Treviso: deciso allontanamento dalla madre alienante – Corriere 2.6.2017

L’odissea di un ragazzo di 13 anni. I magistrati: «Messo dalla madre contro il papà». Ora sarà allontanato e la donna si ribella: «Falsità, sta bene ed è felice: lasciatemelo»

TREVISO 2-6-17 — Dei suoi 13 anni, cinque li ha vissuti al centro della guerra scoppiata fra i genitori. E a pagare il prezzo più alto, ora, sarà proprio lui. Perché i giudici del Tribunale hanno deciso che il ragazzino dev’essere allontanato dalla madre «alienante». Una madre che, secondo i magistrati, l’avrebbe condizionato nel rapporto col padre, compromettendolo al punto che il genitore non lo vede da oltre un anno. Per questo una sentenza di primo grado, e confermata in appello, ha disposto che il 13enne venga trasferito in una comunità per un periodo di almeno sei mesi. Un caso che ricorda tristemente quello di Cittadella, con un altro minore conteso da genitori esautorati successivamente del loro ruolo perché ritenuti inidonei. «Un’ingiustizia, perché lui pagherà errori che non ha fatto» dice la mamma che, assistita dagli avvocati Fabio Capraro ed Elisa Danieli, ha provato in tutti i modi a opporsi.

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it

Ma cinque anni di procedimento hanno portato a una sentenza immediatamente esecutiva: «Da un momento all’altro il ragazzino potrebbe essere prelevato da casa e portato via», precisa infatti l’avvocato Danieli. Ma come si è arrivati a tutto questo? Partendo dai problemi dei genitori del 13enne, che cinque anni fa si sono lasciati con una separazione giudiziale diventata una guerra a colpi di ricorsi in tribunale. E nella quale il campo di battaglia principale è stato la gestione del figlio minore. Dopo un anno il papà ha ottenuto una modifica al calendario di visite, per vedere di più l’allora bambino. In seguito, però, è subentrato il tribunale, che ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio affidata a una psicologa, a un neuropsichiatra infantile e a uno psichiatra.

E così, tra valutazioni, incontri con specialisti e guerra di perizie sono passati altri 4 anni. Durante i quali il ragazzino ha smesso di vedere suo padre, sviluppando nei suoi confronti vivere in famiglia, sulla base di una consulenza tecnica da noi più volte contestata – spiega Tullio Franceschini, psichiatra di parte -. La psicologa del tribunale ha distorto il parere del neuropsichiatra quando dice che il ragazzino “sta discretamente bene”, sposando una tesi opposta che lo vedrebbe sofferente per la situazione che si trova a vivere, tanto da somatizzarla con problemi fisici non rilevati però dallo specialista». Uno scontro in cui è difficile capire chi ha ragione, e al cui centro c’è lui, oggi 13enne, che va bene a scuola, gioca a calcio e nuota. «Sono devastata dalla sofferenza. Mio figlio è sereno, lo hanno scritto anche gli insegnanti e i suoi compagni di scuola, che lo ritengono un punto di riferimento» assicura la mamma. Ma per il Tribunale «il ragazzo vive una situazione di sofferenza, conseguente al conflitto genitoriale, che potrebbe comprometterne lo sviluppo emotivo». Per questo sarà allontanato.

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...