Abusi Mirandola: assolti i Morselli – Gazzetta di Modena 19/4/2012

logo_gazzetta_modenaFINALE 19/4/2012 – . Non sequestrarono né violentarono la nipote dopo averla bloccata tra i 150 compagni di scuola a Quattro Castella. La Corte di Appello di Bologna ieri ha scritto la parola fine su una vicenda tanto inquietante quanto controversa, che il 24 novembre del 1999 spedì in carcere gli zii della 12enne, Giuseppe ed Emidio Morselli, coinvolgendo anche Enzo Morselli, il nonno della ragazzina e don Giorgio Govoni, a corroborare le accuse di una banda di satanisti e pedofili con a capo il sacerdote che sequestrava, assassinava e violentava decine di bambini nei cimiteri.
Ieri, ad assistere alla sentenza, nonno Enzo non c’era più. Malato, provato da una vicenda che ha distrutto la sua famiglia come tante altre, è deceduto da tempo. E prima ancora, il 19 maggio del 2000, se ne era andato don Giorgio Govoni, stroncato da un infarto nello studio del suo legale, il giorno in cui il pm di Modena aveva chiesto per lui sedici anni di reclusione.
Don Giorgio è stato assolto postumo dalla Corte di Appello (i riti satanici non sono mai esistiti), mentre Giuseppe, Emidio ed Enzo, nel pieno di un clima che molti hanno paragonato alla medievale “caccia alle streghe”, furono per questo assolti, e nel contempo condannati per non meglio chiariti “abusi domestici” su almeno sei nipoti.
Ebbene, ad incidere emotivamente su queste sentenze pronunciate a Modena nel 2000 e a Bologna nel 2001 era stata anche la vicenda di Quattro Castella.
Dove una dei sei nipoti dei Morselli era stata collocata in affidamento, presso una famiglia. All’epoca i bambini portati via alle famiglie e ritenuti vittime dei satanisti erano una quindicina, tra Massa, Finale, Mirandola.
Così, mentre si era aperto il processo di Modena, la nipote, con l’assistenza della psicologa dell’Ausl Valeria Donati, rivelò progressivamente che nonno, zii e don Giorgio tra il 4 ottobre e il 10 novembre 1999 l’avevano attesa all’uscita da scuola, sequestrandola e trascinandola sul retro, dove minacciandola di non testimoniare contro di loro l’avrebbero brutalmente violentata, salvo poi consentirle di risalire sul bus con gli altri bambini o accompagnarla a casa.
Curiosamente, a fare le indagini furono la Procura di Modena e la polizia di Mirandola, per poi consegnare a quella di Reggio un “pacchetto accusatorio” già blindato e confezionato.
Ma al processo di primo grado il presidente del collegio Fanile, dopo avere ripercorso atti e testimonianze e avere effettuato anche un sopralluogo a Quattro Castella, hanno assolto gli imputati, nell’aprile del 2005. Con parole inequivocabili, parlando cioè di “incongruenze” e “palesi contraddizioni” tanto sulle date degli abusi (gli imputati dimostrarono che all’epoca delle contestazioni erano al lavoro, a 84 chilometri di distanza) quanto sulle impossibili modalità operative. La stessa Procura di Reggio, peraltro aveva chiesto la assoluzione.
Il processo ieri ha visto la sua seconda puntata: sostenendo la credibilità della bambina e quella degli assistenti sociali (parimenti contestata dalla sentenza di Reggio) l’Ausl di Modena aveva ricorso in appello, per gli effetti civili della sentenza, e cioè per chiedere un mega risarcimento ai Morselli.
Ma la Corte d’Appello di Bologna, (presidente Gianpietro Costa) che aveva già rinviato l’udienza perché la stessa Ausl appellante lo scorso mese non si era presentata, ieri ha ricostruito la vicenda e ha concluso, sempre d’intesa con la Procura Generale (dottor Guido Guccione), per l’assoluzione piena di Giuseppe ed Emidio.
Loro, accompagnati dall’anziana madre Lina, sono scoppiati in lacrime, così come l’avvocato Guido Bomparola che li accompagnava e li ha appassionatamente assistiti. L’Ausl invece, non si è neppure presentata.

Fonte/Credits: http://gazzettadimodena.gelocal.it 

3 thoughts on “Abusi Mirandola: assolti i Morselli – Gazzetta di Modena 19/4/2012

  1. […] che poi venne rivisto in vari processi d’appello che videro varie assoluzioni. [vedi i post  Abusi Mirandola: assolti i Morselli, e Assoluzione finale per il caso della bassa […]

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