In vacanza con papà: ma in hotel non le credono e chiamano la polizia

Una vicenda emblematica del clima di isteria collettiva che circonda ormai le normali relazioni tra padri e figli. E’ capitato nel Regno Unito,  e non poteva capitare in questo stesso modo in Italia dove è sempre obbligatorio registrarsi in albergo con i documenti. Ma anche in Italia quando il buon senso perde terreno nella società proliferano le paranoie più assurde. E anche questa storia è solo un sintomo della stessa isteria collettiva che ha provocato le indagini sui presunti abusi collettivi in asili e scuole che si sono poi rivelate delle spaventose bufale.

6.4.17 – Doveva essere una vacanza indimenticabile e lo è stata, ma in senso negativo. Un 46enne vedovo e sua figlia, di 13 anni, hanno infatti passato gran parte del loro soggiorno bloccati in un hotel prima dallo staff e poi dalla polizia, intervenuta dopo una segnalazione.

Il motivo è incredibile: tutti erano convinti che Craig Darwell, inglese di Leeds, fosse un pedofilo, e che la figlia che lo accompagnava fosse la sua vittima. La storia ha fatto il giro dei siti di informazione britannici: dal Sun al Mirror, passando per Daily Mail e Telegraph.

Il clamoroso malinteso è avvenuto quando Craig e Amelia Rose, detta Millie, si sono presentati in un albergo del Surrey per passare qualche giorno in un parco divertimenti. La ragazzina, infatti, aveva compiuto 13 anni e il papà, che ha perso la moglie quando la figlia aveva appena quattro anni, aveva deciso di fare una breve vacanza con lei. Quando Craig prenotò, a gennaio, non trovò alcuna stanza doppia con i letti singoli e fu costretto a sceglierne una con il letto matrimoniale. Una volta giunti alla reception della struttura per il check-in, i due sono stati fermati dallo staff che ha chiamato la polizia.

Millie, infatti, era sprovvista di documento e a nulla sono valse le rassicurazioni di Craig: «Questa è mia figlia, vi faccio vedere le nostre foto su Facebook». Alla fine papà e figlia sono stati costretti a dormire in stanze separate, poi sono stati ascoltati dalla polizia. Inutile anche il tentativo di mostrare allo staff dell’albergo un commovente post che l’uomo aveva dedicato alla figlia il giorno del compleanno: «Non posso credere di avere un’adolescente, buon tredicesimo compleanno. Amelia Rose Darwell, abbiamo lottato tanto in questi anni, ma finalmente ho visto sbocciare una meravigliosa signorina». Craig è ancora sotto choc e indignato: «Mia figlia non ha fatto altro che piangere durante la vacanza. Da quando ho perso mia moglie per la leucemia ho dovuto farle anche da madre ma questo non mi era mai accaduto prima».

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