«Imputati ingiustamente di abusi, ma ci hanno tolto i bambini» – Corriere della Sera 8/8/2001

Milano, raffica di esposti ai pm: «I nostri figli ora sono orfani per legge»

MILANO 8/8/2001 – «Rendo pubblica la mia vicenda perché possa far riflettere magistrati e psicologi, aiutare chi non ha voce, rendere onore a quei bambini sfortunati che per colpa della “giustizia” hanno avuto genitori ingiustamente accusati». Inizia così una delle tante lettere-esposto spedite in questi mesi a un gruppo di pubblici ministeri e giudici milanesi: denunce indirizzate a magistrati che hanno censurato pubblicamente i più affermati metodi d’ indagine sul delicatissimo problema degli abusi in famiglia.

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LE LETTERE – L’ intera serie di segnalazioni era partita dal caso di Marino V., un tassista milanese scagionato dall’ accusa di avere violentato la figlioletta: assoluzione chiesta dallo stesso pm d’ udienza, Tiziana Siciliano, con una «controrequisitoria» molto critica verso lo staff investigativo del collega Pietro Forno. Oggi si contano a decine i casi di bambini diventati «orfani per legge».

IL TRIBUNALE – Le denunce investono anche il tribunale dei minori. «Caro signor procuratore – scrive Antonio M., 35 anni, che si riconosce nel tassista – anch’ io sono passato per le grinfie di quello psicologo, M. B., che mi accusava di avere violentato mio figlio! Dopo dodici mesi atroci, il mio caso è stato archiviato nel ‘ 98. Eppure non riesco a tutt’ oggi a vedere mio figlio in maniera normale».

I RAMBO IN DIVISA – Anche Corrado L. allega la sua assoluzione, ma non dimentica «i cinque Rambo in divisa che hanno perquisito la mia casa e interrogato a scuola le mie due figlie». E conclude: «Perché infierire per quattro anni su due bambine e sul padre per poi archiviare tutto? Chi ci rimborserà dei danni, delle spese legali, del tempo rubato, delle notti insonni, di tutte le sofferenze e umiliazioni inflitteci?».

UN INCUBO – Altri esposti contestano il «sistema da incubo» che trasforma i bambini in testimoni d’ accusa. «Sono stato assolto nel 1999 – denuncia Massimo D. P. «Rendo pubblica la mia vicenda perché possa far riflettere magistrati e psicologi, aiutare chi non ha voce, rendere onore a quei bambini sfortunati che per colpa della dall’ accusa, ricevuta nel 1994, di avere violentato mia figlia di appena due anni! Come ha dimostrato il mio processo, il punto è la “costruzione” della figura di bambina abusata. Primo: separazione tra me e mia moglie. Secondo: la mamma chiama la psicologa M. M., che deduce da disegnini la pretesa violenza, senza avermi mai visto. Terzo: la ginecologa C. M. indica la solita “compatibilità generica” con l’ abuso. Quarto: la bambina viene portata alla polizia per denunciarmi. Quinto: il pm Forno, senza interrogarmi né informarmi, riesce a privarmi della potestà. Il processo finisce a Roma. E qui, dopo 5 anni sono stato assolto perché il fatto non sussiste. Ma intanto…».

I CARABINIERI A SCUOLA – Non mancano inchieste sbagliate che continuano a produrre effetti legali. Tra i casi-limite, quello di un’ invalida milanese inquisita nel ‘ 97 per «violenze sessuali» sul figlioletto. Assolta dopo un un anno di arresti domiciliari, la madre innocente non potrà più vedere il suo bambino, perché il tribunale dei minori l’ ha ormai dato in adozione. Che il caso non sia isolato lo conferma un’ altra lettera-esposto: «Nel ‘ 93 – scrivono due coniugi milanesi – una nostra cuginetta ha denunciato suo fratello per violenza. Poi, in istituto, ha accusato anche l’ altro fratello, il padre, la madre, un cugino e infine il sottoscritto Salvatore L. Nel ‘ 95 il tribunale dei minori ha allontanato anche nostra figlia, in modo disumano: è stata prelevata a scuola dai carabinieri. Da allora la nostra bambina ha perso tutto: mamma, papà, fratellino, zii, nonni e amici. Nel ‘ 96 sono stato arrestato per violenza sessuale. Dopo due anni e mezzo di carcere, la Corte d’ appello mi ha assolto perché il fatto non sussiste. Ma intanto il tribunale dei minori ha dichiarato mia figlia “adottabile”. Ora chiediamo giustizia».

Fonte/Credits: http://archiviostorico.corriere.it/ 

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