a chi affidare (elargendo addirittura contributi doppi fino a 1.200 euro rispetto alle ‘rette’ previste), influenzata tra l’altro dal suo attivismo nel mondo gay, per la lotta in favore dell’adozione alle coppie omosessuali, ma anche dai suoi intrecci sentimentali. E stabiliva pure a quali psicoterapeuti bisognava mandare in cura i piccoli una volta strappati dalle famiglie naturali. Assume quasi il volto di una zarina dei servizi sociali Federica Anghinolfi, dirigente dell’Unione val d’Enza, finita ai domiciliari con numerose accuse tra cui falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, violenza privata e lesioni personali gravissime, nelle carte dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, lo scandalo scoppiato in provincia di Reggio Emilia sul presunto sistema illecito di affidamenti dei minori strappati alle famiglie naturali con falsificazioni di atti e altri escamotage: 16 misure cautelari emesse, 27 indagati.

La donna, 57 anni – che ieri si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al gip nel primo degli interrogatori di garanzia assieme all’assistente sociale indagato Francesco Monopoli – è ritenuta la figura chiave. A partire dall’inizio del ‘sistema’ collaudato secondo gli inquirenti. Arrivava quasi a ricattare giovani operatrici con contratto a tempo determinato, esercitando dunque la sua posizione di potere, affinché redigessero verbali che attestassero muffa sui soffitti, poco cibo in frigo o assenza di giocattoli. Era il primo passaggio – con le presunte falsificazioni delle dichiarazioni degli stessi bimbi al fine di screditare madri e padri naturali – che serviva per ottenere il decreto di allontanamento. Poi l’affidamento, spesso ad altre coppie ‘amiche’ o a lei vicine. E addirittura con un legame affettivo passato.

La Anghinolfi, omosessuale dichiarata, ha avuto una relazione – provata dagli inquirenti – con Fadia Bassmaji, anch’essa indagata, alla quale è stata data in affido la piccola Francesca (nome di fantasia) assieme alla compagna Daniela Bedogni (anche lei nel registro della pm Valentina Salvi).
Queste ultime due – si legge nell’ordinanza – avrebbero «imposto un orientamento sessuale» alla minore vietando tassativamente alla piccola di lasciarsi i capelli sciolti, perché ritenuto dalle due «matrigne» atteggiamento di vanità e di richiamo appetibile per i maschietti a scuola. Il gip definisce questo episodio in modo molto forte come un «comportamento ideologicamente e ossessivamente orientato». Procura e inquirenti stanno infatti scavando nel mondo Lgbt. Nella vicenda è finito ai domiciliari, con le accuse di abuso d’ufficio e falso, anche il sindaco pd di Bibbiano, Andrea Carletti che ieri tramite il legale ha dichiarato di «non aver mai fornito copertura politica a fatti illeciti».
Il procuratore reggiano Marco Mescolini, dopo aver premesso che non bisogna estendere le accuse a tutto il mondo degli affidi, ieri ha commentato così l’operazione: «Mi sono occupato di fatti molto provanti di ‘ndrangheta per dieci anni, ma quest’inchiesta è umanamente devastante».


27.6.2019 (Il Fatto Quotidiano) – Sindaci, medici, assistenti sociali, psicologi e psicoterapeuti. C’è un intero settore messo sotto inchiesta dalla procura di Reggio Emilia: quello dell’affido dei minori. Sedici le persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare notificata dai carabinieri di Reggio Emilia. Tra questi c’è il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti. E poi politici, liberi professionisti e psicoterapeuti di una Onlus di Torino: in totale sono una decina le persone iscritte nel registro degli indagati dalla pm Valentina Salvi. Tra i reati contestati ci sono frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso. Evocativo il nome scelto per l’inchiesta: “Angeli e Demoni“.

Al centro degli accertamenti degli investigatori c’è la rete dei servizi sociali della Val D’Enza, accusata di aver redatto false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti. Quello ricostruito dagli investigatori è un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro. Gli inquirenti contestano agli indagati ore e ore di intensi “lavaggi del cervello” durante le sedute di psicoterapia ai minori. I bambini sarebbero stati suggestionati anche con l’uso di impulsi elettrici, spacciati ai piccoli come “macchinetta dei ricordi”, un sistema che in realtà avrebbe “alterato lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari“.

I dettagli dell’indagini sono stati diffusi dai carabinieri con un lungo e dettagliato comunicato stampa. Durante l’inchiesta sono stati accertati due casi di stupro presso le famiglie affidatarie e in comunità, dopo l’illegittimo allontanamento. Tra i reati contestati, in particolare, quello di lesioni gravissime ai minori in relazione ai traumi loro provocati. A riguardo alcuni di loro, oggi adolescenti, manifestano profondi segni di disagio (tossicodipendenza e gesti di autolesionismo). Diversi i metodi che per l’accusa sarebbero stati adottati nei confronti dei bambini al fine di allontanarli dai genitori, per poi mantenerli in affido e sottoporli ad un circuito di cure private a pagamento. Tra questi, spiegano i militari “innocenti disegni dei bambini falsificati attraverso la mirata “aggiunta” di dettagli a carattere sessuale, abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, stati emotivi dei piccoli artatamente relazionati, travestimenti dei terapeuti da personaggi “cattivi” delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, denigrazione della figura paterna e materna. E poi decine e decine i regali e le lettere di affetto, consegnati negli anni da parte dei genitori naturali, che i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato in un magazzino dove erano nascosti, che gli appartenenti ai Servizi Sociali indagati omettevano di consegnare ai piccoli”.

Alcuni degli indagati sono finiti sotto inchiesta con l’accusa di essersi avvantaggiati dell’indotto derivante dalla gestione dei minori attraverso i finanziamenti regionali, grazie ai quali venivano, inoltre, organizzati anche numerosi corsi di formazione e convegni ad appannaggio della stessa onlus. Nel dettaglio sei persone sono state sottoposte alla misura cautelare degli arresti domiciliari, tra cui il sindaco, una responsabile del Servizio Sociale Integrato di una Unione di Comuni, una coordinatrice del medesimo servizio, una assistente sociale e due psicoterapeuti di una onlus. Otto misure cautelari di natura interdittiva, costituite dal divieto temporaneo di esercitare attività professionali sono state eseguite a carico di altrettanti soggetti, nelle relative qualità di dirigenti comunali, operatori socio-sanitari, educatori. Infine altre due misure coercitive del divieto di avvicinamento ad un minore è stata eseguita a carico di una coppia affidataria accusata di maltrattamenti.

Le indagini sono iniziate alla fine dell’estate del 2018 dopo l’anomala escalation di denunce per ipotesi di reati di abusi sessuali e violenze a danni di minori commessi da parte dei genitori. Ipotesi che poi si rivelavano sistematicamente infondate. Da quel momento è partita l’inchiesta dei carabinieri e del pm Salvi. Secondo gli inquirenti si realizzava la diagnosi di una mirata patologia post traumatica a carico dei minori, condizione questa necessaria a garantirne la prese in carico da parte della onlus. Il pagamento delle prestazioni psicoterapeutiche avveniva quindi in assenza di procedura d’appalto: gli affidatari venivano incaricati dai Servizi Sociali per accompagnare i bambini alle sedute private di psicoterapia e di pagare le relative fatture a proprio nome.

L’inchiesta dei carabinieri ha ricostruito ore ed ore di sedute di terapia sui bambini, anche attraverso l’utilizzo di apparecchiature elettriche loro spacciate come strumenti in grado di garantire alla terapeuta la gestione della mente e il recupero dei ricordi. “Ai bimbi – spiega la nota dei carabinieri – veniva inoltre riferito che era assolutamente necessario far riemergere ‘le brutte cose’ commesse dai genitori e ciò proprio in prossimità delle testimonianze che i bambini avrebbero poi reso alla competente Autorità Giudiziaria. In alcuni casi la terapeuta non risparmiava ai minori i dettagli dei propri fantasiosi racconti (spacciandoli come il contenuto da lei “letto” nella mente dei piccoli). Durante le sedute di psicoterapia le terapeute spiegavano ai bambini che ogni loro comportamento era legato alle traumatiche esperienze vissute in passato”.

(Corrieredibologna.corriere.it) 2.7.2019 Gli ispettori del ministero della Giustizia guidati dal capo dell’ufficio, Andrea Nocera, sono in queste ore al tribunale dei Minori di Bologna e più tardi saranno alla procura di Reggio Emilia. L’iniziativa, su impulso del Guardasigilli, Alfonso Bonafede, è legata alla vicenda degli affidi illeciti. E questa mattina interrogatorio fiume in tribunale a Reggio Emilia per Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano finito agli arresti domiciliari con le accuse di falso e abuso d’ufficio nell’inchiesta sul presunto giro di affari illeciti nei servizi sociali dei Comuni della val d’Enza, basato sugli affidamenti familiari di minori. Carletti ha parlato per quasi due ore, rispondendo alle domande del Gip Luca Ramponi e del pm Valentina Salvi. Al termine dell’interrogatorio il legale del primo cittadino, Giovanni Tarquini, informa di aver chiesto la revoca della misura cautelare. Il sindaco, dice Tarquini, «ha fornito chiarimenti sulla sua posizione e ha rappresentato in pieno la sua perfetta buona fede in questa vicenda e la sua assoluta serenità in coscienza». Oltre al primo cittadino saranno ascoltati oggi altri sei indagati. Tra questi anche il terapeuta Claudio Foti, direttore del centro Hansel and Gretel- e la moglie Nadia Bolognini. Fadia Bassmaji e Daniela Bedogni, coppia omosessuale affidataria di una minore, si sono avvalse della facolta’ di non rispondere. Ha scelto il silenzio anche Marietta Veltri responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza e seconda solo alla dirigente Federica Anghinolfi. La difesa della Veltri ha fatto istanza per la revoca degli arresti domiciliari.


Affidi illeciti Reggio Emilia, ‘Hansel e Gretel’ nella bufera. Intanto organizza master – il Resto del Carlino

(www.ilrestodelcarlino.it) Reggio Emilia, 5 luglio 2019 — Dalla favola dei bambini salvati all’incubo. Negli ultimi giorni ‘Hansel e Gretel’ è diventato l’opposto rispetto alla fiaba dei fratelli Grimm (foto). È sinonimo del centro studi di Moncalieri (To) che vede agli arresti domiciliari il guru Claudio Foti, psicoterapeuta di fama nazionale e la moglie Nadia Bolognini, mentre la collega Sarah Testa è sospesa per sei mesi dal lavoro, professionisti chiamati a fare sedute di psicoterapie al centro di Bibbiano ‘La Cura’ all’interno di un sistema che gli inquirenti ritengono illecito. Già da tempo il centro torinese operava nella nostra provincia.
Tanto per fare qualche esempio, al centro ‘Multiplo’ di Cavriago, nel febbraio 2016, fu organizzato l’incontro per ‘Mi presti la tua famiglia? La mia è un po’ in difficoltà’, per sensibilizzare la gente sulla solidarietà (video). Nel giugno 2018, fu l’oratorio ‘Don Bosco’ di via Adua a ospitare il convegno specialistico ‘Quale speranza di ascolto e cura per la sofferenza dei bambini’, con l’introduzione dell’ex vicesindaco Matteo Sassi e gli interventi di Foti, Testa e altri esperti, oltre a quelli di Germana Corradini, dirigente dei servizi sociali del Comune e di Gaddomaria Grassi, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Ausl.
Una capacità di accreditarsi anche di fronte a differenti enti pubblici emerge anche da un’altra iniziativa, programmata nella nostra città – oltre che a Roma e a Torino – da gennaio a novembre di quest’anno, cioé un master di secondo livello post laurea, su ‘Gestione e sviluppo delle risorse emotive’, con la Pontificia facoltà di Scienze dell’educazione ‘Auxilium’ di Roma e il patrocinio dell’Unione Comuni Val d’Enza e il Servizio sanitario Emilia-Romagna. Costo sui duemila euro, per lezioni nel solo weekend. Il titolo viene rilasciato dalla Pontificia facoltà ‘Auxilium’, “riconosciuto dalla Santa sede con nulla osta del 24 luglio 2012”. Un ulteriore legame tra il centro torinese e le nostre terre riguarda il caso ‘Veleno’: dalla realtà di Foti provenivano infatti le psicologhe che, all’epoca, interrogarono i bambini strappati nella Bassa modenese alle famiglie tra il 1996 e il 1998, su indicazione dei servizi sociali, perché vittime di una rete satanica di pedofili. Era emerso il conflitto di interessi della psicologa Cristina Roccia, la professionista che aveva scoperto gli abusi, ex moglie di Foti, diventata presidente del centro a cui erano stati affidati i bambini. Il centro aveva organizzato una petizione contro l’inchiesta ‘Veleno’ di cui si parla anche il giudice Luca Ramponi nell’ordinanza di custodia cautelare ‘Angeli e demoni’. In un’intercettazione telefonica del 14 novembre 2018 Foti propone a Francesco Monopoli, assistente sociale ai domiciliari, di fare “una raccolta firme e una pressione sul Cismai (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia, ndr)”.

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2 thoughts on “Angeli o demoni? Arrestati operatori che manipolavano i bambini per fare false accuse

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